“Apparizioni pericolose” di Daniele Cambiaso E Rino Casazza, Golem edizioni. A cura di Gaia Puccinelli

Bergamo, maggio 1944

La vita cittadina, già sconvolta dagli eventi che hanno a che fare con la guerra, viene messa in subbuglio da particolari apparizioni che si svolgono nei dintorni della città.

Una bambina: Adelaide Roncalli, afferma di aver visto la Madonna e che quest’ultima le abbia detto che sarebbe tornata a conversare con lei ancora, per altre dodici volte, tramite visioni che sembrano riportare messaggi importanti per la vita della piccola, ma non solo; potrebbero avere un significato anche per le sorti dell’intera Nazione e del suo coinvolgimento nella guerra.

Come se non bastasse, nella notte vengono uccisi un sacerdote militante e un militare tedesco, preannunciando un caso per niente facile da risolvere.

Le indagini vengono affidate al commissario Solari, dal carattere un po’ burbero e impulsivo, ma capace di destreggiarsi tra la fitta rete misteriosa con coraggio e impegno.

Ovviamente la morte di un militare tedesco porta sulla scacchiera un altro giocatore importante: il colonnello Weiss, intransigente e irremovibile, quanto astuto e abile nelle indagini.

I due funzionari giocano la partita contro il colpevole a tratti fiancheggiandosi, a tratti sospettando l’uno dell’altro, muovendosi in autonomia per sorprendersi a vicenda con le mani nel fango.

Dandoci effettivamente uno scorcio di quello che doveva essere il clima alle porte della fine del conflitto tra Repubblichini e gli alleati tedeschi, un clima di tensione, di sospetto, ma ancora non evidente, un sospetto che striscia tra le linee intaccando le relazioni, facendo dubitare gli uomini di quale sia il giusto e lo sbagliato.

Il genere del noir storico è trattato dai due autori con sapiente maestria, alternando momenti di alta tensione, pragmatici, fatti di inseguimenti e azione, con protagonista il commissario e i suoi uomini, a momenti mistici che potremmo definire lirico-popolari portati avanti dalla giovane protetta di Maria che ci fanno interrogare, oggi più che mai, sul significato profondo della fratellanza umana, con le parole della madre di Cristo che invitano alla pace, alla ricerca dentro di noi di quel briciolo di umanità che ci rimane per fermare una guerra.

I personaggi sono un carosello di caratteri tutti diversi uno dall’altro, mettono in scena la più verosimile delle varietà umane.

Ognuno ha pregi e difetti, nessuno è perfetto, mentono, calcolano e cercano di capirci qualcosa come meglio possono in un mondo a gambe all’aria. Le uniche scintille di purezza sono rappresentate dai bambini, Adelaide, la piccola veggente con il suo messaggio divino e Felice, il figlio di Solari, sordomuto che forse proprio grazie a questa sua menomazione riesce a mantenersi integro dagli input orribili proveniente da ciò che lo circonda.

Infine, uno sguardo ai due personaggi femminili, Carla e Corinne, passato e presente del commissario Solari, due facce della stessa medaglia, indipendenti e forti, capaci di affrontare la guerra a testa alta con le conseguenze che comporterà per loro e per chi amano. Una incentrata sulla carriera e l’altra sul suo ruolo di madre saranno fondamentali per permettere a Solari di trovare l’equilibrio che gli manca per poter risolvere il caso.

Gaia Puccinelli.

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