“La dodicesima Pagina” di David Liss, Vintage editore. A cura di Patrizia Baglioni

Quando di notte tra le mie insonnie mi affaccio al balcone, scorgo la firma che le stelle lasciano in cielo, tra i fruscii dell’oscurità penso che esista una strana magia nel mondo.

Mi perdo nell’illusione che l’inspiegabile arrivi un giorno a sorprendermi e sorrido al buio.

Al mattino la luce del sole, spazza tutte le idee fantasiose e la razionalità prende il sopravvento e poi mi ritrovo tra le mani LA DODICESIMA PAGINA e il sogno ricomincia.

Lucy Derrick è la più comune delle ragazze, proviene da una buona famiglia che l’ha educata ad affrontare la buona società inglese, ma rimasta orfana e priva di mezzi economici vive con lo zio che non vede l’ora di farla sposare.

La giovane pur di andarsene da una casa in cui si sente prigioniera è pronta a tutto, anche a sposare Mr Olson uno degli industriali della zona, ruvido nel modo di fare e perennemente concentrato sul lavoro.

D’altronde non sono periodi facili per l’economia inglese, la rivoluzione industriale ha innovato il sistema, gli uomini vengono sostituiti dalle macchine, a contare sono la velocità di produzione e il guadagno.

Le parti sono pronte a scontrarsi, il movimento dei lavoratori luddisti guidati dal famigerato Ludd, uomo e mito insieme, si trovano di fronte ad un governo pronto a tutto pur di fermarli.

Lucy si accorge a malapena di ciò che la circonda, d’altronde sono cose che non la riguardano… fino a quando Lord Byron, il poeta bellissimo e dannato non si scaglia contro la porta della sua casa urlando il suo nome e pregandola di “raccogliere le foglie”.

Inizia per Lucy un percorso di crescita dove verrà messa costantemente alla prova, d’altronde come tutti le confermano, è lei al centro della storia, è lei che deve trovare soluzioni.

Perché?

Lucy non trova spiegazioni, sa solo che una conoscenza antica e misteriosa inizia pian piano a riemergere nella sua memoria: i ricordi della disperazione del padre quando sua sorella maggiore era morta, gli errori della giovinezza, le conoscenze sul mondo naturale apprese nella biblioteca della casa d’infanzia.

E poi tutto diventa naturale, Lucy da giovane fragile senza protezione, si scopre forte grazie agli insegnamenti che la sua amica Mary Crawford le sta pian piano propinando.

Lucy inizia a praticare la magia, il tutto con una naturalezza che stupisce per prima lei, ma se è veramente la predestinata deve imparare a padroneggiare le arti oscure e conoscere tutto ciò che la riguarda.

Di fronte alla giovane si apre un mondo nuovo fatto di incantesimi, di fate, di presagi oscuri e strani esseri malefici che sembrano attratti da lei.

Il suo cuore ricomincia a provare forti emozioni: la paura, l’aspettativa, e l’amore.

Ma non c’è tempo per sognare, gli eventi precipitano e al centro dell’azione c’è Lucy che lotta per proteggere i suoi cari e si ritrova a scegliere non solo per sé ma per un’intera nazione.

Un romanzo avvincente dalla prima all’ultima pagina dove i protagonisti si rivelano pian piano e sorprendono, cambiano in corso d’opera donando al libro sfumature vivaci.

Lucy per esempio si presenta come una giovane un po’ superficiale, che pensa come tutte le ventenni del suo tempo a realizzare un buon matrimonio e riscattare la sua reputazione un tempo macchiata dalla sua leggerezza.

Alla fine del libro scopriamo una nuova Lucy mutata dagli eventi, una rivoluzione copernicana la scopre da angolazioni sempre diverse e il lettore le riconosce un fascino rinnovato.

Le foglie alla fine vengono raccolte, con sacrificio, lotta e il dubbio di non fare la scelta giusta, in uno raffronto crescente tra natura e tecnica, tra morte e resurrezione, tra razionalità e magia.

Il fatto è che tra scienza alchemica e magia non c’è poi tanta differenza, tutto ha in sé una spiegazione, il divenire cancella ma non distrugge e il senso delle cose resta inalterato anche se oscurato.

Un romanzo da scoprire pagina dopo pagina che emoziona, sorprende e soprattutto compie la magia più significativa per un buon lettore, lo trasporta nella storia e lo coinvolge totalmente.

Resta solo da capire se Lucy riuscirà a vincere la sfida più grande, conservare la propria semplicità in un mondo di egoismo e ambizione, dove la menzogna è comune e la verità appare merce rara.

Ecco mantenersi pura in un mondo di corruzione, questa è vera magia.

LA DODICESIMA PAGINA si rivela un libro ricco, per le tematiche estremamente contemporanee e originale per l’assenza di retorica, i protagonisti sono freschi, mutevoli, legati più ad una morale individuale che culturale.

Chiudo le pagine con una doverosa ammissione: la magia conserva inalterato il suo fascino che unito alle atmosfere dell’Inghilterra industriale rende il libro irresistibile.

Sentite un richiamo?

Bene, raccogliete le foglie, e come Lucy ritrovate ciò che vi appartiene e realizzate voi stessi.

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