“Byzantion. Storie da Costantinopoli” Autori Vari, Assobyzantion. A cura di Patrizia Baglioni

Quando parliamo di storia bizantina ci riferiamo ad un lungo periodo di quasi un secolo che va dal 395, anno della morte di Teodosio I, al 1453 quando cade l’Impero Romano d’Oriente.

È questo un periodo ricco, complesso, dove le dominazioni e i centri di potere si spostano e si perdono.

La potenza di Roma è ormai un ricordo, i visigoti prima e i longobardi poi, provano a conquistare e ricostruire, ma l’Italia è ormai terra frammentata, divisa tra chi se ne accaparra un pezzo per poi perderlo o svenderlo.

Tra le terre, le popolazioni autoctone assistono impotenti a cambiamenti repentini, senza capire chi muove i fili della politica.

La religione cresce, il cattolicesimo diventa religione predominante e il Papa oltre ad essere leader religioso si sperimenta come capo di una città che guarda caso è Roma.

A restare ferma, forte e luogo di riferimento per tutti, resta solo Bisanzio, la seconda capitale dell’Impero Romano che ora non esiste più… così la città e l’Impero scevri dell’eredità romana, prendono forma, identità e danno vita ad una politica ben definita: resistere ai popoli che li circonda (i turchi in modo particolare), e riconquistare i territori dell’Impero.

L’Italia da dominatrice diventa per i Bizantini terra d’occasione, posizione strategica da sfruttare.

Ma l’intento di Costantinopoli non è quello dei dominatori occidentali, né quello dei feroci barbari, la sua politica è colorata da mille lingue e il suo occhio guarda in tutte le direzioni, va dal centro dell’Europa al Mediterraneo e corre più in là…

L’Impero Bizantino è in questo periodo il centro del mondo e BYZANTION lo racconta.

Attenzione non parliamo semplicemente di un insieme di racconti storici, ma di episodi storici, dove si parlano le lingue dell’epoca e i nomi sono quelli autentici del tempo.

Gli autori che si sono alternati nella scrittura dei brani con cognizione e totale sincronia calano i loro protagonisti in monasteri, borghi abbandonati, città importanti, corti e campi di battaglia.

Sembra di esserci quando Alarico entra ad Atene, la città dei filosofi, lui conquistatore e saccheggiatore guarda con ammirazione i luoghi della saggezza e si eleva con il pensiero ai grandi pensatori.

Gavriel e Antonia però lo guardano con disprezzo, lui è un barbaro, non è degno di entrare ad Atene da sovrano e la rabbia prende il sopravvento.

Ci spostiamo a Ravenna dove una leggenda vuole che sia nascosto sotto la città un luogo di tortura e perdizione: l’Inferno di Teseo.

Fedro, guardia attenta, uomo di fiducia della regina Amalasunta non crede ai luoghi mitologici, ma un agguato improvviso rovescia il suo destino e un labirinto lo aspetta.

In un diverso episodio un cavaliere di umili origini lotta per donna amata, parente del Basileus, impossibile da avere o conquistare a meno che non porti al sovrano un grande tesoro… riuscirà la sua nobiltà d’animo a realizzare l’impossibile?

E poi un racconto crudo: un fratello e una sorella, chiamata amorevolmente Pulce, ricorda come la povertà e le carestie abbiano messo più volte alla prova in nostro paese.

Nella disperazione, con lo stomaco che urla per la fame è facile oggettivare tutto, far prevalere lo spirito di sopravvivenza su qualsiasi valore, a restare integro, a salvare l’insalvabile resta quel fragile rapporto parentale tra i protagonisti.

Molti sono i personaggi che si alternano tra le pagine ma protagonista incontrastata resta la Storia e devo ammetterlo, forse più di essa è forte l’amore per la storia che accumuna i vari autori partecipi di questo progetto.

Si sente il divertimento degli scrittori a immaginare ambientazioni e personaggi con il realismo che viene dallo studio e dalla passione.

Si coglie la loro ammirazione per questi uomini e donne vissuti nel passato che hanno costruito la nostra cultura.

Si nota immediatamente la loro attenzione al dettaglio, alla sottigliezza, che diventa contesto per i più e ricchezza per gli esperti nella disciplina storica.

Non era semplice scrivere racconti con una ricostruzione storica così puntuale donando loro la scorrevolezza delle migliori narrazioni.

Il tentativo è pienamente riuscito e ringraziamo Assobyzantion per il suo impegno nel promuovere la Storia bizantina e appassionare ad essa i lettori.

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