“La banda dell’ape cross” di Patrizia Baglioni,La Ruota Edizioni. A cura diChiara Monina.

Questo è il secondo capitolo della serie dedicata a Romeo Falco, Ispettore a capo della Squadra Anticrimine di Fermo; lo ritroviamo nel suo primo giorno di ferie, demoralizzato per aver dovuto interrompere il suo riposo per iniziare una nuova indagine e a causa delle promesse infrante di una donna.


“Era perso tra le sue colline in una insolita battuta di caccia”.


Romeo Falco mi è piaciuto fin da subito, fin dal primo libro, con questo carattere spigoloso, schivo verso il mondo, solo in apparenza, perché poi riesce a notare, nelle altre persone, sfumature che altri non colgono.
Particolari che rimarrebbero sepolti, nascosti e che lo portano a risolvere il caso di cui si sta occupando.
Come scrive l’autrice “con la sua involontaria simpatia”, perché Falco non vuole apparire simpatico, non è proprio interessato a piacere, però ci riesce benissimo.
Il segreto della sua popolarità, sta proprio in questo suo non voler piacere a tutti, non voler mettersi in mostra a tutti i costi.
Colpisce per i suoi modi bruschi, distaccati e schietti ma anche empatici e solidali quando vuole e che gli tornano necessari per la causa a cui si sta dedicando.
Non è una personalità che vi lascerà indifferenti, potrebbe non piacervi, quasi certamente si ma in qualsiasi caso susciterà in voi emozioni e sentimenti.
In questo secondo capitolo, si prosegue la scoperta della sua personalità, lasciando però delle zone d’ombra che rendono più interessante la sua figura; questa modalità mi piace molto.


“La gioia era questa: due cani a fine giornata che sbavavano sulla tua camicia
sudata…li tenne stretti per sentire pulsare dentro quella fiducia senza appello e quell’affiatamento che solo gli animali domestici sanno trasmettere”.


C’è suor Letizia, porto sicuro per il nostro Ispettore e suo amore di gioventù, ora legati da un sentimento fraterno.
L’unica che riesca a confortarlo nei momenti cupi, quando si sente confuso sia nel lavoro che nella vita privata e non trova il modo di ripartire.


Letizia aveva la capacità di dargli ogni volta nuova fiducia in se stesso e, soprattutto, negli uomini. In questo stato d’animo sarebbe stato capace di sovvertire mari e monti”.


Ritroviamo Vittorio Tasca, il suo vice, molto più attivo e pratico in questa vicenda, che ruota attorno ad un gruppo di adolescenti che frequentano il Liceo Classico “Giacomo Leopardi” di Fermo.
Fermo è una provincia della regione Marche, che è anche la mia regione, quindi questo libro mi fa sentire a casa, anche se non è ambientato nella mia città, conosco questi luoghi fin da piccola, avendo dei parenti che abitano questa zona.
Tornando alla personalità di Falco posso aggiungere che ha una memoria di ferro, si ricorda tutto e che da sempre predilige il ragionamento scientifico; altre caratteristiche peculiari che lo aiuteranno nel risolvere il suo caso.
E’ più corretto scrivere casi, invece di caso, in quanto accadono diversi eventi misteriosi e seguendo la pista per un avvenimento ne esce fuori un altro e si scoprono nuove cose, come una catena o una piramide.
La trama inizia da alcuni strani rapimenti di ragazze come Anna Forti e Sara Calabresi effettuati con un’ape cross, passando attraverso una piccola rimessa.
E poi ancora un altro rapimento che sembra simile ma non lo è, quello di Veronica Rinaldi.
Si inizia ad indagare su una pista e gli elementi che vengono scoperti, portano ad altri enigmi da risolvere, apparentemente non collegati tra loro e che complicano le indagini dell’ispettore e della sua squadra.


“…si sentiva fragile e inadeguato persino nel suo lavoro…Doveva solo distruggere e ricostruire, distruggere e ricostruire”.


