“Le formiche rosse” di Teodoro Lorenzo. A cura di Vito Ditaranto

Il romanzo di Teodoro Lorenzo è un romanzo strano, atipico.

Un romanzo incentrato su trenta discipline sportive, trenta racconti brevi su alcuni dei più importanti esponenti sportivi nei rispettivi settori.

Il libro è come già detto una raccolta di brevi racconti che focalizzano l’attenzione sull’anima degli sportivi citati, e spesso ironicamente stereotipati e folcloristici. Una carrellata di ritratti che si affaccendano giorno dopo giorno tra paure e incertezze.

Formiche Rosse” è un libro godibile, ma che indubbiamente tratteggia tempi ormai passati, diciamo che è un testo nostalgico.

Ho apprezzato l’anima e vagamente romantica del libro, che ha sicuramente una presa maggiore su persone nate prima degli anni 2000 e che hanno vissuto il periodo storico descritto, potendo rispolverare piacevoli ricordi.

Invece ho leggermente faticato riguardo al personale stile dell’autore, connotato da una certa tendenza all’esagerazione dei toni, alla deformazione delle metafore, con un vocabolario a mio avviso fin troppo surreale.

Ma evidentemente in grado di abbracciare le preferenze di numerosi lettori.

Il racconto più significativo dell’intero testo è forse il primo, “Amigdala”, in cui Demetrio Lancetti, il campione di Kart, l’uomo impermeabile ad ogni assalto emotivo, che non sapeva cosa fosse avere paura, si sentiva invincibile fino a quando non scoprì dell’esistenza dell’ “amigdala”, l’unica responsabile del suo non aver paura!

La scrittura di Teodoro Lorenzo è scorrevole, amichevole, diviene narrazione e dialogo.

Chiara sempre, anche nei brevi passaggi dove nel testo si affacciano riferimenti e termini poco usati, è intrigante. Possiede un ritmo che invita a continuare, con partecipazione.

Scopriamo come e perché i protagonisti hanno iniziato a correre le varie avventure sportive, e l’autore ci fornisce gli stimoli a continuare nella lettura. Immagini intense, dolci, che ci vengono donate con una naturalezza che conquista.

Teodoro Lorenzo non nasconde la fatica, il dolore che c’è dietro ogni attività fisica.

Ne descrive l’esaltazione, la bellezza, il perdersi attraverso il paesaggio e il ritmo del cuore, unito alla spinta dei muscoli, che induce alla contemplazione dell’intorno ma anche dell’intimo.

C’è voglia di mettersi in gioco, di conoscere i limiti e di superarli.

Impariamo cose nuove..

Sono certo che ogni lettore, se non è uno sportivo avrà motivo di stupirsi di qualcosa tra i capitoli.

Nei racconti finali, le righe che affrontiamo si fanno più intime e riflessive, manifestano una voglia di risollevarsi. Impossibile non sentirsi vicini a chi scrive.

“Correndo… tra i miei pensieri” è uno scritto che parla di sport a tutto tondo, è un viaggio con chi scrive tra esaltazione, voli e cadute che portano a rialzarsi.

Intenso e vibrante, è un libro che si vive.

Ora “Sorridi”. E quando avrai un momento di smarrimento o indecisione, fermati, aspetta e senti il tuo cuore.

a mia figlia Miriam con infinito amore…vito ditaranto.

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