“Ella” di MariaChiara Moscoloni, Dark Zone. A cura di Alessandra Micheli

E’ molto difficile riordinare le idee per scrivere questa recensione.

Ci provo.

Ma vi chiedo scusa se non ci riuscirò, non sarò capace di usare quel mio strano modo sognante.

Non fraintendete.

Non centra il libro, perfetto e scritto benissimo.

Centra quello che comunica e la difficoltà di raccontarvi qualcosa che soltanto Ella e forse io conosciamo: il segreto di un libro.

Oh non di tutti.

Ma di alcuni.

Voi immagino andrete, colori regionali permettendo, nelle librerie a comprarvi i sogni vero?

Ecco una delle domande che mi fanno spesso è come li scegli tu, i testi?

E io a volte fingo che sia la sinossi, la cover o che so un consiglio.

Fingo perché raccontare la verità mi renderebbe strana, molto più strana di quello che già sono.

Aliena, impazzita o forse una deviante in questa società cosi perfetta, cosi impegnata alla ricerca e alla sopravvalutazione dell’apparenza.

Un libro esiste perché ne parlano, per la casa editrice dietro di lui.

Perché è nelle foto delle influencer.

Perché ha tante recensioni o è nei primi posti su amazon.

Nulla da eccepire.

O forse si, tanto.

Per me un libro esiste semplicemente quando le lacrime, la rabbia, una parolaccia cade sulle pagine o nei suoi colorati byte.

Un libro esiste solo perché io lo abbraccio, con il cuore e con la mente.

Un libro esiste quando riesce a parlarmi.

Non serve altro.

Ne discorsi tecnici, ne elaborate analisi.

Il libro parla.

E’ un essere senziente proprio perché prodotto da un essere senziente che vi riversa ogni emozione, ogni sua interpretazione del reale, sogni, bisogni e desideri.

E allora la carta o il suo cuore cibernetico divengono carne viva.

E voce, una voce che ti chiama dallo scaffale.

Non avete mai provato quell’amore per un testo?

E’ una sensazione unica.

E ti fa sentire meno sola, anche quando la notte arriva e ti rapisce ogni corrazza quando sei li, indifeso e fragile in compagnia dei tuo dolori.

E’ il libro che si trasforma in una incantata fata e rende loro, i dolori, le nostalgie, ogni terrore un amico con cui danzare.

E la notte non è più senza stelle, ma un manto di velluto con tanti occhi gioiosi a guardarti.

E il libro sorride.

Si ragazzi un libro anche senza labbra sorridere.

Ecco perché Ella è difficile da raccontare.

Come posso parlarvi a voi, cosi interessati alle tecniche narratologiche, alla corsa a chi ne sa di più cosa è davvero per alcuni un libro?

Non posso.

Posso dirvi che Ella è un esperienza indimenticabile.

Forse difficile da comprendere.

Forse non ad adatta a chi il libro non lo tratta neanche come un amico, ma come una parte della sua anima.

Perché è vero che è frutto di un lavoro altrui, di esperienze uniche e irripetibili.

Ma vedete…stiamo sotto lo stesso cielo.

La mia esperienza è la tua.

Il mio destino è il tuo.

Tu sei un riflesso cangiante dei miei occhi, aperti sul futuro.

Allora non posso non riconoscerti come un perduto fratello.

Come un frammento del mio io, spesso disperso in terra da una caduta, dall’alto delle stelle.

Ella non è una magia.

E’ solo un ricordo.

E’ solo la consapevolezza.

E’ il ciclo della vita che si compie: tu perdi te stesso, forse muori davanti all’immenso che si spalanca davanti a te e poi ti ricomponi, piano piano alla ricerca dei tanti pezzetti di vetro che feriscono si, ma assieme raccolgono la luce del sole o della luna.

E allora rinasci.

E rinascere stasera stringendo tra le braccia Ella è il momento più nello.

Perché questi libri senzienti sono la strada per raggiungere la mia meta.

Che magari chissà, è di tornare ad appartenere alle stelle.

***

Per te

che oggi sorridi

stella brillante in quel cielo che non è più tenebra,

ma sottili fili di luce dal colore dei tuoi occhi.

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