“Brividi. Possibilità fori da ogni zona di comfort” Autori vari(Curatore Carlo Crescitelli) Il terebinto edizioni. A cura di Alessandra Micheli

Il brivido che proverete qua non è certo quello tipico dell’inverno.

Sapete quando calano le temperature e il piumone diventa fedele leale amico.

No.

Qua il brivido è quello dell’imprevisto, del dissonante.

E’ la sensazione perturbante che prende davanti a certi scenari che non seggono una logica accettabile.

Accettabile per noi intendo.

Siamo onesti.

Ognuno ha costruito in modo pedissequo la propria comfort zone. Regole stabilite per non essere infastiditi dallo straordinario.

Dal dato fuori luogo.

Recinti perfetti in cui possiamo catalogare tutto ciò che è racchiuso impedendo all’altro il suo arrivo.

O almeno illudendoci di poterlo fare.

E cosi abbiamo precise mappe che tentano, invano aggiungo io, di rappresentare la vita.

Che diviene standardizzata e regolata con rigide coordinate.

Ci serve, dannatamente ci serve per non crollare davanti all’ignoto, inchinare la testa e eleggerlo nostro re.

Tutto segue una linea retta e anche se sappiamo che in realtà la vita è una spirale, vederla cosi dritta ci rassicura.

E ogni dato straordinario viene ignorato o peggio soppresso. Eppure..Diciamocelo.

Noi siamo figli di quel prometeo che rubò il fuoco agli dei.

Di quell’Icaro che sfidò spavaldo le leggi naturali.

Di una Eva che non si accontentò certamente del divieto id un dio tropp remoto e menzognero.

Abbiamo bisogno dello straordinario.

Lo temiamo ma ne abbiamo bisogno.

Non nella vita di tutti giorni, no sconvolgerebbe troppo il regolare andamento delle sonnacchiose vite.

E quindi come fare?

Leggere ovviamente, che domande.

Leggere è il nostro incontro, quotidiano o meno, con lo straordinario. Non a caso i mostri hanno in etimologa strana, difficile da comprendere e difficilmente ci soffermiamo a pensarlo..i mostri protagonisti di tanti libri sono esseri fuori dal normale.

Non deformi, ma a contatto con il mondo altro, numinoso lucente o oscuro.

E noi dobbiamo farli vivere in noi.

Nei sogni o negli incubi.

Ecco il Terebinto propone questo brivido.

Un viaggio fuori dal consueto, laddove il grottesco, il terrrificante, la tristezza oscura possano raccontarci qualcosa.

Che non è certo la storia.

O meglio anche.

Raccontarci di noi, di quel bisogno di evadere, di incontrare qualcosa al di fuori dall’ovvio.

Allora godetevelo questo brivido.

Lasciate che percorra la spina dorsale, arrivi alla mente e nutra la vostra anima.

Per una attimo lasciate l’uomo sociale dietro di voi e abbracciate quel bambino che dell’oscuro faceva il suo compagno di giochi.

E allora non mi resta che augurarvi…buona lettura.

E buon viaggio nelle terre meravigliose e agghiaccianti dell’ignoto.

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