“Polvere Z” di Roberto Risso, Delos Digital. A cura di Chiara Monina

Un romanzo breve, ambientato in una Torino del 2032,dove regna sovrana una crisi economica con conseguente malnutrizione dei cittadini.
Attorno ad un tavolo troviamo un dottore, un generale ed una deputata che discutono su come arginare questa crisi apocalittica.
L’unica soluzione possibile sembra essere dare ai cittadini una polvere nutriente, con all’interno proteine ,vitamine, chilocalorie, sali minerali ma allo stesso tempo anche sostanze allucinogene.
Il generale De Marco è diffidente : ci saranno troppi allucinogeni dentro?

Gli effetti collaterali sono stati testati abbastanza?
Si seguono le direttive ma queste domande rimangono sospese nell’aria; da una parte si cerca di prevenire la morte per migliaia di persone, dall’altra le stesse persone, però, vengono utilizzate come cavie umane.
Solo un motto riecheggia :

“L’unica guerra che dobbiamo vincere è quella contro la fame”.


La polvere verrà consegnata a domicilio, con istruzioni ben precise, partendo da un quartiere molto popoloso e circoscritto.
Sarà compito dell’esercito monitorare questo primo stadio e se qualcosa dovesse non andare bene durante questa fase sperimentale, è assicurato anche l’uso di armi qualora la situazione dovesse degenerare :

“Fuoco a vista”.

Il generale è afflitto da questa decisione, ha dei dubbi al riguardo ma esegue gli ordini fino alla fine del libro, provando ed è l’unico, a mettersi nei panni di coloro che potrebbero subire le conseguenze dolorose di queste scelte arrivate dall’alto.
Fabio Martinelli e Santina la portinaia sono alcuni dei protagonisti di questo affresco apocalittico, che vedrà coinvolti anche la moglie ed il figlio di Fabio e la figlia di Santina.
Fabio scoprirà cosa significa uccidere per la fame di coloro che amiamo, una scena straziante e poi vedrà la sua famiglia subire le conseguenze provocate all’assunzione della polvere; una scena cruda ma descritta in maniera molto realistica.
La polvere assunta porta coloro che l’hanno presa, prima ad uno stato di euforia e forza e poi al cannibalismo tra loro o ad un sorta di allucinazioni, non riconoscendo più la realtà.


“Ora ci portano all’ospedale, ci curano…E gli altri? Chi li cura gli altri? Nessuno rispose”.


I tiratori scelti sanno cosa devono fare ma alcuni di loro si domandano quale sia la differenza tra queste azioni e quelle che compiono durante una missione di guerra.
In questa situazione sembra più strano solo perché si spara sui propri concittadini ma non siamo tutti cittadini ed esseri umani allo stesso modo, quando ci viene chiesto di puntare un’arma contro un altro essere umano?
“Hanno ragione quelli che dicono che l’uomo si adatta a tutto pur di sopravvivere

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