“Cinque sorelle” di Cinzia Giorgio, Newton Compton. A cura di Ilaria Grossi e Alessandra Micheli

Un libro.

E due visioni.

Due anime che parlano e raccontano sfaccettature della narrazione e forse, di se stesse. Ascoltiamole.

Un romanzo sulle donne. A cura di ilaria Grossi

Il nuovo romanzo di Cinzia Giorgio arriva come una primavera tanto attesa e desiderata.

Il lettore sarà trasportato in un vero e proprio viaggio nel mondo della moda, backstage di una famosa sfilata, un lavoro irrefrenabile, ecclettico che trasuda perfezione e ammirazione.

E’ linfa per chi crea moda e stile e aspira a diventare icona internazionale.

Tra le pagine del romanzo, c’è una famiglia che ha fatto storia e dettato moda e avanguardia, è la famiglia Fendi, una giovane coppia che ha creduto nella realizzazione di un grande sogno e le loro cinque figlie che erediteranno non solo un grande nome ma dal sodalizio con il grande stilista Karl Lagerfeld, la maison Fendi, sarà un icona di stile e avanguardia.

Cinzia Giorgio intreccia così una storia d’amicizia tra la capostipite della famiglia Fendi, Adele Casagrande e Maddalena Splendori, realmente esistita e sua figlia Clelia.

Sono le donne, le vere protagoniste, donne forti, emancipate, testarde, tenaci che hanno tanto da insegnare perché la loro storia personale racchiude una modernità unica in un periodo storico in cui essere moderne ed emancipate era molto difficile.

Loro sono un grande esempio.

Un romanzo che vi affascinerà fino alla fine del libro, storie che si intrecciano tra passato e presente, con uno stile curato e pieno di dettagli, conferma del grande talento di Cinzia Giorgio, abile tessitrice di storie, conquista e affascina con un mondo di luci, bellezza, eleganza, intelligenza, creatività e stile.

Buona lettura 

Ilaria per Les Fleurs du mal blog letterario

Ricostruire il posto della moda nella storia. A cura di Alessandra Micheli

Ho vacillato molto nello scrivere questa recensione.

Mi sono guardata dentro e ho cercato con tutta me stessa di seguire le linee certe e sicure di una articolo standard.

Questo perché il libro le cinque sorelle può essere letto da più lettori a più livelli.

Ma non sono convinta e resto convinta, che molti ameranno la mia chiave di lettura.

Sono certa che molti saranno sedotti dal lusso e dalla bellezza che emanano queste pagine.

Del resto si parla di Fendi.

Altri saranno affascinati dalla donne che emergono, donne che cadono ma non si spezzano.

Cosi facile da scrivere, ma cosi difficile da mettere in pratica.

Ma del contesto, quello storico, quello che è una ferita aperta, ancora aperta nella nostra storia, non so quanti si soffermeranno.

Ma è in quelle pieghe del tempo che l’avventura delle sorelle Fendi prende corpo e diventa importante.

Non fraintendetemi.

Non sono la solita intellettuale pallosa che considera effimera e inutile la moda.

Anzi.

Moda è un concetto profondamente impregnato di politica.

E’ un concetto che è il cardine di ogni analisi sociologica.

Dalla moda non solo di costumi ma anche di comportamenti è l’etra che parla.

Possiamo riconoscere ogni filosofia alla base di ogni secolo che è passato con il suo passo specifico.

Pensiamo alla moda regency.

O a quella vittoriana.

Se analizziamo cose semplici e poco interessanti come un abito, possiamo trarre l’ethos di un periodo e comprendere, quindi, ogni accadimento, quelli che segnano il cambiamento, a trecentosessanta gradi.

E cosi Chanel non è soltanto bellezza, ma anche ribellione, anche evoluzione, anche cesura con il passato e con le convezioni che ogni passato porta con se.

La moda descrive noi, la nostra politica e il nostro sentir comune.

E comprendere questo significa viverla la storia.

Non soltanto impararla a memoria.

E cosi Fendi, questa splendida vicenda, acquista la sua importanza anche in base al contesto descritto dalla Giorgio.

Ecco che iniziano i ruggenti anni venti.

Ruggenti, forse per il resto dell’Europa, immersa nelle atmosfere sfavillanti della belle Epoque.

Invenzioni, progressi scientifici davano alla gente il sogno di orizzonti finalmente possibili da abbracciare, toccare, sfiorare.

Si sentivano tutti capaci di morderla, quella vita che si affannava a mostrarsi vincente agli occhi degli orrori vissuti nella prima guerra mondiale.

Eppure..

Per noi in Italia si preparava uno dei peggiori periodi della nostra, seppur contrastata storia.

E forse il neo consumismo, che rese la borghesia tanto chiusa in se stessa, era un modo per sentirsi meno fragili di fronte ai cambiamenti in corso. La moda serviva quindi, per far emergere una bellezza schiacciata dai totalitarismi.

Era il sogno della libertà.

Nel fruscio di stoffe, nelle borse scintillanti i sogni erano ancora possibili.

Nella meraviglia di una creatività italiana, che stava per essere messa la bando, l’identità di quel popolo di santi e navigatori, di sognatori e dissidenti, resisteva.

La ribellione veniva incanalata dall’abito in grado di mettere la donna al centro della scena.

Non era solo la borsa ricca di paillette o di cristalli.

Era come ci si sentiva con quelle borse e quelle stole, che fungevano da fucili contro una società che ti aveva promesso la libertà ma che, a conti fatti, aveva mentito.

Tu donna eri soggetta la marito, neanche in caso di maltrattamento.

Tu donna non potevi uscire fuori dalla ristretta cerchia della tua élite.

Le sorelle Fendi ci hanno provato a raccontare una storia diversa.

Hanno fatto della bellezza e del lavoro femminile il suo scudo.

E la loro spada.

E attraverso il tempo brillano sempre come un faro.

Come un esempio che fa comprendere come la moda non sia solo diletto e svago.

E’ una Faccenda più importante: cambia l’anima di una donna.

Nei tubini Chanel, nei disegni geometrici di Fendi c’è molto altro: la chiave per accedere allo scrigno segreto di noi stesse, laddove una fanciulla molto più forte, di come ci disegnano, sta aspettando di uscire.

Forti, grintose, capaci di autoproteggersi, misteriose dietro grandi occhiali neri.

Furie che si muovono sinuose e eleganti contro la volgarità che oggi, imperversa.

Moire moderne, Khali ricche di energia, di movimento accompagnato dal fruscio di stoffe morbide.

Dee Oscure avvolte dal profumo e dal miglior cachemire possibile.

Alcune persone pensano che il lusso sia l’opposto della povertà.

Non lo è.

È l’opposto della volgarità.

Coco Chanel

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