“Ineffabile mutazione” di Roberto Crinò, Ensemble. A cura di Patrizia Baglioni

Partiamo dal titolo: “Ineffabile Mutazione”, a cosa si riferisce il poeta?

A tutti e a tutto, citare Eraclito e dire che Tutto scorre sarebbe in questo caso adeguato ma non basterebbe a spiegare le intenzioni di Roberto Crinò, che attraverso i versi, non descrive solo un momento di cambiamento, ma una curvatura dell’anima.

La vita ci cambia, in un giorno esperiamo stati d’animo, esperienze, incontri, relazioni; gli attimi quotidiani si sommano e nella nostra esistenza sperimentiamo cambiamenti talvolta radicali.

Ed ecco che insieme al poeta entriamo in questa sfera psichedelica della mutevolezza, accecati dal continuo tramestio delle parole a volte entriamo in confusione, perdiamo le coordinate di riferimento e l’unica certezza è che “niente può mutare eccetto la mutevolezza”.

Il percorso come sempre parte dall’anima, la poesia non è un linguaggio casuale, necessita di strumenti specifici e il contatto con l’interiorità è uno di questi.

Check Point

L’anima ha una linea di confine,

una linea di demarcazione,

una frontiera che non può

essere oltrepassata a piacimento,

perché essa non è terra di conquista.

Nessun’anima è suolo di calpestìo

per saccheggiatori e vandali

e non è colonia di eserciti

dalle scintillanti fallaci armature.

Si passa solo con trattati di pace.

Sì, “si passa solo con trattati di pace”, trattengo il verso per qualche istante in mente, lo assaporo in tutte le sue sfumature e già qualcosa muta in me, ecco che la poesia adempie alla sua azione di scavo, procede verticalmente verso la profondità della mia coscienza e smuove ricordi, detriti, sentimenti.

Crinò provoca e con i versi spesso insiste ricordandoci che “c’è stato un tempo” e la nostalgia crea una scia di demarcazione tra presente e passato, tra rimpianto e speranza, in cui fulgida risplende una “luce nel buio”.

La mutevolezza agisce rapida e scorro i versi, alla ricerca di un riconoscimento che il poeta mi offre generoso.

Leggo e risuonano i significati, li afferro con l’anima piena di meraviglia, sorpresa che qualcuno possa percepire le mie stesse prospettive.

LA PROSPETTIVA DELLE COSE

Oggi ho deciso che cambio

la prospettiva delle cose

ho dato per scontato

ciò che costava caro

La mano che mi teneva

era lama affilata

un sole nero che

oscurava i passi di domani

Oggi ho scelto di vedere

la prospettiva delle cose

scambiando il capo con la coda

ho dato via sogni scaduti

Gli occhi del mio futuro

mi sorridono ogni giorno

non hanno paura se

il mio cuore non è angusto

La prospettiva delle cose

cambia sempre

per restare in vita

per sentire ancora

il canto del mondo!

Ed eccolo il mondo che irrompe con la sua bellezza ed eleganza, con le notti feroci e i ritorni pieni di malinconia alla casa natia, e l’amore sempre vivo, presente, coraggioso, perché “L’amore richiede coraggio / visione a lungo raggio / non è fedeltà a un miraggio / ma risoluto abbrivo e allunaggio.”

Il poeta mi ammalia e io lo seguo tra le sue riflessioni, i versi liberi sciolgono i nodi delle mie sofferenze, ne approfitto per pensare, per rifugiarmi nell’intimità dell’anima che come sempre mi accoglie ospitale.

Arrivo alla fine della lettura con una consapevolezza mutata, nuova e sì lo ammetto rigenerata, quasi invincibile: “invincibili / i sognatori, i poeti, i filosofi / grazie a loro abbiamo / la luce, la parola, il pensiero.”

Grazie a Roberto Crinò che con “Ineffabile mutazione” mi ha riportato alla bellezza delle cose, al sogno e alla speranza, ne avevo bisogno.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...