“L’enigma del missionario. Una nuova indagine per il Commissario Nardi” di Jaques Oscar Lufuluabo. A cura di Patrizia Baglioni

“Anche se io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove sono venuto e dove vado. Ma voi non sapete da dove sono venuto né da dove vengo”.

Il Missionario così è chiamato il serial killer che sta scuotendo Roma con atti efferati, ed evoca terrore con i messaggi lasciati sulla scena del crimine che riportano versetti biblici.

Il fatto è che sembra parlare direttamente al Commissario Nardi, perché?

Per spiegare il presente bisogna tornare al passato, Nardi lo sa quando riceve una catenina appartenuta ad Angela Brunetti, figlia della sua ex collega.

Con Teresa Graziani il legame non è solo professionale, troppi ricordi li legano, alcuni Nardi ha provato a dimenticarli, ma questo terribile assassino li sta riportando a galla, sembra sapere tutto.

Il romanzo cambia versante, si muove tra i protagonisti regalandoci più prospettive e così anche Teresa si racconta tra le pagine, la sua è stata un’esistenza complessa, piena di dolori alcuni dei quali si è auto inflitta.

La morte del figlio Piero ha poi segnato anche la fine del suo matrimonio, non poteva essere altrimenti, suo marito non poteva più guardarla negli occhi, perché la colpa era sua e poi anche sua figlia Angela si è allontanata da lei.

A tenerle legate solo quelle foto, una all’anno inviate nella data del suo compleanno, ritraggono sua figlia e poi un bambino, un nipote che la donna non non ha mai conosciuto.

È il modo di Angela di farla soffrire, di farle scontare le sue colpe.

Ma non basta, il Missionario vuole vederla tormentarsi, tutto il suo piano è orientato ad infliggerle dolore, strazio infinito e rendere la sua vita insopportabile.

Un thriller costruito secondo uno schema perfetto, che tiene attaccato il lettore alle pagine fino all’epilogo inaspettato.

I personaggi sono ben delineati, così come l’ambiente romano riconoscibile e affascinante.

Nardi è un commissario credibile, professionale e profondamente umano, si affida all’esperienza così come all’intuito e si scopre nelle sue fragilità.

Il Missionario continua a seminare enigmi, il suo folle piano segue uno schema preciso che illustra a se stesso e al lettore, e poi confonde le acque, si diverte a disorientare Nardi, lo fa cadere nei suoi tranelli.

JACQUES OSCAR LUFULUABO mostra una tecnica narrativa straordinaria, crea un’atmosfera di suspense e soprattutto si dimostra esperto sulle procedure investigative, la trama è costruita con perizia e attenzione, nessun dettaglio è lasciato al caso e il risultato è un libro coinvolgente, che trascina.

Nel testo molte sono le tematiche: il vizio del gioco, il legame tra colleghi, le relazioni familiari, ma più di altre la sensazione che emerge è quella dell’incapacità dei protagonisti di reagire, di uscire dal proprio stato di afflizione.

“Per assurdo, anche la sconfitta ha assunto uno scopo preciso nel suo mondo malato. Perché vincere – nel senso vero del termine – significherebbe dover cambiare”.

Solo il Missionario mostra una determinazione forte e lo dimostrerà fino alla fine.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...