“Costantino Brumidi. Il Michelangelo degli Stati uniti” di Guglielmo Mariani, Bre edizioni. A cura di Patrizia Baglioni

Termino questo testo con un certo stupore e dire che di solito il mondo dell’arte mi è conosciuto, eppure il nome Costantino Brumidi detto “Il Michelangelo degli Stati Uniti”, non lo avevo mai sentito.
Il romanzo che ricostruisce la sua vita è in realtà un dialogo tra il vecchio pittore e un giovane giornalista curioso di capire cosa ha spinto Brumidi a trasferirsi in America.
L’artista inizia così a raccontarsi a partire dall’infanzia e dalla predisposizione al disegno, subito riconosciuta dai genitori e stimolata con le scuole d’arte.
L’ambiente artistico romano non può che stimolarlo, allievo di Canova si specializza nello stile neoclassico che in seguito farà conoscere anche agli Stati Uniti.
La fuga da Roma però è dovuta, dopo aver aderito per un breve periodo alla Repubblica Romana, viene accusato e incarcerato, l’unica via sicura per sopravvivere e lavorare sembra l’esilio e allora non resta che sfidare il futuro.
Brumidi parte senza sapere cosa lo aspetta e resta folgorato dal nuovo continente, immenso negli spazi e ricco di possibilità.
Mentre leggo ripenso alle generazioni di emigranti che cercavano fortuna in America, che avevano negli occhi un sogno da realizzare, ripenso al mio bisnonno diciottenne, solo e povero eppure pieno di coraggio.
Ecco ciò che oggi a noi ricchi di risorse sembra impossibile, a loro sembrava realizzabile nonostante una lingua diversa, le difficoltà economiche e organizzative.
Con Brumidi storia italiana e americana si fondono, egli stesso diventa sintesi di due patrie che lo formano come uomo e artista.
L’artista dopo alcuni lavori in Messico e a New York si fermò a Washington che diventò il luogo della sua realizzazione.
L’”Apoteosi di George Washington” resta ancora oggi una delle opere d’arte più spettacolari dell’arte internazionale e gli valse il soprannome di “Michelangelo degli Stati Uniti”.
Guglielmo Mariani riporta in modo cronologico la vita dell’artista e l’immagine che emerge è quella di un uomo costante nel lavoro, determinato e pieno di passione.
Ciò che mi sorprende è la semplicità dell’uomo a fronte di un talento evidente e riconosciuto e forse lo scopo del libro era anche questo: avvicinare un artista che ci appare tanto lontano.
Interessanti anche le immagini che accompagnano le pagine scritte e che aiutano il lettore a ricostruire la vita e le opere di Costantino Brumidi, creando un connubio tra letteratura e arte estremamente valido e avvincente.

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