“Il linguaggio dell’incertezza. Attraverso la traduzione del film” di Irene La Preziosa, Aproema edizioni. A cura di Patrizia Baglioni

Il LINGUAGGIO DELL’INCERTEZZA di Irene La Preziosa si rivela un saggio molto interessante; il tema dell’incertezza si esplica attraverso tre piani; quello relativo al linguaggio come strumento di comunicazione, quello rappresentato dal film Benjamin e quello relativo all’atto della traduzione.

Partiamo da quest’ultimo.

Irene La Preziosa con questo lavoro originale ci mostra come la traslazione da una lingua all’altra preveda un’insicurezza di fondo, non sempre infatti le lingue combaciano, i modi di dire, le regole grammaticali e gli intermezzi del dialogo diretto, prevedono un’interpretazione del testo.

L’espressione linguistica risente infatti dell’ambientazione, del periodo storico e, nel caso di un film, dello stato d’animo dei protagonisti.

Per effettuare un’opera di traduzione oltre che corretta, completa, che rispetti l’intento dell’autore, è quindi necessario capire, entrare in empatia con il testo e sperimentare e l’autrice ci spiega la modalità corretta.

“Benjamin” è un film del 2018 diretto da Simon Amstell ed interpretato da Colin Morgan, distribuito nei cinema inglesi nel 2019 e mai arrivato in Italia, eppure il suo potenziale, in relazione al linguaggio dell’incertezza, è altissimo.

L’autrice traduce i dialoghi del film e i messaggi che arrivano mettono in evidenza la difficoltà di esprimersi di Benjamin, regista in crisi sia dal punto di vista professionale che personale.

Dopo il successo del suo ultimo film, Benjamin vive con apprensione l’uscita della sua nuova opera, torna continuamente sulle sue scelte e alla prima proiezione paga il prezzo della sua indecisione.

Anche dal punto di vista sentimentale Benjamin non sa moderare la sua ansia, mette continuamente in dubbio le intenzioni della coppia creando un clima di sfiducia.

Interessante a tal proposito l’analisi linguistica effettuata nel saggio dove il protagonista si esprime con frasi tronche, sospensioni frequenti e messaggi ambigui.

I dialoghi a tal proposito mancano totalmente di decisione ed equilibrio.

Benjamin inoltre, proprio a causa di questo modus operandi, si lascia trasportare da chi è più determinato e resta implicato in situazioni che lo mettono ulteriormente a disagio.

Il linguaggio dell’incertezza è esaminato in ogni sua sfumatura all’interno di una ricerca comunicativa che riporta al quotidiano.

Ogni individuo sperimenta inavvertitamente una capacità espressiva verbale e non verbale, il corpo a volte esprime più della voce, insieme le due forze di comunicazione costruiscono un’immagine definita di noi.

Questo saggio ci insegna a riconoscere la cifra dell’indecisione nell’altro e in noi stessi e di conseguenza, per antinomia, quella della fermezza e della comprensibilità.

Un lavoro interessante, scritto con linearità e linguaggio semplice, scorrevole, accessibile agli addetti ai lavori e non solo.

Perché la comunicazione riguarda tutti così come IL LINGUAGGIO DELL’INCERTEZZA.

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