Review party “La ruota d’argento” di Dama Berkana. A cura di Alessandra Micheli

Eccoci giunti all’inizio del viaggio.

Mettetevi comodi e chiudete gli occhi e preparate la mente agli incanti che dama Berkana ci andrà a raccontare.

Ma attenti.

Questo non sta un vero mondo fantastico, qualcosa di irreale e pieno di immaginazione.

Magia si, ne avrete molta, ma una magia strana priva delle regole a cui vi hanno abituato i libri.

Qua è il mondo celtico che si schiude davanti a i vostri occhi, tratteggiato con mano sapiente e con degno talento di un antico bardo.

La musica vi avvolgerà e assieme un bel bicchiere di birra o di idromele, ascolterete incantati leggende e miti intrecciati a storia che conoscete perché sono la vostra eredità.

Un tempo lontano, quando l’albero cosmico era alla base del sistema universo, antichi druidi proteggevano i veli che separavano i mondi.

Una separazione fittizia, capace di essere superata dalla volontà di chi decideva di dedicarsi alla conoscenza, a antiche formule capaci di risvegliare potenzialità perdute.

Solo in questo modo, con un cammino degno di un eroe, ricalcando le gesta antiche di Cu Chulainn o di Fionn o di Oisin, l’eroe poteva portare la sua anima e la sua energia nell’oltremondo.

Avalon o Annwn poco importa.

Al tempo che fu nessun mondo era malvagio.

Nessun vero male poteva camminare perché la Bona Dea garantiva l’equilibrio.

Ma in questa storia il nostro mondo, quello in cui domina la disgregazione e il caso fa capolino.

E mette a repentaglio quello che gli egizi chiamano Maat e i miei amati antenati wyrd.

Uno strano intreccio, una ragnatela capace di unirci tutti in un mosaico meraviglioso, interconnesso e dominato dall’armonia.

Dove tutto inizia, muore per tornare ancor più splendente a noi.

E, la ruota d’argento, simboleggiata dal volto bellissimo, fragile e oscuro delal luna.

Ecco a voi, offerto su un piatto dal nove evocativo di gradale, una storia che non è storia.

Un libro che contiene in se ogni libro.

Un racconto iniziatico di scoperta del se, e di rinascita.

Ma anche si perdita, di dolore e di terrore.

Perché quello che Dama Berkana desidera fare non è solo ammaliarvi, sedurvi, alzare le nebbie e farvi scorgere l’isola dei beati, ma anche di portarvi dentro l’abisso.

Di farci riscoprire voi stessi e quelle storie antiche, ma fresa moderne dalla sua leggiadra mano, che sono dentro di noi.

Che sono alla base di ogni vostro passo, di ogni esperienza umana, di ogni attimo di vita.

E cosi ogni anno, per tre notti potrete assistere a fenomeni inspiegabili. Provi le giuste domande con farà Re Ailim.

E imparare a credere cosi come fa il primo cavaliere Cahal, perché se non credi, le porta del castello del Re pescatore resteranno sempre chiuse.

E se non fai la giusta domanda, nessuna terra può essere risanata, né la nostra, ne Iperborea e forse neanche Avalon.

Ma sapete qual’è la vera bellezza, il sogno che comunica questo libro?

L’oscurità e gli oscuri, la corte unseliee non va affatto distrutta e sconfitta.

Va semplicemente riunita alla luce e alla corte Seelie.

Perché giorno e notte ricompongano il sacro cerchio. Alla bellezza di Beltane dovrà seguire la magia di Samoan.

E solo chi amerà il cielo oscuro, potrà bearsi della meraviglia delle stelle.

Un inchino a te, mia Dama e torna presto a raccontarci storie.

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