“Tutto il bene che si può” di Rye Curtis, Bompiani. A cura di Patrizia Baglioni

Chiudo il libro e continuo a pensarci.

È una cosa positiva. TUTTO IL BENE CHE SI PUÒ non è un libro semplice sia per la storia che per i livelli di lettura presenti.

Le scene sono crude, violente, a volte repellenti e il lettore si sente smarrito in un mondo al limite dell’assurdo.

Eppure più si va avanti nella lettura, più la storia trova compimento e significato.

Il fatto è che non si può smettere di leggere, e la domanda che accompagna le pagine è: ora cosa succederà?

Le protagoniste sono due donne Cloris e Debra, estremamente diverse per età e pensiero, esse si cercano senza mai raggiungersi e la storia nasce proprio da questa necessità: trovarsi.

Cloris Waldrip nel 1987 decide di partire insieme a suo marito per una vacanza, ma il loro piccolo aereo precipita sui Monti Betterroot e lei è l’unica sopravvissuta.

Dopo vent’anni dall’accaduto la donna decide di mettersi a nudo e raccontare tutta la verità sulla faccenda.

Cloris è una donna normale del suo tempo, devota alla Prima Metodista e innamorata del marito, partecipa alla vita comunitaria e si accontenta.

In realtà, come lei stessa confessa, non è che avesse poi riflettuto tanto sulla sua posizione, né sui suoi desideri, aveva seguito la corrente rimanendo però fedele alla propria natura discreta e disincantata.

Il fatto è che prima dell’incidente non aveva avuto modo di avere chissà quali esperienze ma tutto all’improvviso cambia, a settantadue anni.

Cloris sconvolta della morte del marito e del pilota decide che deve sopravvivere e subito la sua mente prova ad ingegnarsi, ma la natura selvaggia e il freddo clima montano non aiutano.

Lei tanto attenta al suo aspetto compito e dignitoso si ritrova a mangiare vermi e pipistrelli, a vagare sporca e in disordine, ma a un certo punto smette di farci caso.

Cloris vive un ritorno alla natura che nonostante l’età affronta con vigore sia dal punto di vista fisico che mentale.

Tante cose che prima le sembravano importanti, ora perdono valore e la donna riscopre una spontaneità di sentimenti che le era sconosciuta.

Si lascia andare alla disperazione, alla gioia infantile, alla paura e all’attaccamento.

Cloris vive forse per la prima volta.

Ma resta un’anziana signora in una foresta lontana dai centri abitati.

E proprio nel momento di maggiore disperazione arriva un aiuto da un uomo mascherato, che cela il volto ma non le sue intenzioni e tra i due nasce un legame di aiuto, collaborazione e amicizia.

Le parole che si scambiano sono poche ma questo non conta, le azioni raccontano di una cura reciproca nonostante il loro passato e il mistero che la maschera nasconde.

Essi si aiutano CON TUTTO IL BENE CHE SI PUÒ e la fiducia li salva.

Debra Lewis è una ranger del corpo forestale.

Nonostante sia una donna affascinante e ancora giovane, porta sulle spalle un fardello di sofferenza e sfiducia.

È divorziata e ha seri problemi di alcolismo, Debra non crede più a nulla.

Quando al mattino si sveglia, riempie il suo thermos di scadente Merlot e spera che qualcosa accada, per trovare uno scopo, per provare qualcosa e soprattutto per salvare se stessa.

Il momento arriva: l’aereo viene ritrovato e mentre tutti danno per scontato che Cloris sia morta, la ranger inizia le sue ricerche.

Si applica ad esse con determinazione ma ogni volta che sembra aver ragione, fa un buco nell’acqua e i suoi colleghi iniziano a preoccuparsi per lei. Il caso viene chiuso e lei cosa farà al fondo della sua disperazione? Troverà il coraggio di reagire o scapperà ancora?

Il bosco continua a parlare alle due donne con i suoi abitanti selvaggi, le intemperie e soprattutto con i suoi spiriti.

Cordelia, lo sventurato fantasma le osserva e rivive in loro le sue sventure.

O è tutto frutto dell’immaginazione?

Un romanzo dalle tinte oscure, che cattura con le sue sfumature il lettore. Il testo alterna i ricordi in prima persona di Cloris e il racconto di ricerca del ranger Lewis in terza persona.

Un’opera prima di RYE CURTIS che si fa notare per forza e originalità.

I dialoghi sono assorbiti dalla narrazione ma forse per questo la lettura risulta convincente, il flusso delle parole ci avvolge e a noi non resta che ascoltarle.

TUTTO IL BENE CHE SI PUÒ vi aspetta!

***

Rye Curtis è nato ad Amarillo, Texas. Laureato alla Columbia University, vive nel Queens. Tutto il bene che si può è il suo primo romanzo.

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