“Il portatore di sogni” di Manuele dal Pozzo, In.edit edizioni. A cura di Alessandra Micheli

Amo quando un libro mi stupisce.

Quando desidero leggerlo velocemente e al tempo stesso mi trattengo, affinché un po’ della sua magia, resti con me.

Perché lasciarla andare all’ultima pagina mi lascia sempre un po’ triste.

La stessa sensazione di quando si trascorrono giornate di incanto e hai un po’ la paura che non ne vivrai altre.

Magari ti sbagli.

O magari quella giornata cosi come quel libro non torneranno.

Ci saranno altri mondi, altri luoghi da visitare, altre avventure.

E saranno bellissime ma diverse.

Quindi devo ringraziare proprio dal cuore Manuel per avermi fatto vivere di nuovo, e spero non finisca mai proprio questa sensazione.

E me la porto dentro, persino a recensione finita, quanto tutto si acquieterà e il mio cuore troverà forse riposo.

O forse no, il portatore di sogni busserà alla mia porta e mi chiederà di affrontare con lui le mille difficoltà della crescita.

Perché non si cresce mai davvero sapete?

C’è sempre un demone da sconfigger,e una verità da rivelare, o un cattivo da guarda negli occhi senza lasciarsi sedurre dal vuoto che essi sprigionano.

E cosi siamo un po’ tutti portatori.

Con una missione elargita da chissà quale strano demiurgo, e cosi incapaci di sentirsi degni.

Ci guardiamo intorno con lo stesso stupore e la stessa fragilità di Donald. Magari viviamo vite a metà, insoddisfacenti, sempre in cerca di quel qualcosa che ci faccia vibrare l’anima.

Una vita monotona, tranquilla ma senza slanci.

Senza emozioni e senza tante vittorie.

Poi magari una coincidenza arriva, un lascito o un caso e tutte la carte, conosciute e monotone sono mescolate.

Finalmente è il momento in cui la vita inizia.

Piena di contraddizioni, do percoli, di nuovi amici e perché no rivelandosi molto più complessa di quella che vivevamo prima.

Quando era tutto concetto sicuro, certo delineato.

E l’apparenza non era altro che un astratto ideale tanto dichiarato ma poco compreso.

Eppure…proprio chi diviene il portatore dell’energia suprema il sogno che contiene in se futuro presente e passato sa come il male è un fondo bene e il bene è n fondo il male.

E scopre che la fantascienza è realtà.

Che possiamo passare da una dimensione all’altra.

Che possiamo conoscere realtà

Che in fondo sono porta di noi, delle mille infinite possibilità che qualcuno ci ha regalato.

Mentre noi continuiamo a essere incatenati a una piccolezza che non ci appartiene.

Ecco questo libro oltre a avvincere, emozionare, far sussultare contiene quel seme di strana libertà, quella che si prova di fonte a un infinito che distende le sue sinuose spire davanti a noi.

In fondo se per queste emozioni l’universo ci chiede in cambio soltanto la perdita di un po’ di ingenuità per poter divenire eroe della nostra storia è ben poca cosa.

Un libro dal ritmo serrato e dalle note dolci seppur speziate vi accompagnerà nel viaggio migliore che possiate fare.

Dentro voi stessi.

Bravo Manuel.

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