“Libera la tua voce” di Febe Giorgi, DeA Planeta. A cura di Patrizia Baglioni

Vera è una ragazza come tutte le altre, frequenta l’ultimo anno della scuola media e ha due amici da cui nessuno potrà mai separarla.

Vera è una ragazza che vive ogni giorno in uno stato d’angoscia che passa solo quando conta fino a sette e verifica che i flaconcini di suo padre sono tutti al loro posto… e poi i suoi amici si iscriveranno al Liceo Scientifico e lei invece vorrebbe scegliere un’altra scuola.

Qual’è la vera Vera? Entrambe.

Il gioco di parole non è casuale, ogni passaggio di questo libro ruota attorno alla scoperta dell’autenticità e alla forza di trovare una voce propria, interiorizzarla per poi liberarla con convinzione.

Vera naviga tra le contraddizioni della sua età, vive i conflitti familiari, il confronto con gli amici che stanno crescendo e cerca di capire chi è.

Abituata a giudicare dalle apparenze e a preoccuparsi di esse, quando in classe arriva Luna, di fronte al piercing al sopracciglio e a una brutta storia capitata l’anno prima, Vera come gli altri la giudica una cattiva ragazza.

Ma la cosa non la tocca più di tanto, fin dall’infanzia fa parte di un trio: Brando, Giada e Vera, hanno condiviso tutto, esperienze, difficoltà e risate.

Ci sono sempre l’uno per l’altro nonostante siano diversi, Giada è una campionessa di nuoto, è determinata, esuberante e sempre allegra.

Brando è un appassionato dei social, li studia, li usa e ha creato un suo canale dove pubblica video divertenti facendo il botto di like.

Vera è più discreta, ama leggere e cerca sempre di essere corretta con gli altri, anche se spesso la sua insicurezza non le permette di intervenire con decisione.

E poi le cose sembrano cambiare all’improvviso o sono i ragazzi che non sono più gli stessi?

Ciò che è certo è che tutto è partito da Luna, sarà quell’aria di indifferenza verso il mondo o il modo in cui la guarda dritto negli occhi, che Vera si sente scoperta.

Con lei fingere è impossibile, qualcosa sembra attrarre le due ragazze, che si scoprono simili più di quanto pensavano.

Vivono i problemi dei loro padri caricandoseli sulle spalle e sentendosi colpevoli a posto loro.

Solo che Luna la paura la sfida, Vera invece la subisce, resta schiacciata da essa e non riesce a reagire.

“Una parte di me capiva che, mentre mamma mi aveva insegnato a dare un nome ai miei pensieri, papà cercava di dirmi che potevo fare la stessa cosa con le paure. Chiamarle per nome. Buttarle in mezzo a una conversazione e vedere cosa succedeva.”

Il rapporto tra le due ragazze è conflittuale, instabile perché a traballare è la verità.

” La verità è faticosa. È un filo invisibile che ci lega, mescola le nostre vite e le incasina senza pietà.”

Entrambe fanno fatica a rivelarsi eppure si avvicinano sempre di più, Vera per la prima volta non si sente giudicata e Luna dopo tanto si sente compresa.

La fiducia dona coraggio e proprio quando tutti pensano che Vera come sempre starà al gioco e non dirà la sua, la giovane invece alza la testa pronta a liberare la sua voce.

Un romanzo di formazione vero, realistico, dove emergono i disagi adolescenziali e i problemi sociali odierni.

La scrittura è veloce, agevole, si arriva alla conclusione con rapidità nonostante l’intreccio sia denso e ricco di personaggi.

Le ambientazioni riprendono i luoghi di frequentazione giovanile: il bar, la piscina, la scuola, le case dei ragazzi, tutto risulta convincente, così come il linguaggio dei giovani e le loro abitudini.

Mentre scorro le pagine rifletto sui dettagli: sull’insicurezza di Vera ancorata al giudizio degli amici, al fenomeno del bullismo in relazione ai social e alla possibilità di ridicolizzare gli altri on line, alla fragilità delle figure di riferimento, al fallimento come motivo di depressione o rabbia.

Eppure è solo un romanzo di formazione, una lettura per ragazzi.

Ecco, io ho sempre pensato che i libri non hanno un’età, e che sono per tutti, LIBERA LA TUA VOCE lo dimostra, perché da madre e adulta ho trovato in questo libro molto su cui riflettere.

Vera e Luna possono diventare due buone amiche delle nostre figlie e dare loro un esempio: crescere è un atto di coraggio, una scelta quotidiana, ma alla fine non è poi così male quando si ha accanto una amica vera.

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