“Come uccidono le brave ragazze” di Holly Jackson, Rizzoli. A cura di Alessandra Micheli

Ogni comunità si regge sulle differenze e queste a loro volta servono per poter donare ai “conviventi” strumenti necessari per poter convivere. Differenza e condivisione sembrano essere alla base di ogni agglomerato umano, dal clan alla comunità fino alla metropoli.

Più le difformità poi sono molteplici complice la dimensione di tali agglomerati, più difficile risulta appunto la convivenza.

Tanti essere umani ognuno con la sua specificità, la sua originalità e la sua ansia di sperimentare e conoscere il reale e il proprio ambiente.

E quindi anche l’altro che lo compone.

Ecco che la differenza la base di ogni patto politico può diventare ingestibile.

Se io vivo in una città, come gestisco la diversità?

Ecco che ci viene incontro il ruolo sociale, ossia la maschera pirandelliana che indossiamo quando ci muoviamo in un contesto sociale specifico.

Ognuno ha il suo codice comportamentale, ognuno quindi aderisce in linea di principio e in modo ovviamente superficiale alle aspettative di chi incontra.

Un insegnante avrà la sua etica e il suo peculiare modo di porsi e parlare. Un poliziotto dovrà adempiere al suo ruolo di custode della legalità e cosi via.

Questo deve essere in equilibrio poi con la propria anima, cangiante e affatto inquadrabile in schemi precisi.

Un equilibrio sopra la follia, come direbbe il nostro amato Vasco Rossi.

Ma in fondo noi esseri umani siamo bravi a camminare come funamboli su questo sottilissimo filo, con un occhio al paradiso e uno all’abisso.

Ma, sapete quale grave pericolo corre l’aspettativa del ruolo sociale?

A essere invasiva, tanto da ricoprire ogni fessura di libertà, aderendo a essa sino a confondersi con l’anima speciale e specifica di ogni persona. Quando il ruolo è cosi preponderante, quanto è difficile scindere tra socialità e umanità ecco che si formano gli stereotipi.

E questi sono il primo passo per quei dannosi orrori sociali chiamati razzismo, perbenismo e fanatismo.

In questo libro ogni protagonista non è altro che stereotipo.

La brava ragazza, simbolo dell’America perfetta e il cattivo ragazzo, quasi sempre straniero e di colore.

Ecco che il thriller di evasione, che punta a raccontare le vicende del college, diventa uno strumento di denuncia.

Una ragazza e il suo carnefice.

Una figura resa armoniosa e intoccabile proprio dai media a servizio del potere che divide, speranza e limita.

Creando orribili cesure tra l’umanità e le regole.

E chi ci cade dentro, a questo baratro è la giustizia.

E’ davvero andata cosi la storia raccontata da Holly?

E’ davvero cosi perfetta Andie Bell?

Ed è stata vittima del mostro di turno?

Insomma ci siamo mai chiesti se, le storie raccontate specialmente oggi dai Cronisti e dagli show siano davvero come sembrano?

L’assassino è la persona più comoda o quello effettivamente capace di toglierla la vita?

Tutto sembra perfettamente logico.

Se non fosse che qualcuno, una semplice studentessa, decide d non fermarsi alle apparenze.

Sceglie di sollevarlo il velo e conoscere, fino in fondo ogni segreto, persino quello più sordido e oscuro.

E restituirà forse valore alla vittima, rivelando come dietro la patina di assoluta perfezione, esistesse molto altro, dolore, ferite e malcontento.

E forse racconterà la storia in modo diverso.

Sicuramente meno comoda, sicuramente meno pulita sarà la verità che emergerà.

Ma ci farà rendere conto come a volte lo stereotipo è il primo passo verso la tragedia.

In un America che nega le sue imperfezioni, Holly Jackson ci regale qualcosa di più profondo di un semplice thriller: il viaggio agghiacciante sarà non certo dentro la mente dell’assassino.

Ma di una città complice e di un modo che adora troppo le apparenze.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...