“Vi dichiaro marito e morte” di Simone Consorti, Ensemble. A cura di Raffaella Francesca Carretto

“Cosa mi aspetto da questa lettura, cosa troverò tra le righe?”..

Ecco qual è stata la mia domanda.

Mi sono data una risposta?

SI!

Perché ho letto tante storie di grandi fragilità umane, che mi si sono rivelate in modo inaspettato, mettendo a fuoco dei personaggi che in realtà non brillano di luce propria, ma pian piano fanno emergere le loro ombre, quelle del proprio animo.

È come se queste, fossero messe a fuoco dall’autore e congelate in un fermo immagine, per poi essere portate in luce e manifestate prepotentemente in ogni storia.

Sono dieci racconti, racchiusi in una raccolta dal gusto un po’ acre, talvolta amaro come fiele.

Dieci pillole di malsano sarcasmo, talvolta, così sprezzante che si fa strada in modo disarmante ed aberrante quasi, a sbeffeggiare forse quelle umane fragilità, quelle sensibilità che in realtà tali non sono. Fragilità umane che si dipingono di nere sfumature.

Racconti forse sono specchio della società in cui viviamo; tra le pagine e tra le righe di ciascun racconto, per certi versi si respira una sorta di macabro umorismo, o forse si tratta più del raccontare dell’oscurità del genere umano, delle sconfitte, dei tormenti, delle miserie umane più amare, del disincanto o dell’amarezza..

Personaggi forti e deboli, al contempo, che vivono le loro disavventure, i drammi, i dolori e i silenzi, i tradimenti e gli abusi, gli abbandoni e le angosce.

Storie del genere umano, segnate da una cocente sconfitta morale.

Uomini e donne che manifestano tutta la loro vulnerabilità, vinti dal loro lato oscuro.

Chi sono i protagonisti?

Ogni storia ha una sua vita, e una sua conclusione talvolta sorprendente e destabilizzante.

Personaggi di ogni genere si affacciano a noi lettori, con la loro rabbia, il dolore, le smanie di vendetta, la pazzia mascherata da fanatismo e i deliri di onnipotenza..

Eppure ci sono personaggi che lasciano il segno più di altri, anche con la tenerezza e la consapevolezza che al mondo forse c’è qualcosa di buono.

Che c’è chi ti tende una mano.

Chi ti sorregge.

A volte c’è la speranza in una possibilità!

Una luce.

È come se tra le righe di quest’opera, osserviamo la società in cui viviamo.

Non è solo un libro, ma è come avere una vera e propria finestra sul mondo che ci circonda, se impariamo a osservare.

Dieci racconti che hanno il gusto amaro della cattiveria del genere umano, e si fanno strada nel lettore con una scrittura vivace, matura, forte, e di grande impatto emotivo.

Potremmo definirle, come storie di ordinaria quotidianità che evolvono in quell’inquietudine tipica dell’esistenza umana. E in ogni racconto c’è un segnale, una riflessione forse, destinata a chi legge.

Ogni racconto lascia il segno, coinvolge, fa pensare.

I protagonisti sono personaggi non facili, ogni storia fa emergere una forte componente emotiva, che avvolge e schiaccia, a volte, tutto ciò che trova intorno, e spinge con veemenza, sino ad emergere e farsi strada, e colpire forte allo stomaco.

Tanti i contesti che possiamo trovare tra le righe di quest’opera, racconti diversi, a volte inquietanti, ma molto originali, e che hanno soprattutto il merito di tenere il lettore sul pezzo sino alla fine della lettura. Un libro saggio oserei dire, capace di far riflettere, e molto, e di porre il lettore in uno stato di profonda prostrazione emotiva, ma al contempo di spingere a guardare ai propri errori con la speranza di poter trovare una luce nell’ombra.

La scrittura è fluida, capace, veloce in quanto ogni storia è breve, e autonclusiva; ciascuna storia è a sé, ma c’è un filo conduttore tra tutte.

Resta dentro, sottopelle. Quasi brucia, quanto è vera e profonda.

A chi sarà incuriosito e lo sceglierà, buona lettura!

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