“Mai dire…Amore” di Aurelio Mandraffino, Believe Edizioni. A cura di Chiara Monina.

Il titolo di questa raccolta di poesie esplicita subito l’intento originale ed accattivante dell’autore.
Sono poesie che parlano d’amore, trasudano amore pur non scrivendo mai questa parola in nessuna di esse, ma questo sentimento si percepisce in ogni parola, in ogni verso.
L’autore ci dice che non c’è una motivazione precisa ma che essendo un sentimento così vasto e complesso, cerca di descriverlo secondo il suo punto di vista utilizzando altre parole; solo nella prefazione viene scritta la parola amore.
E’ un sentimento di cui non possiamo fare a meno, a cui non possiamo sottrarci a nostro piacimento e per questo impossibile da catalogare.
Quanti tipi di amori esistono, infiniti direi, per ognuno c’è una parola, una frase, che può descriverlo e raccontarlo.
E’ una parola che possiamo dire molte volte al giorno, le affidiamo vari significati e la utilizziamo per svariati motivi, ma ci rendiamo conto, davvero, di cosa questo implica?
Se lo chiede anche l’autore che preferisce non scriverla tra le righe ma lasciar interpretare al lettore che cosa suscitano in lui i suoi versi.
E’ una parola ed un sentimento potente, che muove le nostre azioni, le nostre emozioni, si fanno battaglie in suo nome ma senza resteremo immobili, inermi e vuoti.
Ognuno di noi si esprime attraverso l’amore, compiendo azioni verso un altro da noi.
Ci fanno scrivere d’amore le storie belle, che ci fanno battere il cuore e che ci rendono felici ma forse di più quelle tristi, senza lieto fine.

“Ho combattuto contro un drago per riuscire a starti accanto,

ho solcato mari e laghi segreti per cercarti,

ho sacrificato il mio tempo per trovarti.
Ora sei qui, di fronte a me

e dopo tutto questo tempo

e dopo tutta questa fatica non ci sei mai stata”.


Quelle storie sospese o mai iniziate riescono a tirare fuori le nostre consapevolezze più nascoste, attraverso coloro che non ci amano, che non ci ricambiano, o coloro che neanche conoscono e mai sapranno dei nostri sentimenti.

“E’ stato il momento più bello
quando non sono arrivato in tempo
e le porte della metro si sono chiuse.
Quando è partita,
ti ho vista.
Non era previsto
e mi ha riempito la giornata
di voglia di camminare
a piedi nudi sull’asfalto”.


L’autore ha fatto una scelta originale e attraverso altre note e verbi ci ha fatto respirare l’amore in tutte le sue sfumature.

“ Per te mi sacrificherei
e per una volta sarei disposto a vivere”


Sono le storie mai iniziate, fatte di attimi, quelle che ci provocano un sussulto nel cuore ed attraverso le quali ci possiamo riconoscere.

“Sono stato in un museo
e ho visto la gioconda,
non mi è piaciuta;
ho visto il bacio di Hayez,
non mi è piaciuto;
ho visto i girasoli di Van Gogh,
non mi sono piaciuti;
ti ho vista in coda
mentre goffa
riprendevi le chiavi
che ti erano cadute,
il più bel quadro della mia vita
dopo la Guernica”.


Quando ci innamoriamo, pensiamo sempre alla persona amata, all’inizio invade tutto il nostro quotidiano e seppur andiamo avanti con la nostra vita, il pensiero ritorna a lei o a lui
continuamente.

Centoquarantadue
le volte che ti ho pensato oggi,
trecentodue
le volte che ho promesso di dimenticarti.
Dovrei tenermi occupato,
ma quando aspetto che l’acqua si riscaldi,
quando ho finito di lavarmi i denti,
quando il bagno è occupato,
quando vado a buttare la spazzatura,
arriva Baudelaire
con i suoi fiori del male”.


Ci sono, poi, momenti più cupi, più negativi, che ci fanno riflettere, dove ci sentiamo più soli
ma allo stesso tempo diveniamo coscienti di poterci trovare tutti nella stessa situazione, con amori non destinati a noi.

“C’è chi muore solo,
è così;
c’è chi vive tutta la vita solo,
è così.
Siamo tanti al mondo,
tutti completamente non complementari,
perlomeno…”


Ed infine ci sono gli amori sfuggenti, che forse avrebbero potuto ma che non sono stati, per varie circostanze, come la mancanza di coraggio o semplicemente per destino.


“Lento scorre il tempo
non ti sei mai avvicinata.
E non ti sei allontanata.
Stesso posto di un anno fa
sul marciapiede opposto,
alla fermata del bus.
Ti vedo chiaramente
e non ci sono strisce.
Ho urlato
ma i clacson sono più forti.
Pochissime volte eravamo soli,
ma hai aspettato troppo
e sei andata a piedi.
E’ meglio così.
All’improvviso ti giri
e le macchine mi travolgono,
coriandoli rallegrano la tua strada.”

Lasciatevi trasportare dalla poesia che un è soffio vitale, ci può donare molto più di ciò che crediamo e ci può confortare quando ci sentiamo soli, tristi, spaventati o arrabbiati.

Buona lettura poetica

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