Abbiamo atteso l’uscita e il furor di popolo, perchè ci piace essere un pò primadonna. Ma è ora di dire la nostra sul libro evento di Saga Edizioni “Come le Ali del pettirosso” di Giordano Alfonso Ricci. A cura di Alessandra Micheli

Non posso non iniziare questa recensione omaggiando una canzone che racconta tutto il libro di Ricci.

Salvador era un uomo, vissuto da uomo
Morto da uomo con un fucile in mano
Nelle caserme i generali brindavano alla vittoria
Con bicchieri colmi di sangue di un popolo in catene

Da un cielo grigio di piombo
Piovevano lacrime di rame
Il Cile piangeva disperato
La sua libertà perduta

Mille madri desolate piangevano figli scomparsi
L’amore aveva occhi sbarrati di una ragazza bruna
Anche le colombe erano diventate falchi
Gli alberi di ulivo trasformati in croci

Da un cielo grigio di piombo
Piovevano lacrime di rame
Il Cile piangeva disperato
La sua libertà perduta

Ma un popolo non può morire, non si uccidono idee
Sopra una tomba senza nome nasceva la coscienza
Mentre l’alba dalle Ande rischiara i cieli
Cerca il suo nuovo nido una colomba bianca

E’ vero.

Parla del Cile.

Ma ogni stato di questo meraviglioso continente, piange i suoi figli perduti.

Cile, Venenzuela, Argentina.

Lacrime, lacrime di Rame.

Piangono su noi e sulle nostre coscienze.

So e lo so benissimo che Augusto vi farà innamorare.

Lui e il suo cinismo da occidentale.

Lui e il suo terrore verso le emozioni, quelle che ci trasformano, ci cambiano e pure se feriscono e fanno lacrimare il corpo di sangue, ci rendono uomini.

E Augusto prende simbolicamente il suo fucile, un arma che userà per abbatterli i suoi muri.

E morirà, un giorno sapendo che non ha abbassato lo sguardo di fronte al destino.

Ed è il destino che in questo testo gioca la sua carta.

Augusto deve affrontare il viaggio.

Non solo per lui.

Ma per noi.

Perché vedete a me delle sue vicende sentimentali e forse della sua crescita non mi interessa affatto.

E’ una scusa, un escamotage per parlare di altro.

Per raccontare l’orrore e la forza di una paese ferito, vilipeso, messo in ginocchio ma non sconfitto.

Il Venezuela ancora oggi vive la sua parabola difficile.

Decadenza e corruzione.

E sapete come si può salvare?

Se da questo libro una lacrima sarà la colomba bianca che beccherà con insistenza la nostra conoscenza.

O un pettirosso.

Scegliete voi.

Ma muovetevi.

Perché quel paese aspetta il bacio capace di risvegliarlo.

Il nostro.

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