“Chi ha i piedi cade” di Peppe Leonardo Gallato, Eretica edizioni. A cura di Patrizia Baglioni

Sono giorni difficili, di preoccupazioni e stravolgimenti più grandi di noi, si parla di pandemie, guerre, e le emozioni che percepisco sono rabbia, frustrazione, avvilimento.

Navigo nella burrasca degli eventi, mi aggancio alle notizie, cerco di capire e poi rinuncio, ho bisogno di aria, di riflessione, ho bisogno di tornare alle radici, così incontro Peppe Leonardo Gallato.

L’autore scrive della sua terra, la Sicilia, e dell’amore che lo lega con nostalgia alla casa, ai familiari e al mare.

Un mare agitato dalle violenze, dai viaggi di disperazione dei migranti, un mare pieno di speranza e amarezza, “un mare sulla via di ritorno/no, non è consolazione.”

Cosa resta? Il verso, la poesia, la possibilità di esprimersi senza dire troppo, di lasciar trasparire, e soprattutto di abbandonarsi senza schermi alla parola che ci accoglie nuda.

Questo rincorrersi di versi

sempre gli stessi

le rime che spuntano

da sole, i giochi di parole

A che vale questa speranza riposta

nella metrica, tutto questo scherzare

così serio, cercare una risposta

alla vita tra le pause e i silenzi?

Muta grida sempre la poesia.

Nuda ci accoglie

È un incontro significativo quello con la poesia, mi estrania dal mondo e me lo fa comprendere con più efficacia, non so come faccia, arriva al centro dei sentimenti scansando ciò che è apparenza, distrazione, obiettivi fatui, smanie di protagonismo.

Resta l’essenza, una pioggia sottile “così morbida, non puoi confonderci le lacrime…” e ricordiamo che “esistiamo solo negli altri”.

Gallato alterna il verso in siciliano debitamente tradotto e quello in italiano, in entrambi mantiene inalterata la forza espressiva, la musicalità e il trasporto che coinvolge il lettore.

A volte le emozioni si vivono, a volte si ricordano, la poesia ha la forza di farle emergere e farcele assaporare.

Il loro gusto è unico, perché è singolare, nostro, intimo e intraducibile.

Non resta che dire grazie ai poeti e alle case editrici coraggiose come Eretica che porta avanti da sempre il baluardo della poesia.

Ti ricordi le serate d’ottobre

col primo fresco invernale

in vie inutili di Roma

lontani dai turisti, dai posti

più blasonati? Ti ricordiamole nostre chiacchierate sul niente

per conoscerci – ma cosa vuoi conoscere

da parole scelte con la cura

di non sbagliare…

Già allora pensavo che se avesse dovuto finire

tutto quell’amore, lo avrei ritrovato

così, oggi, tra quel selciato.

…………

Piove.

E ricordate di non aver paura: delle parole, del futuro, dei cambiamenti, perché CHI HA I PIEDI CADE, è normale.

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