“Storia della fiaba. Genere pedagogico. L’educazione estetica di Roberto Piumini. Analisi del testo le tre pentone di Anghiari” di Alan Rossi, Edizioni Helicon. A cura di Patrizia Baglioni

Le discriminazioni non esistono solo in campo sociale ma anche in quello letterario, sì, perché la letteratura per l’infanzia è sempre stata messa in secondo piano rispetto a quella per adulti.

La gerarchia non è casuale, ma culturale.

Come questo utilissimo saggio ci spiega, l’Italia a differenza di altri paesi come la Francia, è partita con grande ritardo nella produzione di testi per ragazzi.

I primi come il Giannetto di Parravicini, vennero utilizzati più che come testi di lettura e divertimento, come testi scolastici.

Siamo agli albori del Regno d’Italia e una scolarizzazione che vada ad unire un regno linguisticamente, oltre che geograficamente non è solo necessario, ma indispensabile.

È lo Stato stesso a stimolare il settore editoriale con concorsi mirati, e solo all’inizio del nuovo secolo si cominciano a produrre libri per bambini e l’inventiva italiana non si dimostra minore a quella europea: vengono pubblicati Pinocchio, Cuore e i numerosissimi libri d’avventura di Salgari.

E poi i periodici a cui collaborarono grandi autori come Pascoli, Grazia Deledda, Dino Buzzati, Il giornalino della domenica, Il corriere dei piccoli e Il giornalino di Giamburrasca di Vamba.

Sono questi i giornali che formarono le generazioni prima e dopo le grandi guerre, dobbiamo loro tanto, perché essi non furono solo strumenti di diletto, ma formatori di identità nazionale e sociale.

Essi hanno fatto gli Italiani per come li conosciamo.

Come Rossi ben ci spiega infatti tra la letteratura per l’infanzia e il territorio c’è sempre un legame stretto, a partire dal mito o dalle leggende che avevano il compito di spiegare l’inspiegabile e creare un riferimento culturale, una base da cui partire per conoscere il mondo circostante.

Le Fiabe riprendono tale funzione educativa e diventano ben presto una risorsa formativa, esse vengono utilizzate per stimolare la fantasia e trasmettere ai più piccoli insegnamenti pratici e morali con parole semplici e archetipi.

Perché se tutto inizia con “C’era una volta”, e prosegue attraverso uno schema che Propp ha ben sintetizzato, alla fine il confronto è tra il bene e il male fino a quando il lieto fine concede una meritata speranza al lettore.

Della Fiaba c’è bisogno, sempre, sia da bambini che da adulti e Roberto Piumini nell’epoca contemporanea la riprende con destrezza e creatività.

Piumini, come l’autore ci fa notare, è un poligrafo tra prosa e poesia, tra scritti per adulti e bambini.

Non solo, egli vicino al teatro e alla televisione, ha scritto, interpretato e portato la sua originale produzione in molteplici settori.

Versatile per natura, ha arricchito i suoi testi di dettagli e particolari di altri settori e soprattutto di contaminazioni sonore, ludiche: la parola spesso nei suoi testi diventa strumento di gioco e di conoscenza.

Rossi nel dettaglio analizza “Le tre pentole di Anghiari” dove ad essere scomodato è pure il diavolo che metterà alla prova il giovane Gianfino.

Il mio interesse verso il mondo pedagogico non è solo dovuto a una deformazione professionale, ho sempre avuto ferma convinzione che nella storia della pedagogia, si potessero riscontrare le origini di un popolo e, come questo testo dimostra, la fiaba è patrimonio culturale di un paese.

Ho quindi amato analizzare e leggere questo saggio che mi riporta l’amata figura di Piumini, scrittore di grande talento che da sempre affascina grandi e piccini.

Il testo, inoltre, è veramente ben scritto: articolato in interessanti approfondimenti eppur fluido e coinvolgente.

Non è semplice interessare e presentare con leggerezza un tema di stampo divulgativo, ma non dimentichiamoci che si parla di fiaba, siete dunque pronti a sognare?

Allora, buona lettura!

Alan Rossi nasce nel 1977 ad Arezzo e cresce a Sansepolcro, ha sempre avuto la passione per l’arte, l’interesse per la letteratura e l’aspirazione all’insegnamento. Animato da spirito di intraprendenza e viva curiosità ha vissuto numerose esperienze personali e professionali. Si è laureato con lode in Conservazione dei Beni Culturali e successivamente anche in Filologia Moderna presso l’Università degli Studi di Siene; ha inoltre conseguito due Master di specializzazione universitaria. Da alcuni anni è, orgogliosamente, maestro elementare nella Scuola Primaria Senza Zaino di Pistrino (PG). Col presente saggio, ancora inedito, ha partecipato al Premio Letterario Nazionale “Scriviamo Insieme” di Roma e al Concorso Letterario “La Ginestra di Firenze” risultando premiato in entrambi.

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