Una trama fitta, con una scrittura scorrevole e piacevole, ben calibrata tra un romanzo giallo, con tutti gli elementi che lo caratterizzano e le parti descrittive che lasciano intravedere la sfera affettiva dell’animo umano dei vari personaggi.
Da una parte c’è un mistero da risolvere, scoprire chi sono coloro che fanno parte della banda dell’ape cross e dall’altro ci sono un gruppo di adolescenti annoiati dalla vita quotidiana.
Questi ragazzi attraversano un’età di cambiamenti importanti, soprattutto quello del passaggio all’età adulta ma che spesso lo devono fare da soli, senza un sostegno concreto di vicinanza e fiducia da parte del mondo degli adulti.
Gli adulti si rispecchiano nella famiglia e nei professori, che si fermano, purtroppo, all’importanza dell’apparenza e della forma, tralasciando la sostanza; questa è una piaga dei nostri tempi moderni.
L’autrice, innesca in maniera magistrale questo connubio tra giallo e realtà sociale, essendo lei stessa un’insegnante e vivendo tra i ragazzi tutti i giorni.
Da una parte abbiamo famiglie influenti e benestanti per cui l’apparire è più importante dell’essere, così che i figli si sentano liberi di compiere qualsiasi azione, tanto poi verranno spalleggiati dagli stessi genitori; come le famiglie di Alessio Mancini e Davide Minnetti.


“In classe ci sono il figlio di Minnetti, il deputato, e dell’assessore Mancini: due
discoli, sono arroganti, rispondono agli insegnanti e a volte si tirano dietro anche gli altri alunni”.


Dall’altro lato abbiamo famiglie che cercano di trasmettere i valori importanti ai propri figli, hanno maggiori aspettative verso questi, però, cercano di non negare loro nulla (uscite, compagnie da frequentare) anche se economicamente non riescono ad eguagliare le altre; come la famiglia di Sara Calabresi.
Si creano situazioni dove abbiamo ragazzi che vengono coperti per ciò che fanno da coloro che invece dovrebbero dare loro un insegnamento; quindi non hanno un senso del limite ed hanno un senso distorto della realtà.
Quando non si ha una guida certa che ti allontani dalla solitudine emotiva, si ricerca nel branco e nel gruppo quelle certezze che vengono meno dal mondo adulto; in questo modo si sente di appartenere a qualcosa.


“Romeo pensò che le nuove generazioni sembravano già saper stare al mondo,
modulando i propri comportamenti in modo confacente alla situazione…dal loro volto si capiva che avevano pianto, ma l’unico segnale di insicurezza era dato dal movimento nervoso delle mani che si aggrappavano l’una all’altra”.


Questo li porterà a compiere azioni confuse, violente che si ripercuoteranno anche su loro stessi; il poco rispetto verso gli altri, in realtà è anche un non rispettare noi stessi.


“Voglio una vita spericolata, voglio una vita come quella dei film”.

Diventare adulti comporta delle responsabilità, crescere significa che per ogni nostra scelta fatta ed azione compiuta ci sono delle conseguenze.
Accanto a questi adolescenti, troviamo adulti irrisolti e frustrati dalla vita che compiranno azioni molto più condannabili.
La piaga della violenza sulle donne è presente anche qui e come società, mediante una corretta educazione bisognerebbe cercare di estirparla come l’erba cattiva, affinché non venga più utilizzata come sopruso e come vendetta per le offese subite o arrecate.
Romeo Falco sarà l’adulto che dovrà conquistare la fiducia di questi ragazzi adolescenti per arrivare alle verità celate di queste vicende, con intelligenza ed astuzia.

“Come nelle battute di caccia, le prede dovevano essere aggirate e braccate”.

Le emozioni sono la chiave, attraverso cui l’autrice, mette in scena gli avvenimenti della vicenda, mediante le quali, l’Ispettore Romeo Falco,stabilisce i contatti con i vari personaggi.
Nelle sue indagini riesce a mettere molto più cuore di quel che ci vuol far credere e mostrare.


“Forse non sarebbe mai diventato un grande Commissario di Polizia, ma gli piaceva pensare che, più che per la gloria, lui lavorava per le persone, sempre”.


Questo libro è stato scritto da Patrizia, prima cara compagna di università ed ora amica dalla mente e cuore affini, con cui dialogare e confrontarmi dai libri alla filosofia e mio tramite con il blog, grazie alla quale oggi posso scrivere anche questa recensione.
Ho deciso di scrivere queste righe al termine del mio scritto, perché non voglio che chi legga pensi che sia stata influenzata dalla mia amicizia con lei.
Questo è davvero un bel libro e lei è davvero brava, anche se per me fosse stata una sconosciuta.
Buona lettura in compagnia di Romeo Falco!…Aspettando la cucchiara …

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