“Nulla di certo” di Vito Parisi, Les Flaneurs edizioni. A cura di Patrizia Baglioni

Nulla di certo.

No.

In questo noir realtà e illusione si mescolano, vicoli vissuti si intrecciano a scorci paranormali e nomi di fantasia si sovrappongono a nomi parlanti.

Ci sono il Cane, il Fumoso e il Luminoso, il tutto in un luogo – non luogo dove si aggirano delinquenti contaminati in misura più o meno contingente dal male, quello oscuro, quello che non fa dormire la notte.

A reggere le redini della quotidianità ci sono i cornetti profumati di Giacomo e a tenere ancorato Speciale Settimio al suo lavoro ci sono Palumbo e Auciello, poliziotti di mestiere… forse anche troppo.

Speciale è chiamato il Cane, per il suo modo ramingo di muoversi, perché quando segue una traccia non la molla e ha la cattiveria di mordere quando serve.

E stavolta in ballo c’è troppo: rimasto vedovo, Settimio insegue la morte, la cerca tra le vie della sera, mentre passeggia con la speranza che qualcuno si vendichi di lui, o quando rientra a casa, che senza Laura, casa più non è, e fissa quella pistola sul tavolo, in un appuntamento fisso con il suo coraggio.

Il coraggio, ecco cosa manca, tra le altre cose, perché l’uomo è svuotato, inerme si lascia scorrere tra i giorni fino a quando in uno di quei vicoli fatti di illusione, intravede il volto sorridente di Luisa.

E allora, Settimio Speciale torna vivo, torna a indagare su uno strano caso dove a chiamarlo sono tre bambine vestite con una divisa da collegiali, talmente simili da sembrare sorelle, con lo stesso sguardo muto e triste.

Una sensitiva lo sprona e risolvere il caso che sembra anche dare spiegazione alle sue allucinazioni e alla strada per ritrovare Luisa.

Il fatto è che la voce delle bambine nasconde un traffico inimmaginabile, complesso, una matassa difficile da sbrogliare, ma il Cane torna in azione, conosce le persone giuste e soprattutto sa come agire.

Il suo metodo d’indagine rispecchia la sua persona: egli è sempre al limite.

Resto impigliata tra le pagine di questo libro dove la tecnica narrativa si armonizza alla storia: a descrizioni dettagliate delle ambientazioni, subentrano i pensieri dei protagonisti, le loro angosce e soprattutto i tormenti.

Come nei migliori noir, l’analisi psicologica dei personaggi è meticolosa e non passano molte pagine prima che il lettore si ritrovi tra le dinamiche di pensiero di Speciale.

Un romanzo coinvolgente, dove la sensorialità si accende, scruta le ombre di vicoli misteriosi, ascolta i sussurri della notte, percepisce il freddo del dolore e della morte.

Straziante il personaggio di Settimio Speciale eppure forte nelle sue contraddizioni, resta impresso e vorremmo toccarlo prima di vederlo allontanarsi in un epilogo dove non c’è NULLA DI CERTO.

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