“Gli Ezzelino. Signori della guerra” di Giada Trebeschi, Oakmond publishing. A cura di Patrizia Baglioni.

C’era un tempo in cui sedersi nelle sere d’inverno davanti al fuoco e ascoltare gli anziani raccontare, era usuale, era tradizione, era il momento in cui si consegnava ai più giovani la propria cultura, la Storia.

E sì, anche se il titolo richiama a Ezzelino Da Romano, in realtà protagonista indiscussa di questo libro è la Storia, quella fatta dalle fonti, dalle date precise e dalla ricostruzione minuziosa della psicologia dei personaggi.

Quando il racconto che si ascolta ci riporta al nostro passato, quello che ci identifica, che spiega lo strano accento della zona o la diversità dei comportamenti da una regione all’altra, la storia si trasforma in vita.

Questo eccezionale romanzo riesce in una missione estremamente complicata: fare dei fatti di un medioevo lontano una narrazione affascinante, che tiene il lettore incollato alle pagine, l’invenzione è quasi inesistente, la realtà è più forte di qualsiasi fantasia.

Protagonista è la famiglia Da Romano, giunta in Italia dalla Germania tra il X e l’XI sec. che grazie all’alleanza con Federico II di Svevia governò il territorio Trevigiano ed ebbe influenza sulle alleanze tra le città del Nord Italia.

Caratteristica dei Da Romano è il nome Ezzelino attribuito a tutti i primogeniti accomunati forse dal fato o da un Dna tiranno che li vuole forti, iracondi e determinati ad essere i più forti.

Ma è Ezzelino III detto “Il Terribile” quello maggiormente ricordato per le efferatezze e le violenze sul popolo padovano, alcune così malefiche da divenire leggende.

A volte alcune vicende sembrano inenarrabili per la disumanità.

E invece la vecchia Erofile racconta.

Chi è questa anziana che conosce i segreti delle erbe, di cui non si conosce l’età?

È una strega? O una saggia?

Lei e Carminta la sua discepola, a lungo a fianco di Ezzelino, parlano un linguaggio universale che proviene dalla lettura del cielo e dalla cura della terra.

Le due donne sono in confidenza con lo spirito della natura che dona loro una sapienza antica dalle connotazioni della preveggenza, arte pericolosa ai tempi dell’inquisizione.

Erofile non parla a caso, il suo sarà l’ultimo resoconto, fatto appositamente per Pietro Gerardo futuro cronachista ezzeliniano e con cura dei dettagli descrive battaglie, alleanze, tradimenti e l’amore, quello che anche un uomo come Ezzelino è in grado di provare.

La doppia narrazione incrocia la storia di Erofile e il pensiero di Pietro che ascolta e si interroga sugli eventi e davanti al lettore si dipingono a colori vivi mille quadri ricchi di città, genti e castelli, il Medioevo si anima.

È un mondo completamente diverso dal nostro, eppure resta ferma un’umanità forte che sopporta soprusi, guarda la morte e la violenza in faccia e non perde speranza, si rialza con l’intenzione di cambiare le cose, nonostante Ezzelino.

Alla fine anche lui proverà un sentimento estremo: la compassione, più per sé che per gli altri ma sarà una svolta nella sua vita e nella Storia.

Un romanzo storico ricchissimo che emoziona doppiamente perché riferito a fatti realmente accaduti e che con delicatezza e rispetto tocca i grandi personaggi della storia come Federico II, facendoceli ricordare e amare.

D’altronde se un libro ha uno scopo è quello di aiutare a conoscere, creare spazi di riflessione e viaggiare nel tempo con in mano un bagaglio leggero fatto di pagine e inchiostro.

Buona lettura!

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