Blog tour”Diary of the witch” di Emanuela A. Imineo. Animali di potere. A cura di Alessandra Micheli

Si sente tanto parlare di radici oggi.

Radici ovunque.

La fonte segreta che fonda il patto sociale e quindi lo stato.il legame primigenio del clan o della tribù.

La sorgente della nostra nascita come esseri sociali.

Una sorta di baluardo contro il rischio, tutto postmoderno, di omologazione.

E seppur oramai consapevoli che la radice di ogni civiltà non è che un utopia perché siamo frammenti di un infinito mosaico colorato, sapere che esiste la possibilità di una sorta di civiltà in cui riconoscersi ci rende meno spaventati.

Spaventati dal mondo e dalla sua assurda imprevedibilità che lo rende cosi, intellegibile.

Ma se per un attimo, smettessimo di cercare queste radici e ascoltassimo il cosmo, forse l’insicurezza sparirebbe di fronte al mistero della sacra unità.
Ebbene si.

Non possiamo dividere in quanto frutto di incontri, a volte scontri, scambi e mescolanza dati dalla verità meno amata: siamo esseri sociali.

E per nostra intima essenza dobbiamo mescolarci.

In questo nostro mondo che ci appare meno dicotomico e più Fuzzy, l’unica coordinata che non può essere messa in discussione è..la natura.

In quella ci muoviamo, da lei dipendiamo, lei ci sostenta o ci punisce. Ecco perché si avverte una sorta di fatale attrazione per alcune religiosità definite sciamaniche che appunto nel cielo, nella terra, in quel sacro trovavano la loro verità.

I riti antichi non erano altro che riverite celebrazioni al mistero ermetico: lassù la verità del cielo doveva riflettersi quaggiù in terra.

Come in cielo cosi in terra.

Nessuna divisione.

Solo un mondo interconnesso e interdipendente.

Ecco che una vita a contatto con la natura diventa molto più che una moda, ma un bisogno profondo di un anima da troppo tempo ingabbiata in falsi miti.

E possiamo ritrovare la sacra unità soltanto attraverso i segni, i simboli e gli archetipi presenti in questa dimensione terrena.

Alberi, piante, costellazioni, colori ci parlano.

E ovviante ci parlano anche..gli animali.

Non più consideratati solo come necessità di sopravvivenza.

Ma come latori di quel messaggio che dobbiamo ritrovare.

Ecco che torna l’affinità totemica ossia la possibilità di essere guidati nella ricerca, necessaria dell’armonia con il cosmo.

Del cosi in alto cosi in basso.,

Oltre a offrire aiuto, dunque, questi animali di potere o gli animali totemici offrono informazioni sul proprio io e sulla propria evoluzione umana, visioni, rivelazioni, custodiscono conoscenze e semplici ma importanti verità che trovano nella forza dell’unione contro la contrapposizione dettata dalla finalità cosciente, il loro valore fondatore.

Sono molte le informazioni che un animale cosi come una pietra o un fiore possono darci e molti sono i suoi livelli comunicativi sia fisici sia emotivi.

Come si muove, il suo comportamento, le sensazioni uditive e tattili.

Per persino il modo in cui si reagisce a esso: attrazione, gradimento, ammirazione o timore riverenziale.

E parlando appunto di una sorta di proto-teoria cibernetica questi elementi dicono molto di noi del processo di comprensione in atto.

In questo processo è nascosto anche il livello di potere stesso del nostro animale di riferimento.

E quanti animali che parlano al nostro io esistono?

Possiamo dividerli a secondo del loro ruolo:

animali totem

animali guida

famiglia.

Sono questi i cosiddetti animali di potere.

Andiamo a vederli nello specifico

L’animale totem

E’ la controparte, per dirla in parole semplici del nostro io proveniente da un altro piano della realtà.

In pratica è un immagine speculare della nostra vere forma spirituale e pertanto getta un ponte tra i diversi regni rendendo possibile, spesso attraverso il sogno, la comunicazione fra essi.

In pratica attraverso il totem l’umano trova il modo per entrare nel regno spirituale e riuscire, dopo una fase di apprendimento, a trascendere la propria umanità e travalicarla.

Esso pone delle sfide dispensando insegnamenti e sollecitando percezioni ritenute perse lungo il cammino dell’evoluzione.

E quindi possiamo dire che il totem ci accompagna per tutta la vita o soltanto il periodo che ci serve per tornare a sedere nell’Enneade dei dei.

L’animale guida

E’ un entità strettamente personale capace di orientarci lungo il tortuoso cammino della consapevolezza del se.

E’ uno spirito antico, un protettore, un maestro.

Non rappresenta il tuo io come l’animale di potere ma incarna, piuttosto, l’insegnamento che serve per arrivare ai livelli di energia superiore.

E’ la mappa che guida il tuo territorio.

E’ il concetto che spiana la strada la tuo cammino.

Famiglio.

La tradizione popolare attribuiva a streghe, maghi e alchimisti esseri che li accompagnavano durante i loro “esperimenti”.

Esseri fatati, demoni minori, creature dimensionali erano sottomessi al loro padrone, lo servivano e concedevano determinate utilità e benefici Il famiglio era solitamente, ma non sempre, un animale.

Ma poteva essere anche una pianta, una divinità domestica (tipo i lari romani) o addirittura poteva essere creato artificialmente come l’homuncolus a cui a volta, era concesso il dono del movimento e della coscienza e quindi assimilabile a un piccolo Golem.

Non mancavano le forze elementali ossia spiriti associati agli elementi che in quel caso assumevano le sembianze di strani “folletti” a cui era lecito chiedere consigli o potevano compiere piccoli incarichi per conto del “padrone” come recapitare messaggi o dare dolorosi avvertimenti e persino avvertire il pericolo.

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E voi che animale avete come guida o come totem?

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