“La donnina dei misteri” di Ronald Arkam. A cura di Alessandra Micheli

E’ difficile spiegare il fascino di Ronald.

Però lo confesso, leggo con estrema attenzione e anche un pizzico di libera gioia i suoi testi.

E per una pletora di motivi diversi che molto hanno a che fare con me e con la mia anima particolare.

Da sempre avvezza a ritagliarsi un posticino segreto, dove far convergere musica, letteratura, sogni, idee e ideali.

E questo mondo è impossibile da fotografare o definire a parole.

E’ animato da esseri che non possono aver posto nel nostro reale.

Di scale senza gravità, di paesaggi dalla prospettiva capovolta.

Da non sense, da filastrocche scoordinate, da bizzarri tentativi di poesie, da esseri strampalati, sghembi in grado di leggere con voce seriosa la gnosi delle fanfole.

Ecco perché AMO Ronald.

Regala al mio cuore proprio ciò di cui ha bisogno ossia un mondo che sfugge da ogni corretta definizione, da ogni scienza, da ogni rigore.

Non troverete voi pruristi show dont’tell.

Ne pov, pav o altre diavolerie.

Troverete solo una fantasia che non sarà forse coerente, ne strutturata.

Che non averà significato se non quello di giocare con il suono e omaggiare la parola con un cipiglio un po’ guascone.

Chi legge la donnina dei misteri sarà un po’ giullare, un po cappellaio matto. Desidererà te fatti di raggi di luna, di scherzosi occhi nascosti tra le foglie.

Di sussurri ridacchianti.

Di illogica mancanza di buonsenso.

Saranno balli tondi e distorte poesie, ci sarà il Giabervocco accanto alla non tartaruga e il vostro sorriso diventerà tanto, troppo simili a quello del gatto del Cheshire.

Saremo un po’ folli e un po malinconici e forse dentro un uovo, dalla particolare forma sferica mai davvero apprezzata, dal guscio liscio puntellato di macchioline, uscirà una donnina.

Aggraziata e un po’ stronza, capace però di incasinare la nostra vita cosi tanto da farci apprezzare però il cielo e le stelle.

E farci desiderare sempre di più un sorso di aria. Ecco cosa siccende in questi racconti.

I nostri bisogni, specie quello di apparenza, il nostro ossessivo ricercare la quotidianità svanirà per sempre.

E noi diventeremo parte di un giro in tondo in cui si corre per asciugarsi i vestiti inzuppati dal mare delle lacrime.

Quindi vi prego, lasciate a casa la razione e il buonsenso.

E prendete in mano questo libro e ritrovare lo stupore delle notti di luna, nel solstizio quando quel senso di magica attesa illuminava quei cuori rigogliosi. Grazie come sempre Ronald.

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