Review party “Onorevole Assassino” di Anthony Ragman, Saga edizioni. A cura di Barbara Amarotti. Introduzione a cura di Alessandra Micheli

Introduzione

Questa è una recensione difficile per noi del blog.

Inutile mentire, questo libro l’ho scelto e voluto fortemente io.

E non perché mi vanto di avere chissà quale esperienza.

Ma perché la sua voce era troppo forte, cacofonica e assillante per poterla ignorare.

Mi ha perseguitato notti e giorni.

Tentavo di scacciarlo perché comprendevo la difficoltà nella lettura.

Ma… mi sono dovuta arrendere.

Ovviamente, per correttezza e trasparenza non posso recensirlo io.

Lo conosco troppo bene e sono troppo fiera della sua nascita. In fondo ha visto la luce anche grazie a me no?

E che, poi come ogni figlio devoto, si è separato da me e da Anthony.

Che a differenza di questo nome grondante romanticismo è come me amante del fango e del torbido. E nella sua mollezza ci trova tanta poesia.

Quindi immaginate, due disagiati che si trovano e si comprendono.

E che forse decidono di raccontarsi al mondo.

Ecco la recensione è la cronistoria di questo racconto a due voci.

Perché un pò di me, qua dentro esiste.

Lo troverete tra le righe, tra la rabbia, tra quella convinzione, forse decadente, di un uomo che non riesce, purtroppo, a andare oltre la sua oscurità, farla diventare foco per scavalcare e non per distruggere.

E si troverete la malinconia per questo essere che può diventare immenso tanto da strapparti un sospiro, ma cosi basso da farti accapponare la pelle.

Io vorrei soltanto che la recensione fosse una mappa.

Non un diktat da seguire e da accettare acriticamente.

Solo una torcia per poter illuminare il buio.

E poi andare sicuri e spavaldi verso il luogo che vorrete scoprire.

Non dovete credere alle recensioni, neanche alla bravissima Barbara.

Forse neanche a me o a Anthony.

Dovrete soltanto avere il coraggio di aprire la pagina numero uno e trovare il vostro significato.

Voglio che questo libro sia compreso, forse odiato, forse detestato.

Ma che si nutra di voi lettori e di ogni vostra sensazione.

Perché siete voi a poter decidere il destino di un libro.

Non noi miseri blogger, ne l’influencer di turno.

Allora io vi lancio una sfida.

Affrontatelo onorevole assassino.

E trovate voi il codice per decifrarlo.
Alessandra Micheli

***

Ed ora..la recensione!

Non dico che sia giusto o sbagliato, non cerco giustificazioni e neppure comprensione: chi se ne frega, davvero, faccio quello che voglio, quando voglio e come voglio.

Da sempre il “mostro” si nasconde tra di noi.

No, non un mostro vero e proprio, quello lo lasciamo nella sfera della fantasia, con “mostro” intendo chi comunemente viene considerato affetto da una devianza, può essere chiunque: la persona ferma di fianco a noi al semaforo, quel commesso così gentile o il nostro vicino di casa che saluta sempre quando lo incontriamo in ascensore, perché che il mostro sia tale lo si scopre solo quando si rivela in tutta la sua brutalità e allora ci si chiede come sia possibile che nessuno se ne sia accorto prima.

Quando si scopre di non essere così al sicuro come si credeva si resta spiazzati, la testa piena di domande in attesa di risposte in grado di renderci la sicurezza perduta, ci si culla nella falsa credenza che i mostri, in fondo, sono tali perché nati con una malattia mentale e che a noi non succederebbe mai, ma, come racconta Ragman, non è proprio così.

Qui siamo di fronte a un serial killer creato ad arte, plasmato da altri mostri i quali, a loro volta, lo sono diventati quasi senza saperlo, in una spira di violenza e sangue lunga secoli, alla ricerca del potere supremo che solo il sangue pare essere in grado di dare.

Ma Ragman è un istrione e così, dopo averci dato un serial killer mosso solo dalla ricerca del piacere, ribalta tutto e ci mostra un assassino pentito e quando stiamo ormai empatizzando con quest’uomo traviato dalle circostanze ecco che ce ne mostra un nuovo volto, non più vittima, non più carnefice, un assassino, certo, ma non pentito quanto stanco di uccidere che, per questo, con un ultimo, onorevole gesto, riesce a redimere la propria immagine ai nostri occhi perdendo il fascino macabro del mostro per ammantarsi del lucente mantello della giustizia.

E a noi lettori non resta che chiudere il libro con un po’ di rimpianto per non aver capito fino in fondo le intenzioni del protagonista, ma del resto, io vi ho avvisato: Ragman è un mago nel mescolare le carte e quando c’è lui nessuno può sentirsi al sicuro.

2 pensieri su “Review party “Onorevole Assassino” di Anthony Ragman, Saga edizioni. A cura di Barbara Amarotti. Introduzione a cura di Alessandra Micheli

  1. Inutile citare Alessandra che ha cercato e voluto la nascita di questo libro, io che, tutto volevo fare, tranne scrivere di nuovo. E se ne assumerà ogni responsabilità!
    Mi complimento, invece, con Barbara, che ha saputo cogliere nel gesto finale l’essenza del libro e il significato del titolo “Onorevole Assassino”.
    Del resto qui abbiamo a che fare con la crème della crème.
    Anthony Ragman

    "Mi piace"

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