Per chi ama il fantasy, quello che lascia senza fiato la Dark Zone propone ““Carhas Ithil, l’ira del Custode” di Annalisa Ghilarducci

Il frusciare della risacca sulla spiaggia riempiva l’aria del suo mormorio eterno, mentre la luce della luna aggiungeva riflessi d’argento alle nubi iridescenti, avvolte nel grande turbine il cui occhio nero apriva come una voragine di vuoto nel cielo stellato.

Fisso nella medesima posizione, simile a un’increspatura nello spazio stesso, il vortice ruotava lento e silenzioso, in bagliori pallidi attorno al suo centro buio, sospeso oltre la sommità del cono vulcanico dell’isola di Irkalia, dai fianchi ripidi coperti di vegetazione.

«Quali notizie hai ricevuto attraverso lo Specchio della Visione?»

Alla voce bassa che risuonò alle sue spalle, parlando nella Lingua Comune con accento frusciante, l’uomo dalla pelle abbronzata e i capelli ramati rimase immobile, in piedi sulla terrazza protesa sul mare. Alti su pennoni arborei, fremevano serici stendardi azzurro e oro.

Imperturbabile, egli continuò a osservare, nella vivida luce lunare unita al baluginio del vortice multicolore, le numerose navi con le vele ammainate, ormeggiate nella baia all’ombra del promontorio su cui sorgeva l’intrico di pietra e alberi nodosi che costituiva il suo palazzo.

Una terrificante verità riemerge dal passato, recando il volto della vendetta.

Sinossi:

Perduto ogni contatto con il messaggero Antinoi e senza alcuna notizia della principessa Valiah, l’attesa promessa sposa, re Themenos di Irkalia salpa con la sua flotta alla volta delle coste del paese alleato di Andhor.

Scoprirà così, sin troppo presto, che i suoi peggiori incubi si stanno inesorabilmente avverando: Maestro Ardarhan, l’antico signore e tiranno della misteriosa città di Carhas Ithil, è risorto dalle ombre del suo esilio millenario e si prepara a riconquistare i suoi domini sull’intero mondo di Terraji.

Nelle viscere di roccia della leggendaria fortezza di Carhas Ithil, una figura spettrale lo attende però per contendergli il trionfo, stringendo tra le mani scheletriche la chiave del destino.

Mentre lo scontro tra sire Vollgarth, Custode veggente di Carhas Ithil, e il suo secondogenito Alyahdir esplode infine inevitabile, Valiah e il suo inseparabile amico, il nano Dworf, si ritroveranno risucchiati nella violenta spirale di una guerra tra antiche razze e spaventosi mostri, generati dalle mani sacrileghe di potenti creature venute da un remoto mondo distrutto.

Note Biografiche:

Annalisa Ghilarducci nasce in Versilia, dove tutt’oggi vive e lavora. Cresciuta sulle pagine di Jules Verne ed Emilio Salgari, giovanissima comincia a scrivere storie di fantasia con protagonisti i personaggi dei fumetti e cartoni animati che più l’appassionano. Ben presto scopre la fantascienza e in seguito approda al genere fantasy, mentre l’amore per la storia antica e l’archeologia la spinge ad alternare letture fantastiche a romanzi e saggi storici.

Nel 2019 pubblica con Dark Zone il suo primo romanzo, il fantasy classico “Carhas Ithil, la città sul mare”. Nel 2020 esce per Porto Seguro il romanzo storico fantastico “L’ombra di Livia” in cui confluiscono, rivisti e ampliati, i racconti: “Le otto coppe”,inserito nell’antologia “Racconti toscani” (2016),e “Lo stampo della Medusa”,per l’antologia “Racconti a tavola” (2017). Entrambe le antologie edite da Historica Edizioni

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