“Non ancora” di Cristina Pacinotti, Fandango libri. A cura di Gaia Puccinelli

Maria Fermi che non sta mai ferma” è la protagonista e narratrice di questo romanzo, una narratrice inaffidabile, perché ci mostra il mondo e la sua vita dal suo personale punto di vista, limando e smussando le esperienze per convincerci, ma soprattutto per convincere sé stessa che quello che racconta è lo specchio reale della verità e non una versione purificata ed edulcorata di ciò che è accaduto.

La parentesi di esistenza che ci viene offerta è breve ma densa di avvenimenti e sconvolgimenti non soltanto materiali, ma anche psicologici.

La narratrice/protagonista attraversa esperienze cruciali per la propria crescita personale che la porteranno a poter dialogare meglio con il proprio io.

Maria Fermi è una giovane donna che si trova a Parigi per completare un dottorato in Semiotica grazie ad una borsa di studio che potrebbe metterla in luce con i più grandi accademici dell’epoca.

Ma questo non le basta, non la fa sentire piena, non la fa sentire viva.

Quello che veramente le fa battere il cuore è danzare e affondare le mani nell’esperienza mondana della città.

Così esce, sera dopo sera, da sola o in compagnia e abita la notte o il giorno, cercando di portare a casa il ricordo di qualcosa che valga la pena di essere conservato.

Ha un animo pieno di contraddizioni, prende decisioni che butta al vento un attimo dopo, ma nonostante questo è coerente con la sua essenza; perché lei è così non può far altro che essere libera e quasi intangibile.

Non è però una persona solitaria, anzi tende a creare legami forti, di amicizia, come con Umberto e Laure, ma anche di amore, o presunto tale, e questa è la sua condanna, il suo amore per Marvin, l’unico essere al mondo che è più inafferrabile di lei.

La controparte di quel romanzo rosa che vorrebbe scrivere, ma che ad ogni parola le muore in gola.

Maria Fermi che non sta mai ferma” non lo fa neppure con gli uomini. Sebbene il suo cuore sia promesso, incatenato e sbarrato, trova sempre il modo di aprirsi a nuovi amanti, da cui poi puntualmente fugge, consapevole del suo limite.

Cristina ha costruito una protagonista verosimile, piena di incertezze e di difetti, che a volte fanno immedesimare il lettore con l’amico Umberto che vorrebbe scuotere la ragazza per portarla con i piedi per terra; ma Maria è anche coraggiosa, non ha paura di far prendere alla sua vita delle pieghe inaspettate, di mollare tutto e di partire per un’avventura, e sfido chiunque a non ammirarla per questo.

Lo stile dell’autrice è inconfondibile, frizzante e profondo al tempo stesso, è capace di trasmettere pensieri e riflessioni che coinvolgono la coscienza collettiva senza appesantire lo spirito brioso di un romanzo che intrattiene e diverte il lettore fino all’ultima pagina, fino all’ultimo colpo di testa di Maria.

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