“Inno cannibale” di Andrea Zanotti, Dark Zone, A cura di Barbara Amarotti

Gli alberi sanguinano…

Per i Nativi Americani ogni cosa era legata alla natura che, madre e matrigna, subiva l’influenza dei cambiamenti portati dagli uomini e dalle divinità.

Abbiamo così luoghi sacri, come i cimiteri o maledetti e dall’ira potevano nascere esseri pericolosi come gli Skinwalker e mostri come il Wendigo, il divoratore di uomini.

Gli uomini-medicina, i detentori del sapere, erano in grado di guarire e, attraverso mortificazioni del corpo e speciali misture di erbe, avevano visioni sul futuro grazie alle quali guidavano le scelte dei capi.

Purtroppo tutto ciò non è bastato quando l’uomo bianco ha iniziato a colonizzare i territori indiani, scacciando i nativi e distruggendone la civiltà.

Andrea Zanotti con Inno Cannibale ci propone una visione alternativa alla storia che tutti conosciamo, con il suo ultimo romanzo ci porta in un mondo dove per i Nativi c’è una speranza di salvezza: Black Mamba.

La parola di Black Mamba è rimasta inascoltata troppo a lungo. La Via delle Acque Corrosive è l’unica rimasta a disposizione del popolo. L’Inno Cannibale è la sola soluzione.

Black Mamba è una donna-medicina la cui visione l’ha portata a riunire tutti i popoli verso la sola via di fuga rimasta, ma questa sarà irta di pericoli sia per gli indiani che per il mondo civilizzato.

Per rallentare i visi pallidi e permettere ai suoi di raggiungere il punto in cui avrà luogo il rito definitivo, la sciamana non esiterà e usare ogni mezzo a sua disposizione compreso un esercito di creature demoniache simili a zombie.

È dunque tutto perduto per il genere umano? No, perché le giubbe blu hanno un asso nella manica! Una sorta di armata Brancaleone del West composta da pistoleri scalcagnati, un predicatore che ha smarrito la retta via, ex (ma mica tanto) pazienti psichiatrici (e qualcuno che forse un giro in una clinica psichiatrica dovrebbe farlo) sono gli unici in grado di fermare la follia di Black Mamba.

Zanotti, con il suo stile ormai inconfondibile, ci regala un romanzo che alterna momenti comici a istanti di puro terrore, creando dei personaggi che restano a lungo nella memoria del lettore.

Nulla è lasciato al caso e dalla trama traspare tutta la passione dell’autore, sia per l’argomento trattato, che per la storia terribile che ha segnato per sempre i primi abitanti dell’America.

Un argomento attuale, oggi più che mai.

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