Il verso giusto di Angela Aniello edito Les flâneurs Edizioni. A cura di Ilaria Grossi

“C’era una volta un cielo limpido e adesso non c’è più.

C’era una volta un cielo disegnato e adesso non c’è più.

C’era una volta un cielo e adesso lo invento”

Cara Chiara, da donna, mamma e figlia, la tua storia mi ha toccato profondamente.

Chiara è un adolescente che racconta in una sorta di diario intimo e personale, della sua vita, della sua bella Taranto.

Taranto, da anni vive in mezzo ai veleni prodotti dall’Ilva e a pagarne le conseguenze sono i suoi abitanti, operai che si ammalano o cosa ancora più triste perdono la vita in fabbrica.

E i bambini, piccoli angeli che non hanno più tempo per giocare liberamente e senza paura, perché il “mostro” si muove con i suoi fumi e i suoi veleni e non fa sconti a nessuno.

La storia di Chiara, Maria e Luca, sono le storie che non vorremmo più ascoltare e leggere, troppo dolore provoca quella ruota che gira all’impazzata e che spezza la vita alle persone e alle loro famiglie.

Chiara attraverso la sua storia ci spinge a riflettere e a trovare i colori di un arcobaleno che stenta a farsi vedere quando i cuori sono feriti dal dolore e dalla perdita delle persone care.

La professoressa di lettere aiuterà e supporterà i ragazzi della sua classe a dar vita ad una manifestazione contro l’Ilva, sensibilizzando l’opinione pubblica e non solo quella locale.

Un monito e uno sguardo acceso sulla realtà di Taranto, così vicina a noi, perché siamo tutti figli della stessa terra e le parole non servono, servono fatti concreti e aiuti ai suoi abitanti affinché si possa tornare a vivere senza paura di ammalarsi e morire.

Perché la mattina, possa essere per tutti, la luce di un nuovo giorno e non l’anticamera della morte.

Una storia che deve far riflettere e al tempo stesso sensibilizzare tutti, con la delicatezza e l’entusiasmo che la protagonista Chiara riesce a trasmettere per vincere sul dolore.

” Il verso giusto chissà se arriva prima delle lacrime o dopo”

Cara Chiara, me lo chiedo anch’io da tempo e l’ho provato sulla mia pelle e voglio credere che il verso giusto, dopo un grande dolore e lì, che ci aspetta per fare grandi cose.

Una lettura piacevole,  realistica, dovrebbe essere un monito e un messaggio di speranza, a non lasciare Taranto e i suoi abitanti nell’indifferenza.

Serve coraggio e fatti concreti.

Oggi più che mai ne abbiamo bisogno.

Buon lettura 

Ilaria per Les Fleurs du mal blog letterario

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