“Darsana. Il trapianto dell’anima” di Giuseppe Lazzarini. A cura di Patrizia Baglioni

Lorenzo Chio è un fisico, è un uomo determinato a realizzare i suoi progetti e ad avere successo.

È partito dai monti incontaminati della Val d’Aosta per raggiungere Seattle e specializzarsi in neuroscienze.

Ai tempi dell’università conosce Elja e Davis, giocano a fare gli adulti e intanto sognano il loro futuro.

Lorenzo sa già qual è il suo obiettivo: Darsana, una macchina capace di trasferire il cervello umano all’interno di un calcolatore potenziato.

Attenzione questa non è un’intelligenza artificiale, non si tratta solo di un passaggio di dati ma di coscienza. L’invenzione geniale di Lorenzo è catturare l’anima di un uomo e conservarla per sempre rendendola immortale.

Fin da subito il progetto affascina e spaventa per le implicazioni morali e religiose.

Ma per Lorenzo quando si parla di Darsana non si usano le parole dell’etica ma quelle della scienza.

Elja che nel frattempo ha abbandonato gli studi per vestire gli abiti da sacerdote lo mette in guardia sulle difficoltà che incontrerà, ma Lorenzo si esprime con consapevolezza, tutto è sotto il suo controllo, lui conosce gli uomini e sa cosa aspettarsi da loro.

Per questo una volta realizzato il progetto il suo unico scopo diventa quello di proteggerlo da chi vuole sfruttare le potenzialità di Darsana per scopi personali, politici o criminali.

Davis non ha bisogno di essere interpretato, lui è sempre stato chiaro, gli interessa solo diventare ricco e ha investito su Lorenzo, la sua pedina vincente.

Ora però che i risultati iniziano ad arrivare lo scienziato vuole continuare a sperimentare e questo non gli sta bene.

I due iniziano a scontrarsi e nella società si innesca il dubbio del sospetto e del tradimento. Lorenzo comincia ad essere inquieto e Davis si comporta in modo misterioso.

La narrazione cambia passo, inizia una storia di spionaggio, inseguimenti fino all’epilogo drammatico e sorprendente che lascia il lettore con il fiato sospeso per gli accadimenti inaspettati.

Il fatto è che questo libro mette sul fuoco temi scottanti e le cose su cui riflettere sono tante.

Si chiudono le pagine con un peso che grava sulla coscienza, perché di essa si parla, e del confine tra dovere scientifico e dignità umana.

In tempi pasquali poi parlare di vita eterna o di vita dopo la morte implica anche una riflessione di fede.

La domanda centrale è: chi ha il diritto di decidere cosa è giusto fare?

L’evoluzione, questo risponderebbe Darsana.

Eppure qualcosa non torna, se ne accorge anche Lorenzo e troppe domande restano aperte. Non sappiamo se il nostro Lorenzo Chio tornerà a cercare delle risposte, la cosa certa è che lo seguiremmo con interesse e curiosità nelle sue scoperte.

Libri come Darsana servono per riflettere, confrontarsi e maturare la propria coscienza critica. Grazie Giuseppe Lazzarini, grazie Santelli Editore.

***

Giuseppe Lazzarini nasce a Catanzaro nel 1986. Musicista e insegnante a tempo pieno, ha esordito nel campo letterario con il thriller fantascientifico Darsana.

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