“Ramondo lo scudiero” di Antonio Chirico,Youcanprint Edizioni. A cura di Chiara Monina.

L’avventurosa storia di Raimondello Orsini del Balzo ha inizio nel 1372 nel regno di Napoli, dove incontriamo la famiglia Orsini.
Facciamo la conoscenza di Niccolò Orsini,il padre e conte di Nola,Giovanna di Sabran, la madre ed i figli : Roberto (figlio naturale) e Raimondello (figlio solo di padre) e protagonista
principale del libro.
Attorno a loro c’è Gaspare Vinciguerra, il maestro di arti belliche, che nota fin da piccolo in Raimondello un’ottima abilità di spadaccino ed il prozio Ramondo, conte del Balzo, che prende Raimondello sotto la sua ala protettrice.
Per il nostro protagonista si prospetta una vita ecclesiastica, decisa dalla famiglia, partirà per un mese alla volta di Avignone per la soglia pontificia ma poi rientrerà a Napoli recandosi dal prozio, non essendo quella la vita che fa per lui.
Questo sarà il suo primo mentore e figura paterna per le grandi lezioni di vita, cosa che gli è
mancata in famiglia sia dal padre che dalla matrigna,che non lo gradisce, essendo nato da una relazione con una domestica, morta di parto.

“Ricordalo: il valore più grande di un gentiluomo, quello che lo contraddistingue dalla
plebaglia, è nella capacità di mantenere la parola data.E,di plebei, ce ne sono tanti.
Più spesso di quanto immagini si nascondono proprio tra i ranghi dei gentiluomini. “


Attraverso il prozio farà la conoscenza del suo primo grande amore Isabella D’Aquino, futura
contessa di Belcastro.
Da questo incontro si dipana un fitta trama, che ci porta prima in Prussia, nel castello di Marienburg e ci fa conoscere l’ordine dei monaci cavalieri.
Qui il nostro cavaliere Ramondo Orsini del Balzo imparerà cosa sia la vera amicizia attraverso l’incontro con il comandante Guy De Chavigny, suo secondo mentore dopo il prozio e Philippe De Nanteuil, il fedele amico di una vita, che lo seguirà ovunque.

“Non esistevano certezze e valori assoluti, contava solo il cuore degli uomini.”


Scopriamo battaglie per convertire i pagani e diatribe per croci piantate in memoria di
cavalieri teutonici morti in battaglia.
È un romanzo dove le vicende dei protagonisti sono perfettamente collegate ed inserite nel
contesto storico.
Si procede con il ritorno di Ramondo nel regno di Napoli, dove la storia si sussegue durante
lo scisma d’Occidente, con un papa a Roma ed uno ad Avignone, controversia che causa
l’allontanamento dei fedeli dalla Chiesa.
Gli eventi narrati procedono attraverso regni conquistati e saccheggiati, una pratica molto
diffusa al tempo.
Si passa per Lecce e Taranto,dove Ramondo incontrerà il secondo amore della sua vita,
Maria d’Enghien, sorella del conte di Lecce,donna bellissima, fiera ed indomita.
Un amore passionale e maturo, sul quale si posano le basi per la costruzione di una
famiglia.
Il cavaliere Orsini del Balzo è un animo generoso ma scoprirà vari sentimenti negativi ,
durante il suo peregrinare, come la vendetta, la delusione ed il tradimento da colui che
credeva amico, che lo ha ingannato per tenerlo legato a sé.

“Una virtù del sapiente è avere l’opportunità di nuocere al suo avversario e
astenersene.”


Ramondo attraverserà conflitti familiari e battaglie sanguinarie, arriverà a mettere in dubbio
Dio, la fede e gli ideali cavallereschi che lo hanno forgiato, dove l’onore era un qualcosa che
dava importanza.
E come ha detto l’amico prete Fra Rinaldo delle Vigne a Raimondello :

“La vita in fondo deve continuare.

Anzi abbiamo un vero e proprio dovere di andare avanti… il cuore
non lo devi consumare in affanni e dolori”

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