“Steam Tales” Autori Veri, Nero press edizioni. A cura di Alessandra Micheli

Eccoci qua.

Il viaggio si avvia verso il suo compimento.

Vi siete divertiti finora?

Credetemi ho ancora delle cartucce da sparare.

E che cartucce!

Finora abbiamo incontrato luoghi arcani immaginari e reali.

Streghe, leggende fantasmi e strane presenze, verità da rivelare e atmosfere gotiche.

Un immersione totale nel regno del fantastico emblema e fiore all’occhiello di questa festa che oggi il blog racconta come il giorno in cui almeno per poco tempo il velo che separa le due dimensioni, che divide, categorizza il mondo del razionale del folle caos al mondo della materia razionale.

E’ un momento irresistibile, proprio perché oggi ci sentiamo più fragili, più insicuri di fronte a un futuro che ha perduto le certezze della nostra presunta supremazia sul mondo.

Non c’è scienza che tiene, quando il dio Eco ( cosi come lo chiamava Bateson) si ribella.

Ecco che essere un po fuori dal comune, ritrovare la capacità di superare i limiti imposti dalla ragione non ci può far altro che bene.

Ecco che imparando da Halloween/Samahin a sospendere il tempo e forse lo spazio, troviamo una nuova, spaventosa, ma seducente libertà.

Ma di mistero vi ho troppo parlato.

Ho lasciato che l’immaginazione selvaggia scorresse indisturbata nelle vostre vene.

E cosi, ho deciso di stupirvi con altro, con qualcosa capace di rappresentare veramente l’autentico spirito di questa notte, poiché viaggia portandosi dietro una fantasia diversa che non è altro che…una scienza senza confini.

Sto parlando del mio amato Steampunk!

Ora, so benissimo che un po’ di Steampunk lo masticate tutto.

Grazie alle fiere, ai film, alle serie TV.

Alla moda che oggi ci regala una moda suggestiva e elegante al tempo stesso.

Però per comprendere la meraviglia delle Steam Tales mi dovete concedere una dotta disquisizione.

Innanzitutto lo steampunk non è un sottogenere del fantasy, ne del romanzo di avventura, ne della fantascienza.

Non è ucronia.

Non è distopia.

Condividete semmai con i due generi citati l’arcana domanda: e se.

Perciò in questo e se non esiste una vera connotazione etico/morale.

Può capitare, ma non è necessaria.

E’ semplicemente la volontà di far combaciare la fantasia e la realtà, la scienza e la superstizione, il pleroma con la creatura di batesoniana memoria.

Vedete la fantascienza in ogni sua connotazione è innovazione. Appartiene al suo tempo, si fa forte di scoperte magari poco conosciute ma sicuramente dirompenti.

Lo steampunk no.

Essendo frutto di una concezione precisa del mondo, quel mondo che andava avanti grazie al vapore, non va oltre.

Resta racchiuso in un mondo, spesso vittoriano, in cui la scienza è si di alto livello ma non tempo da pensare a neutrini, relatività e altre bizzarrie.

Julius Verne, Conan Doyle, H.G. Wells erano si geni, ma geni del loro tempo. Completamente legati al loro tempo, ma decisi a compiere qualche atto di meravigliosa fantasia.

Ed è quel modo di congelare l’epoca che ci affascina tanto nello steampunk.

Due anime che non si combattono, non certo nel modo in cui esse lo fanno nella fantascienza.

Il tempo è rarefatto, fumoso, incantato e sopratutto il mistero non può sempre essere spiegato.

Serve e fa da sottofondo, come una canzone lontana e meravigliosa.

Lo steampunk non combatte la superstizione ma la cavalca.
Però non è certo conformistico.

Il senso del suo tempo viene espresso a trecentosessanta gradi con una sorta di malcelato orgoglio.

E’ anacronistico ma non innova.

Il senso del suo lottare è nella possibilità non nella concretezza.

Non serve che Babbage abbia davvero realizzato le sue incredibili invenzioni o che Tesla possa aver sperimentato le sue teorie rendendole fattibili (come invece accade nella fantascienza) ma serve averci provato. E l’autore steampunk prende questi elementi sempre molto pudici e contenuti e ci gioca.

Il risultato è un mondo retro ma al tempo stesso capace di celebrare la possibilità.

Possibilità che il mondo arcano si manifesti come nel racconto Assassinio sulla Metropolitan Railway di Fabio Andruccioll e nell’impronta eterica dell’odio di Alberto Buchi.

Possiamo trovare l’eccesso di arroganza della scienza,come in ll trasporto istantaneo del dottor Burke di Donato Ruggiero.

Vorrei descrivervi tutta la magia dei racconti.

Ma passerei ore a spoilerare, e non vivreste la stessa emozione che ho vissuto io.

Ecco che lo steampunk si presenta, in questa raccolta in tutta la sua meraviglia e a braccia non tanto generi diversi quanto percezioni diverse: orrore, poesia, paura, arcano, voglia di svelare, di sperimentare, di andare oltre al limite sapendo di non poterlo fare.

Ma è il provarci che ci rende uomini.

Anche se simili a Icaro, condannati a incontrare le roventi fiamme del sole.

Ma di un racconto devo parlarvi, anche con due righe.

Requiem per un Arlecchino di Maurizio Bongiorno, laddove l’orrore è addomesticato dalla dolcezza, dove la poesia si fa strada tra la disperazione.

Devo scrivere altro per convincervi?

Steam Tales si ama.

E basta.

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...