“Versi sciolti nel caffè” di Valentina Mannocci, Eretica Edizioni. A cura di Patrizia Baglioni

Un seme nel cuore è la vostra esistenza

Soffione d’amore e soffio d’amarezza

Un sentimento il mio che è radicato

eppure ha in sorte di essere alato”

Ha inizio così questa raccolta di poesie di Valentina Mannocci, con un sentimento che ha in sorte di essere alato, e mentre scorro le pagine esso mi arriva diretto.

I componimenti a verso libero, spesso brevi sono fugaci illuminazioni dell’anima, mi raggiungono immagini scarne e potenti, pregne di significato.

Resto con gli occhi spalancati di fronte a “l’alba nella malizia d’uno sguardo vagante” e sorrido al modo in cui “camminerò con te”.

Non posso resistere, mi scopro affine alla poetessa e mi allineo al suo sentire, anche io ho “occhi curiosi”, verdi per di più, e come lei osservo il mondo con piena meraviglia.

L’espressione in versi di Valentina Mannocci è calzante, mai fuori luogo, ci restituisce in modo spontaneo il suo sguardo che si sofferma su orizzonti, più spesso sulla natura e le sensazioni che essa evoca.

I colori, i sottili riferimenti al teatro e alla pittura, si ritrovano tutti nel grande bacino dell’arte, ogni poesia infatti ci riserva un godimento non solo momentaneo, i versi continuano a risuonare nella mente e l’immagine da loro creata viene interiorizzata.

L’arte ha questo potere: attivare un cambiamento non solo esteriore, ma interiore.

Stasera attendo la luna e so che la guarderò in modo diverso, lo so.

ATTENDO LA LUNA

Che scenda la luna

e batta nel mio petto

Solitaria mi affermo

su strade e ruscelli

tra malinconici massi

Dico “sì” al mio passato

ma il pensiero trema

Indosso una maschera

di nuvole e dico “sì”

mentre lacrima il cuore

Che scenda la luna

a dar senso al presente

illumini l’anima

affinché conosca

ciò che non vuol conoscere

Illumini il tempo e la vendetta

il dolore e l’anestetico

Renda dionisiaca la notte

Che sia la luna spettatrice

della mia essenza tragica

In punta di piedi

cerco di uscire di scena

ma fuori non c’è che morte

Le tematiche della raccolta continuano ad incontrare il mio favore, si esamina “Il mio istinto materno”, si toccano i temi sociali della disoccupazione e della povertà, si scende nelle fragilità dell’essere umano e si scandagliano le profondità dei suoi malesseri.

Lo sguardo è sempre autentico, misurato e la voce della poetessa si rende riconoscibile tra tante.

Il mare torna spesso come immagine potente, evocativa per chi lo fugge e per chi lo accoglie, impossibile per la poetessa sottrarsi alla sua sensibilità, gli eventi che la circondano la toccano, la immobilizzano in un pensiero che lei restituisce in versi e passione.

ACCENDO DUE CANDELE

Una per la Vittoria della vita

una per l’inevitabile sortita

Ed io torno a bruciare

torno a sentir la pelle

Grazie a Valentina Mannocci per questi “Versi sciolti nel caffè”, che hanno il dono di risvegliare le coscienze e di riportarci a contatto con il nostro Io, e grazie come sempre a Eretica edizioni che con coraggio sfida il mondo editoriale con i Quaderni di poesia.

Continuo a ripetere e ribadire che della poesia abbiamo bisogno, come la mano di una madre buona essa ci accarezza e ci cura.

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