“Delirio. Brividi al nero di Luna” di Silvia Alonso, Brè Edizioni. A cura di Chiara Monina.

Questo libro è composto da undici racconti che comprendono thriller, noir, horror, mistery, gotico ed esoterico.

Sono diversi e vari generi che si coniugano alla perfezione grazie ad una scrittura raffinata e pacata, che permette di spaziare da una citazione poetica ad una scena con schizzi di sangue.

Le vicende storiche ed artistiche che conosciamo oggi si fondono con miti, leggende, zombie e streghe.


Il confine, tra i vari generi che si mescolano insieme, è labile, creando racconti, a volte più brevi, altre più lunghi, che danno un senso di compiutezza ad ogni singola vicenda, come se si stesse leggendo un unico libro, un’unica grande storia.


C’è una signora anziana perseguitata ancora dagli zombies del suo passato ad Auschwitz, sotto forma di ricordi.
Si assiste ad una metamorfosi nella leggenda delle streghe bianche di Ellera e di quelle nere di Triora.


“… Del resto c’è qualcuno tra di noi che crede ancora nelle streghe?”


Passiamo attraverso la dannazione delle dormienti, dai componimenti di Baudelaire ad un quadro che deve essere distrutto.


Ci si ritrova a Praga, nella storia del Golem, con un’analogia al Frankenstein di Mary Shelley, citando anche il mito di Platone sulla teoria delle idee.


E poi siamo a Parigi, più precisamente a Montmartre, crocevia di poeti, sognatori, zingari, boehmiéns disadattati : “la realtà ci va stretta, viviamo ai margini per rassegnazione”.


Qui incontriamo Chantal la fattucchiera “che si fa pagare per riparare cocci di bottiglia, raccogliendo residui di vita”.


Le donne, in particolare, sono le protagoniste, tra atmosfere gotiche, esoteriche, a tratti surreali.
Sono loro o per mezzo di loro che si attua la vendetta finale, che si trasforma lo spaventoso in un bellissimo fiore, che si tolgono le maledizioni.


Attraverso i vari racconti, a tratti intrisi di sangue scopriamo che : “la linea di democrazia tra il bene e il male, a volte, è solo un filo sottile, frutto dell’altrui opinione da cui ci lasciamo influenzare”

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