“Stai calma Costanza” di Elena Grilli, Tripla E edizioni. A cura di Raffaella Francesca Carretto

A volte non c’è via di scampo dal proprio destino, dalle proprie angosce, dalle paranoie…o magari da quelle sensazioni che ti senti addosso, sin dentro le viscere e ti colpiscono come un manrovescio, o magari ti annebbiano il cervello, così forti e tangibili, perché tu sai cosa vogliono dire e presagire.

Questo è quello che prova Costanza, ma forse non è l’unica ad ascoltare quei campanelli d’allarme, quelle sensazioni che lei chiama radiazioni, e che la conducono a vedere la realtà senza filtri. Costanza ha delle capacità intuitive e una sensibilità che la portano a comprendere la vera natura di chi la circonda. Riesce a vedere l’animo oscuro, sudicio e pericoloso di chi è nero dentro, di chi è marcio. Sa chi è il pericolo.

Eppure Costanza ha una mente fragile, nonostante sia una donna forte che ha affrontato tante difficoltà nella vita.

Eppure, le sue osservazioni, le sue intuizioni così argute si trasformano in vere e proprie paranoie, amplificate e rese quasi una barzelletta da chi le ascolta.

Di fatto Costanza viene presa quasi di mira, additata come la pazza del Pià.

Colpisce tutto di Costanza, dalla sua psiche alle sue emozioni, al suo modo di vedere e percepire ciò che la circonda e chi ha innanzi.

Costanza è forse prigioniera della sua grande intelligenza e della sua sensibilità, ma soprattutto è prigioniera di un forte senso di inadeguatezza che la spinge a gesti eccessivi, che la mettono in cattiva luce. Eppure c’è chi crede in lei e nella sua seconda occasione.

È qui che si inseriscono altri personaggi, che diventano fondamentali per sviluppare la trama del romanzo.

Una trama creata ad hoc, dai molteplici risvolti.

Una trama che mostra al lettore l’avvicendarsi di scenari che hanno dell’incredibile, eppure se li si legge con gli occhi di Costanza la connessione dei fatti costruisce una verità assoluta.

La storia che leggiamo tra le pagine di Stai calma, Costanza è così ben congeniata da Elena Grilli, che determina un forte coinvolgimento emotivo del lettore, che ne segue le vicende, ora in prima e ora in terza persona, elaborando le varie vicissitudini che si susseguono, leggendo i pensieri di Costanza, ascoltando le sue elucubrazioni, vivendone anche il disagio.

Costanza è una sopravvissuta ai dolori che la vita le ha causato che cerca di fare del suo meglio, di essere coerente con il suo modo di essere e di affrontare gli ostacoli che le si frappongono.

Costanza è una donna che ascolta le sue sensazioni, come vere e proprie premonizioni, che la spingono a cercare la verità e la giustizia, a mettere ordine dove c’è mistero.

Costanza è una donna fragile, proiettata verso la verità, ma impossibilitata a dar voce a ciò che vede poiché la sua visione è alterata da paranoie che la portano a manie di persecuzione.

Costanza è un’emarginata.

Una pazza.

Una squilibrata.

È un personaggio strano, Costanza; ascoltando le sue voci interiori ed esternandole senza filtro alcuno, si fa terra bruciata tutt’intorno; eppure l’unica cosa che desidera Costanza è riabbracciare sua figlia.

Lei fa di tutto per rimettersi in riga, per riavere l’affidamento genitoriale della figlia Azzurra, allontanata dai servizi sociali.

Forse, la sua sensibilità esasperata l’ha condotta a degli eccessi al limite del borderline.

Eppure ha uno spirito battagliero che la porta a perseverare in ciò in cui crede.

Vuole solo scoprire la verità, Costanza. E lo fa anche mettendo a rischio la sua vita.

Anche per le persone che ama.

L’amore.

Costanza ha avuto a che fare con dei Giuda nella sua vita, e anche questo l’ha segnata.

Perché è una donna che ama, una donna generosa, una sognatrice, una donna intelligente.

Eppure si trova suo malgrado invischiata in situazioni ambigue, sino a essere coinvolta in un crimine.

Da qui si snodano situazioni forti, pericolose e ambigue.

Le vicende si susseguono lasciando il lettore assetato, avido di conoscere cosa accadrà nella pagina successiva, tormentato dal destino della protagonista, curioso nel conoscere il finale. Ci si può aspettare un lieto fine per una donna così tormentata?

I colpi di scena si susseguono, la trama sembra dipanarsi e arrivare alla soluzione più logica; eppure, non sempre tutto è come lo si vede.

Forse la complicata e surreale rete di elucubrazioni di Costanza ha una verità evidente che in pochi riescono a leggere.

E ciò che spinge la donna ad agire è proprio l’amore per la verità e la giustizia, mettendo in gioco la propria vita e i sentimenti.

La storia è ben scritta, con un linguaggio elaborato e comprensibile, capace di intrattenere il lettore che, senza ombra di dubbio, si emoziona e appassiona. I protagonisti, non solo Costanza, sono ben delineati, e vengono descritti in modo tale che il lettore riesce a percepirne le peculiarità.

In ogni pagina si percepisce una forte suspense, e la trama attira il lettore come una falena è attratta dalla luce. L’ansietà che coinvolge i protagonisti si manifesta anche nel lettore, che affina le sue percezioni e sviluppa un forte senso di empatia.

C’è molta attenzione nella cura dell’indagine, nel creare una trama avvincente in cui la stessa protagonista si mette nelle condizioni di scagionare se stessa.

La storia risulta coerente con la sua costruzione, e di fatto attrae per lo schema narrativo che coinvolge l’interesse del lettore, portandolo a conclusioni che sono anche diverse dalla realtà presentata nel finale.

La storia mi ha lasciata con l’amaro in bocca, forse da romantica che ama i lieto fine, mi aspettavo che Costanza fosse premiata nel suo percorso.

La verità però è che non sempre arriva il lieto fine.

A volte si rimane soli, non resta più niente e nessuno per cui lottare, o forse non si è degni di poter sperare di ottenere ciò a cui si anela e ci resta solo da accettare le pieghe oscure del destino.

E dopo aver letto l’ultimo rigo vediamo il cerchio chiudersi, ogni domanda ricevere una risposta, ogni segreto essere svelato!

A chi sarà incuriosito e lo sceglierà, buona lettura!

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