Il blog consiglia “Eco dall’inferno” di Manuela Fanti, Words edizioni. Da non perdere!

Sono la prigioniera K317, codice completo KRB10317, e sono considerata una cavia.

Il giorno che mi hanno portata al campo con mia madre e mio fratello

è stato l’ultimo in cui li ho visti.

Cosa succede se l’orrore nazista, ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, incontra una mente diabolica e deviata, animata dalla voglia di vendetta? Eco dall’inferno di Manuela Fanti mette in tavola proprio queste carte: una misteriosa leggenda che sembra più vera di quanto potrebbe dirsi, l’odio razziale e il soprannaturale. La storia si snoda lungo tre linee temporali: parte dagli anni Quaranta, giunge agli anni Settanta e si chiude nel 2007.

O forse no.

Dagli orrori degli esperimenti dei nazisti sui bambini gemelli ebrei, sino a giungere a una scia di sangue e morte, con omicidi efferati ed entità soprannaturali che si manifestano sotto forma di voci, Manuela Fanti ci propone una storia adrenalinica, con episodi sparsi nel tempo e intrecciati gli uni agli altri a doppio filo.

Una coralità di personaggi anima le tre storyline, con una preponderanza di quelli femminili, che tendono le fila degli eventi, custodiscono segreti e si sacrificano in prima persona.

Uno stile secco, diretto, che tiene alta l’attenzione da un capitolo all’altro, persino crudo nei passaggi più macabri, senza fronzoli. Starà al lettore fare le proprie congetture, lasciarsi guidare dalla narrazione, guardare lo scorrere della storia con gli occhi dell’uno o dell’altro personaggio, tra verità e menzogne, tra paure latenti e orrore.

TRAMA

Si narra che dal lago di Grenze, durante le notti di luna piena, le anime urlanti di bambini che lo infestano risalgano sino alla cima della torre, generando un sentiero di orme insanguinate. Quando d’inverno la superficie si congela, restano invece imprigionate e attendono di incrociare uno sguardo a cui trasmettere il proprio tormento. È solo una leggenda, ma quando Clara Steiner cade mentre pattina sul lago ghiacciato, inizia per lei un incubo fatto di voci, lamenti e flashback improvvisi che condurrà alla scoperta di un cadavere. Il male, però, affonda le sue radici nel passato, viaggia nel tempo come un’eco lontana, sino ad arrivare al 1945 e agli esperimenti compiuti dai nazisti, in una storia che serba colpi di scena dalla prima all’ultima pagina.

L’AUTRICE

Manuela Fanti nasce a Bologna nel 1976. Oggi fa la retail manager per un’azienda tessile e vive in Sicilia. Ama la pittura, gli animali la solitudine e l’arte sotto ogni sua forma. Esordisce nel 2014 con il romanzo autobiografico Semplicemente Complicato (Edizioni Creativa). Pubblica in self su Amazon i romanzi L’altro suono della musica (2016) e Livore (2020), Ciatu Miu (Edizioni Nulla Die, 2018).

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