“intrecci di rose e misteri” di Marina Sarracino. A cura di Alessandra Micheli

Quando ho avuto tra le mani il libro della Sarracino, lo ammetto, lo confesso, mi sono innamorata della cover.

Delicata, accurata con quel tocco di cupa ricercatezza che non guasta, prometteva un libro con lo stesso soave tono.

E non mi sono sbagliata.

Accattivante inizio mistery, con una nota rosa che non inficia ne oscura l’atmosfera gotica il testo ben fatto, scritto con una mano ferma eppur delicata ci riserva grandi sorpresa.

Innanzitutto il cambio di registro.

All’inizio si intravede una nota soprannaturale, complice una magione immersa nel buio e un proprietario ombroso e diffidente che incanta subito.

Poi si prosegue con la delicatezza di un amore sbocciato, capace di superare le diffidenze, i pregiudizi e le diversità.

Fino a…No.

Non ho proprio voglia di rovinarvi la sorpresa.

Fatto sta che è davvero un mirabolante esempio di intrecci di generi, un arazzo che intesse fili diversi e..apparentemente alieni uno all’altro.

Eppure non risultano affatto dissonanti, non disturba la loro unione ma risulta un amalgama soffice, potente e raffinato.

Ed è qua la bravura della nostra autrice.

Ogni elemento non predomina ma si fonde.

Ogni genere viene rispettato e viene adulato in modo che possa poi esprimersi in totale libertà.

Nessun filo è stridente e stona con il disegno.

Nessuno riesce o ha intenzione di sopraffare l’altro.

E’ tutto equilibrato, tutto sapientemente orchestrato dalla nostra demiurga.

E non è facile.

Proprio perché sono stati scelti tre generi molto dominanti: il rosa con quella sua voglia di riportare ogni emozione e ogni istinto a quello primordiale che, come ebbe a dire il buon Dante muove il sole e le alte stelle.

Il mistery gotico, con quella sua tendenza a rendere caliginose e soffocanti le atmosfere, fino a creare una prigione da cui, però il lettore non intende evadere. Troppo emozionante il paesaggio, troppo suadente la fine bellezza dell’oscurità.

E un vero intreccio di rose profumate e inno della Dea dell’amore e di misteri.

Di spine e di sangue.

Tutto però scevro di quel lato splatter, scenografico e a tratti privo di un certo garbo, necessario però per l’opera di seduzione che il libro e quindi il suo portavoce l’autore, deve potare avanti.

E’ una danza il racconto.

E una sorta di incantesimo che la trama sussurra lieve.

E’ un concentrato di pura bellezza.

Che poi essa sia luminosa o tetra, poco importa.

Importa che da quel viaggio si viene letteralmente rapiti, un po’ come il buon Ade rapì la Bella Proserpina.

E cosi questo minuetto in cui si unisca originalità e un certo classicismo, dolcezza e durezza ci trascina all’atto finale: tutto si ribalta, le atmosfere cambiano ma predomina e predominerà sempre quella grazia che rende un libro unico e meraviglioso.

Perché anche nel delitto, non smetterò mai di ripeterlo c’è classe.

2 pensieri su ““intrecci di rose e misteri” di Marina Sarracino. A cura di Alessandra Micheli

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