“The Monters circus” di Valentina Palomba, Bre edizioni. A cura di Alessandra Micheli

Prima considerazione.

Per leggere questo strano, originale e bizzarro libro, serve l’atmosfera giusta.

Se non potete andare in qualche parco solitario, magari vicino a un circo, vi consiglio di ascoltare la meravigliosa Lorena McKennit con la sua the mask and the mirror.

E anche il suo video.

E vedrete ciò che non solo la parola ma quella dotata di ritmo può farvi assistere: uno spettacolo.

Di quelli indimenticabili al confine con sogno e orrore, fatto di personaggi inquietanti che però vi attrarranno più di ogni adorabile fata.

E la potenza si librerà dal foglio e vi avvolgerà in una ragnatela d’argento.

Forse indosserete la maschera del cantastorie, perché non potrete mai evitare di cantarlo, il verso the moster circus.

Di tentare si fuggire dalle sue suggestioni.

Magari cercando il bello e il politicamente corretto.

Ma senza davvero riuscirci.

Il circo ha questa strana funzione quello di creare un ponte tra realtà e mondo altro.

Solo che il mondo altro non è certo luogo di bucoliche emozioni, di unicorni e arcobaleni.

Il mondo altro è mostruoso, in ogni senso nella sua accezione più ampia.

Mostruoso perché spaventa con la sua sacralità, quella che ogni circo deve avere.

Fatta di imprese eccezionali, di limiti resi inesistenti, di acrobati e animali.

Ma anche di strane figure al limite della deformità.

Pagliacci con il volto troppo bianco.

Piedi enormi.

E strani lazzi che in fondo hanno il richiamo antico della Baba Yaga, seduta davanti al suo calderone ribollente.

Per molti il circo è spavento.

Per altri emozione.

Per Valentina un mix di tutto questo.

O un mondo parallelo, in cui il diverso è accettato e orgoglioso di esserlo. E cosi mentre le note danzeranno attorno a voi, a tratti leggiadre come acrobati a tratti grottesche come giullari, i vostri sensi si risveglieranno. Un po’ come fa il nostro protagonista William.

Fino a comprendere la verità delle verità: noi temiamo cosa non rientra nei nostri ristretti ordini mentali.

Cosa sfugge all’ordine e si dirige verso il caos.

Eppure…

Esso ci chiama come un padre supplica il figliol prodigo.

E cosi la mostruosità smette di terrorizzarci, di disturbarci e diventa cosi è l’antico richiamo di una strega nel bosco, che lungi dal mangiare bambini semplicemente li riporta a casa, nella selva oscura, nel castello fatato, regno di oscurità e meraviglia.

Di strane deformi figure che però ti sorridono.

The moster circus vi aspetta.

Non dovete neanche pagare il biglietto: i vostri nomi sono iscritti sulla lista degli invitati da sempre.

.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...