“Descendens” di Alessandra Paoloni, Delrai edizioni. A cura di Alessandra Micheli

Ascolto una struggente musica di lui, il mio amato De Gregori.

Un uomo che perde tutto, persino la gamba eppure non smette di cantare e ballare.

Un passo stravagante, eppure poetico.

Cosi com’è questo libro.

Sghembo all’apparenza, eppure capace di diventare il nostro posto segreto.

Stravagante perché capace di donarci un oscurità luminosa.

Come solo Alessandra sa fare.

Tutto è perfetto in Descendens.

Dalle atmosfere cupe eppure brillanti, ai colpi di scena.

Dai personaggi e la loro profondità, all’azione e al mistero, tutto sapientemente intrecciato con mano d’artista.

E’ come guardare un meraviglioso arazzo e tentare invano di distinguerne i fili. Ognuno si incastra con l’altro, senza riuscire a districarli.

Ti resta solo l’ammirazione per quel tesoro raro e cosi incredibile chiamato libro.

Chiudo il mio reader.

Ma la voce della Paoloni risuona come un antico canto, fino a ipnotizzarmi e fermare quel tempo beffardo che sembra volerci rubare i sogni. -E forse forse un po’ di giovinezza.

Descendens è un libro.

Solo carta o forse byte.

Eppure pulsa vivo tra le mie mani.

E i miei occhi riescono a vedere il suo cuore che canta e che batte, batte contro il palmo.

E mi sussurra parole.

Accettarsi per cosa si è, con il proprio passato e il carico di prescienze è difficile. Siamo sempre indaffarati a cercare scappatoia o semplici mensole in cui posare quello zaino cosi pieno di cianfrusaglie è vero, ma cosi difficile da svuotare.

E cosi è per Emma.

Che si trova letteralmente catapultata in un mondo che non conosce e che magari la spaventa.

E’ mettere in discussione certezze, è trovarsi totalmente soli di fronte alla meraviglia che si svela davanti a noi.

Perché ogni perdita, in fondo, non è altro che una benedizione.ci fa acuire sensi mai immaginati.

Ci rende capaci di elaborare risposte agli stimoli sempre più creative, forse un po’ magiche.

E’ vero non siamo certo le eredi di una strega famosa.

Non viviamo nel magico regno, totalmente parte di quell’altro che raccontano tanti libri.

Non siamo certo a contatto con Tiepole e i suoi segreti.

Però..

Credetemi ogni volta che qualcuno fa collare certezze, che vi mette in discussione.

Che forse vi serve su un piatto d’argento una spiegazione mai contemplata. Ogni volta che vi sentire spaventati, terrorizzati e incapaci di accettare il nuovo ( perché il nuovo nasce da un crollo, a volte orrendo, a volte disastroso), vi viene offerta un opportunità.

A Emma di tornare a essere davvero se stessa.

E a raccogliere la sua eredità.

Capendo che l’apparenza, ( banale ma vero) inganna.

E che non è il potenziale a fare di noi rappresentanti del bene o del male, ma le nostre scelte.

Ecco in questo magico urban fantasy è la crescita a fare da padrona.

Ma anche un grido contro i pregiudizi, le spiegazioni facili, gli stereotipi.

E un avvertimento.

Per me, per voi, per tutti.

Non sempre pensare di fare la cosa giusta, significa avere dalla propria parte il bene e la ragione.

Le nostre azioni non sono mai davvero e totalmente scevre da egoismi.

Chi crede di fare l’interesse generale, in realtà sta solo imponendo la sua visione.
E solo chi, come Emma decide di osservare, coraggiosamente, ogni evento, persino il passato può pensare di costruire davvero un mondo migliore. Il futuro migliore.

Siate come lei.

Rifiutate definizioni e stereotipi.

Dite no a chi vi dice io agisco nell’interessa collettivo.

Siate ribelli.

Ma ribelli davvero.

Cosi come una ragazzina capace di sostenere il feroce sguardo di una realtà diversa.

Cosi come Emma, che impara che è proprio dalle maledizioni, che la meraviglia può nascere.

La Paoloni è una grande artista.

E con Tiepole, lo dimostra.

E mi regala un luogo del cuore a cui tornare, ogni volta che mi perdo in questo strano viaggio o mi sento sola e sperduta.

Grazie

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