“Storia generale dei pirati volume 1 e 2” di Daniel Defoe, Haiku edizioni. A cura di Sveva Borghini

La “Storia generale dei pirati” volumi 1 e 2 è stata pubblicata nel 2019 da Edizioni Haiku.

Nello specifico, essa fa parte della collana Settemari curata da Flavio Carlini e Mauro Cotone.

Flavio Carlini si è occupato anche della traduzione integrale dell’opera il cui titolo originario è: “A General Hystory of the Pyrates: Pirate, Captains, Crews, Ships, and Laws”, la cui prima storica edizione risale al 1724-1726.

Dunque, si tratta di un testo antico che, a pieno titolo, appartiene alla letteratura inglese dei secoli passati.

L’intento di Edizioni Haiku di rieditarlo e di proporlo ad un pubblico moderno risulta, pertanto, ambizioso.

In relazione a ciò, non è un caso forse che già in prima battuta Flavio Carlini precisa al lettore che lo stile di scrittura utilizzato nella traduzione ben si adatta ad un approccio di lettura moderno soprattutto grazie l’utilizzo di un linguaggio snello e semplice, di termini poco ricercati, di periodi brevi, e di una natura pressocché cronachistica e didascalica.

È interessante spendere qualche parola in merito alla collana entro cui si colloca “Storia generale dei pirati”. Infatti, già essa stessa, attraverso la sua denominazione: “Settemari” introduce il lettore dentro un viaggio di avventure connotato dalla presenza di personaggi affascinanti: pirati, briganti, marinai e capitani. In più, si trova dichiaratamente esplicitato all’inizio dei volumi che tale collana è nata proprio con l’intento di contenere: “i classici più controversi della letteratura anglosassone”.

Il termine Settemari richiama immediatamente un forte simbolismo di origine antica legato a epiche imprese compiute all’interno di un mondo marino dai confini fluidi tra realtà e mito.

Trovo che già questo dettaglio editoriale funga da potente catalizzatore di un ben specifico contesto letterario.

Entrambe i volumi si dipanano secondo la medesima struttura:

  • Introduzione (che risulta essere la medesima per entrambe i testi, quasi a rimarcare l’importanza di ciò che risulta scritto in queste pagine). Questa parte si riferisce alla figura, non ben definita, del reale autore dell’opera, individuato nello pseudonimo di Capitan Charles Johnson. Data l’aura di mistero che avvolge la sua reale identità, già lo scrittore stesso si inserisce, a pieno titolo, in tutta l’atmosfera chiaro-scura che caratterizza l’intero testo. Questo stesso pseudonimo richiama prepotentemente il mondo della marina dell’epoca e dei pirati.

Tra le differenti ipotesi offerte al lettore, in queste prime pagine introduttive, pare che quella più accreditata sia relativa a Daniel Defoe, celebre scrittore inglese nonché grande appassionato di pirateria;

  • Presentazione del “protagonista” del volume. A seguito dell’introduzione, rintracciamo in entrambe le parti che costituiscono l’opera, una sorta di caratterizzazione del personaggio; infatti, il primo volume è dedicato al pirata Henry Every , il secondo si concentra, invece, sulla famosissima figura di Barbanera (ai tempi Edward Teach) unitamente al pirata, la cui storia non risulta meno affascinante, Jean Martel. In queste pagine, si delineano, quale un bozzetto su carta, tali mitici personaggi che hanno solcato la storia della pirateria, consentendo al lettore di inquadrarli in specifici scenari storico-sociali;
  • I Jolly Roger. Una specifica sezione riguarda i cosiddetti Jolly Roger ossia le bandiere dei pirati. Ognuno aveva la propria. Il molto tempo trascorso non ha reso semplice la loro ricostruzione nei dettagli, ma nonostante questo, tali vessilli si fanno detentori di particolari simbolismi e significati.
  • Parte centrale e conclusiva del testo. Le sezioni più corpose dei volumi si concentrano sui racconti e sulle cronache più significative che hanno caratterizzato la vita di questi personaggi e dei popoli e delle terre che hanno incontrato nelle loro imprese. Questo è il clou dell’intera “Storia generale dei pirati”, nel quale il lettore appassionato di queste argomentazioni può immergersi nei più piccoli dettagli e immaginare davvero nello specifico le scene raccontate. Nell’opera immaginifica è anche supportato dalla presenza di immagini che si rintracciano in entrambe i volumi. Si tratta di illustrazioni d’epoca, corredate da accurate didascalie, che ritraggono i protagonisti delle imprese piratesche in differenti situazioni e momenti.

Più in generale, entrambe i volumi paiono essere suddivisi “equamente” contando 120 pagine ciascuno.

Si nota che non è presente un indice quale strumento consultabile dal lettore al fine di raggiungere una specifica parte del testo. Forse, c’è un sotteso invito ad abbandonare, almeno per un po’, la loquacità consequenziale stimolando il lettore a veleggiare grazie e attraverso la sua fervida immaginazione tra le avventure narrate?

A dispetto di ciò, invece non manca una nutrita e accurata bibliografia di riferimento.

In conclusione, “Storia generale dei pirati”, volumi 1 e 2 risulta un’opera sufficientemente curata e di agile consultazione che si rivolge ad un pubblico ben definito di lettori: appassionati della storia e, nello specifico, di particolari fenomeni socio-culturali tra cui spicca, per l’appunto, la pirateria.

Un pubblico questo che sicuramente non disdegnerà un’apertura rivolta alla leggenda e al mito dai confini frastagliati e fluidi, anche se tali aspetti risultano, nel testo, in presenza minoritaria.

“Storia generale dei pirati” può forse costituire anche una buona base di partenza per tutti coloro che hanno necessità di compiere ricerche in merito e attorno agli argomenti trattati.

Buona lettura!

Sveva Borghini

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