“Via dei Fossi, 35” di Patrizia Scialoni, Aporema Edizioni. A cura di Patrizia Baglioni

C’è un unico aggettivo che descrive questo testo: suggestivo.

Già dalle prime immagini, perché le scene di VIA DEI FOSSI 35 prendono vita con lo scorrere delle parole, qualcosa subentra nel lettore, un’inquietudine strisciante che  si insinua tra gli stati d’animo, un sospetto che non lo molla, una terribile premonizione.

Aggiungerei un’altra caratteristica del testo: sorprendente.

Sì, perché quella che si presenta come un’indagine su una morte particolarmente strana di una donna, diventa una storia che salta direttamente dagli anni ‘70 al 2018, e coinvolge due famiglie diverse.

La prima è quella di Cristina, la vittima, donna obesa e madre del piccolo Lorenzo di due anni.

La donna viene ritrovata dopo quindici giorni dalla sua morte in uno stato avanzato di decomposizione, una scena terribile che si mostra al tenente Morelli proprio in Via dei Fossi al n. 35, un indirizzo che l’uomo non dimenticherà più.

Il caso si mostra subito complesso perché il piccolo Lorenzo è scomparso.

Mille domande si accavallano: come è morta Cristina? Dov’è il bambino? Com’è possibile che nessuno si sia accorto prima della loro assenza?

Morelli, uomo equilibrato e razionale prende le redini dell’indagine ma qualsiasi tentativo sembra cadere nel vuoto, Cristina era una donna sola, il padre di Lorenzo sembra sconvolto e i familiari della donna sono lontani.

La seconda famiglia è quella di Anna.

Nel  2018 Anna è una donna ancora distrutta, dopo la perdita del suo piccolo Matteo porta il lutto come una condanna, riesce ad uscire dal suo stato di prostrazione solo per prendersi cura di Carla la sua bimba di quasi sei anni.

Anna sa che deve andare avanti per sua figlia e per il suo amatissimo Francesco, l’uomo che è sempre presente per sorreggerla in ogni situazione.

È proprio per aiutarla a superare il trauma che l’uomo chiede un trasferimento da Milano a Lucca, forse per Anna può essere un nuovo inizio.

Così sembra, la donna ritrova entusiasmo, gli incubi che per mesi l’hanno perseguitata sembrano scomparsi e la gioia di Carla per la nuova casa la coinvolge.

Forse ricominciare si può, c’è solo un problema… la famiglia si è trasferita in Via dei Fossi 35.

E l’incubo ricomincia, non importa se sono trascorsi quarant’anni dal fatto.

L’irrisolto chiama, in tutti i sensi, si mostra piano mentre sbircia dal buio dell’armadio, vuole essere riconosciuto, liberato.

Strani fenomeni accadono nella nuova casa vissuta per lo più da Anna e Carla che dapprima incredule cedono a un terrore sempre più evidente.

Francesco si ritrova ancora una volta ad essere il sostegno della famiglia, ma anche in lui qualcosa comincia a cedere.

Per fortuna nulla sfugge alla simpatica vicina Annika, la badante della vecchia Lucia che ricorda ancora tutto e tiene fede ad un giuramento fatto anni prima a Morelli: tenere d’occhio la casa.

E lei con costanza ha osservato, ascoltato e sa che tra quelle mura qualcosa di terribile si è consumato ed è ancora prigioniero.

Tutti si ritrovano nel luogo giusto, al momento giusto.

Riusciranno a risolvere l’enigma che unisce passato e presente?

Una storia terribile, cruenta, inquietante che si scopre piano piano attraverso l’introspezione accuratissima dei personaggi.

Il ritmo narrativo si alterna tra il ‘74 e il 2018 e la tensione che si crea, lascia il lettore letteralmente attaccato al testo.

I colpi di scena si susseguono in modo inaspettato e il lettore si sente spronato a scoprire la verità, la insegue tra le pagine, ma così facendo resta impantanato in una vicenda straziante, al limite della ragione.

I personaggi si scontrano con varie forme di follia, eventi paranormali e fenomeni inspiegabili, c’è solo un modo per uscirne: capire cosa è successo in quella casa.

Ed ecco che Patrizia Scialoni ci stupisce ancora rovesciando i ruoli: lo scettico Morelli è chiamato a credere, il devoto Francesco è costretto a  sospettare e Anna si scopre una donna diversa.

Io ve lo dico: questo è un libro pericoloso, angusto, l’atmosfera pregna di sofferenza e disgusto mi ha invaso e so che non mi lascerà presto, sicuramente stanotte non dormirò… ma quante emozioni.

Da tempo non mi sentivo tanto coinvolta in una storia, da tempo non tremavo nel buio nella mia stanza, da tempo non mi interrogavo sull’orrore che un essere umano può sopportare.

Resto di nuovo sconcertata quando leggo che VIA DEI FOSSI 35 è il primo romanzo di Patrizia Scialoni, pensando alle sue future creazioni non posso che fremere di gioia e rabbrividire dall’orrore.

Nell’attesa gustatevi il suo libro di esordio e se cercate l’atmosfera perfetta, allora apritelo in una notte di tempesta.

“Il tuono squarciò il silenzio della stanza. Uno schianto secco, senza preavviso, seguito da un boato minaccioso, come se il cielo stesse rigurgitando qualcosa d’immenso sul mondo, travolgendolo. Dal buio della notte la luce violenta dei fulmini infranse l’oscurità, frugando negli angoli alla ricerca di qualcosa.

«Mamma?»”

Buona lettura.

Via dei Fossi,35

Patrizia Scialoni

Aporema Edizioni

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