“L’opposto di me stessa” di Meg Mason, Harper Collins. A cura di Patrizia Baglioni

Martha è una donna di quarant’anni.

Martha è una donna separata, che deve inventarsi l’ennesimo inizio.

Martha è una donna sola, che non sa comprendersi ma sa comprendere, guarda con puntualità il mondo che la circonda, ma fa fatica a definire.

Martha è una donna malata di indeterminatezza.

Sono tante le tematiche di questo libro che si riassumono tutte nel titolo L’OPPOSTO DI ME STESSA.

L’autrice ci fa conoscere Martha e la sua famiglia, la madre quasi scultrice di successo, il padre quasi poeta in una casa quasi completa e pitturata.

Martha è una e l’opposto di sé.

L’unico legame che tiene la donna attaccata alla realtà è la sorella Ingrid con cui sviluppa un rapporto di condivisione totale, l’unica insieme al marito Patrick capace di gestire i suoi periodi neri, di depressione totalizzante.

Martha vive in una dimensione in cui i giorni si mescolano, priva di entusiasmo si affeziona a individui unici come lei e a volte si illude, forse anche a lei spetta la normalità, eppure questa forma a cui tutti si adeguano non è per lei, il suo male glielo ricorda.

Intorno a lei una famiglia senza filtri, dove ognuno esprime la propria individualità e le opinioni del momento portandoli a scontrarsi e talvolta a odiarsi.

Eppure tutti insieme sempre tornano, nonostante i dissapori che si riverberano negli anni, sembra che essi trovino completamento solo restando uniti.

Martha non persevera, non prova neanche a capire a spiegare, a guarire.

La donna si abbandona e semplicemente sopravvive, trovando sollievo in brevi momenti di gioia.

Un libro dove flusso di coscienza e racconto si mescolano con spontaneità, l’autrice con leggerezza e tecnica narrativa porta il lettore nel mondo psicologico di Martha.

L’ironia e la stravaganza restano le chiavi essenziali per interpretare la storia estremamente particolare e significativa dove alla disperazione si alterna l’amore.

“Sono stata amata ogni giorno della mia vita adulta. Sono stata insopportabile, ma non sono mai stata senza amore. Mi sono sentita sola, ma non sono mai stata sola, e sono stata perdonata per le cose imperdonabili che ho fatto”.

Un romanzo estremamente moderno che indaga nella soggettività di individui isolati che si cercano, si annusano e provano a trovarsi senza mai conoscersi veramente.

Si parla di Martha, ma all’improvviso ho come l’impressione che si stia parlando di noi.

Buona lettura

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