“Lo specchio delle stelle” di Giovanna Strano,Nuova Ipsa editore. A cura di Patrizia Baglioni

Termino il libro con un profondo senso di stupore e riconoscenza.

Resto ammirata di fronte all’intensa storia d’amore tra Federico III e Eleonora d’Angiò, la Sicilia con i suoi paesaggi e la natura selvaggia mi stregano e poi la contaminazione di popoli e culture che creano una cultura a sé mi lasciano riflettere.

Questo testo sincronizza tra le sue pagine la bellezza dell’Italia: storia, orizzonti affascinanti, umanità, intelletto e creatività ma soprattutto la commistione delle civiltà che hanno creato un unicum, un popolo capace di sorprendere nei secoli.

LO SPECCHIO DELLE STELLE è un romanzo storico dalla ricostruzione ineccepibile dove le figure storiche si scuciono dalle immagini tramandate e riprendono vita.

L’autrice con straordinario talento entra nella loro intimità e riscrive la vita di Federico di Trinacria, sovrano ricordato per la lungimiranza e la modernità di governo, che si trovò per situazione personale e collocamento geografico tra gli interessi e le pretese dei potenti del mondo: la Famiglia d’Aragona, gli Angiò di Napoli, il Papato, i Bizantini e gli Arabi.

Non basta il 1300 è un anno di svolte, si abbandona la chiusura del Medioevo per volgere lo sguardo verso una nuova epoca, l’attenzione torna sull’Europa e vince chi è più forte nella conquista, talvolta chi arriva prima.

Si infittiscono gli intrighi, gli accordi segreti, e le strategie dove ogni piccolo territorio diventa luogo di sfida.

Federico è un uomo intelligente, giusto ed equilibrato e quando si ritrova a dover sposare Eleonora d’Angiò, perché obbligato dagli eventi, sa con certezza che farà il suo dovere, tratterà la moglie con rispetto, ma il suo cuore resterà sempre con Sibilla, la donna che l’ha stregato in giovinezza e che gli ha già dato cinque figli.

Ciò che il sovrano non si aspetta, è il colore verde degli occhi della sua sposa, che gli ricorda qualcosa di familiare, e poi il suo fascino virginale e sensuale allo stesso tempo.

Federico prova a mettere una distanza tra sé ed Eleonora ma più gli accadimenti storici premono, più essa diventa un appoggio, una compagna su cui contare, una donna che guarda il mondo dal suo stesso punto di vista.

E cosa guardano i sovrani?

Lo specchio delle stelle, si immergono con fervore religioso e metafisico nello studio attento del cielo e degli elementi naturali aiutati dall’amico alchimista Arnaldo da Villanova che sull’altopiano dell’Argimusco ricostruisce la volta celeste.

“Uomo o donna che ti avvicini a questo sito, con l’intento di trovarvi la verità, di provare l’ebrezza dell’immenso. Non cercare sulla terra ciò che porti dentro. La vita è già un miracolo assoluto. Non te ne eri accorto? Il luogo è solo un mezzo. La tua anima è lo strumento. Ama, vivi, gioisci, soffri. Elevati fino all’indicibile e ritrova te stesso. Io sono sempre lì a scrutarti. Aspetto.”

La questione resta quella della verità, sperimentata in modo scientifico con gli elementi naturali, vissuta come fine ultimo a cui ambire e sentita con la commozione della fede religiosa.

Tra il vivere quotidiano si insinua anche un segreto trattenuto da tempo in un luogo protetto di Montalbano Elicona che metterà il sovrano e tutti coloro che ne vengono a conoscenza in grande pericolo, ma vale la pena lottare per proteggerlo perché la giustizia si realizzi sulla terra e l’anima si salvi nell’aldilà.

La ricchezza delle tematiche avvolge i personaggi con armonia, gli antichi Dei aprono il testo, per lasciare il passo alla ricerca alchemica e filosofica.

Il pensiero Eracliteo così come quello di Ermete Trismegisto si affacciano in una ricerca metafisica che avvicina l’uomo al mistero della creazione.

“Nulla si crea e nulla si distrugge, tutto è in divenire. La storia dell’uomo è fatta di momenti, di immagini cristallizzate nel cerchio della vita. L’una accanto all’altra si intersecano sovrapponendosi, destinate a confondersi nell’oblio della memoria.”

L’autrice guida in modo mirabile la narrazione, si sofferma sui protagonisti, talvolta entrando nel loro campo visivo, per spostarsi sulle vicende del Mediterraneo e tornare con passo leggero tra la salvia siciliana.

Il lettore resta incantato dall’evolversi della vicenda avventurosa, irretito dalle descrizioni e assorbito dalle parole e dalle immagini fino a vedere le costellazioni, lo specchio delle stelle.

È possibile creare tale coinvolgimento solo quando si scrive con sentimento, con il trasporto dovuto alla propria cultura e alla terra che si ama.

Solo quando le storie che si vogliono narrare sono tessute nel nostro vissuto.

Ringrazio Ipsa Editore e Giovanna Strano per questo dono inaspettato alle soglie del Natale, perché quando un libro sorprende e commuove realizza il suo scopo ultimo, ci regala diletto, gioia e bellezza.

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