“Dove il sole va a dormire” di Emanuela Baldassarri, Policromia. A cura di Chiara Monina

Questo romanzo racconta le vite parallele di due ragazzi Alice ed Achille, le loro storie
deformate dagli eventi della vita che non possono controllare e la capacità di risollevarsi con le proprie forze.
Siamo nel 1995, Alice ha quindici anni, è un’adolescente come tante e la sua vita si svolge tra la scuola, la famiglia, la migliore amica Chiara e la parrocchia guidata da Don Massimo.


“A quindici anni sei una figura parziale, incompiuta; un’opera da finire; una pagina
bianca che aspetta di essere scritta; un titolo che sogna di diventare un bel libro”.


La sua famiglia è composta da mamma Elena, papà Gerardo, il fratello più piccolo Diego, sette anni e la nonna Lucia.
Achille ne ha venti di anni e vive in un comunità di montagna, dove si condivide tutto e si vive in armonia con la natura, un ambiente “protetto”, dove la mamma Sofia si è trasferita anni prima.
Il suo migliore amico è Pietro, affetto da una sindrome e con il quale fa grandi discorsi
filosofici sulla vita e sulle scelte da cogliere in essa.


L’ironia è la migliore arma per affrontare i mutamenti”.


Come il dilemma di restare aggrappati ad una vita conosciuta ma priva di emozioni oppure uscire dal proprio mondo e scoprirne uno nuovo, rischiare, trovandosi, forse anche soli, ma vivere, scegliere e sbagliare.
Achille decide che è giunto il momento di capire perché sua madre, anni prima, ha scelto di rifugiarsi lontano dal mondo abitato e vuole conoscere suo nonno Arnaldo, che vive a Gaeta e che forse può rivelargli cose celate del suo passato e di suo padre, che non ha mai conosciuto.
La storia si svolge proprio a Gaeta, dove vive anche Alice e solo nella parte finale le loro vite si incroceranno e i loro destini si uniranno.
Alice subisce due scosse violente nel corpo e nell’anima, ritrovandosi a crescere
velocemente ed a ripensare a tutte le cose quotidiane che dava per scontate e che così
scontate non erano.

“La meraviglia che c’è nella normalità sfugge a causa della sua ripetitività”.


Piccole azioni e gesti quotidiani che creano legami in una famiglia e qull’intimità che spesso nella fretta del vivere non viene colta perché ritenuta una certezza.
Come la mamma di Alice che alla mattina dava la sveglia con questa frase :

“In piedi famiglia! la vita non dorme”.


Si parla di abuso, perpetrato da coloro che sono inaspettati, da coloro che all’apparenza dovrebbero aiutarci e starci accanto nei momenti di difficoltà e non approfittarne.


“Perchè ogni volta che un uomo tenta di alzare una mano contro una donna, un’ascia
invisibile non gliela tronca di netto?”.

Alice ed Achille hanno storie di perdite e sofferenze ma nonostante ciò, continuano ad avere speranza e fiducia nella vita.
Quando toccano il fondo riescono a risalire, sono ragazzi fragili e forti nello stesso tempo, hanno varie sfaccettature.


“Certe correnti non vanno avversate, puoi solo abbandonarti e permettere loro di
cullarti”.


Alice da una grave mancanza scoprirà il rapporto con il fratello più piccolo, un puzzle sarà lo strumento con cui entreranno in contatto e l’amuleto per affrontare la paura di una grave perdita.


“Ringrazio Dio per quello che mi ha dato e per quello che ancora non mi ha tolto”.


Anche con il padre, introverso tanto quanto lei, Alice troverà le parole e le lacrime, che sono emozioni liquide, per comunicare tra loro sentimenti come il dolore, la paura e tutto ciò che provano.


“Non bisogna mai avere vergogna dei propri sentimenti”.


Alice ed Achille si riconosceranno insieme per la prima volta al cimitero, un luogo di dolore, dove una parte della loro vita si è fermata ma anche un luogo, dove incrociare uno sguardo, permette al cuore di ricominciare a battere forte.


“Credo che il vero privilegio della nostra esistenza non sia non subire traumi, ma trovare il modo di sopravvivere loro”.


Achille non troverà tutte le risposte che cercava ma scoprirà cose inaspettate sui membri della sua famiglia.
Alice intuisce di non conoscere abbastanza della sua famiglia, provando dolore, per non aver avuto abbastanza tempo per conoscere chi ama.
Entrambi però capiranno che

“non è importante sapere tutto delle persone che amiamo, quello che conta è ciò che proviamo stando con loro. L’amore non è informazione; l’amore è emozione: è l’insieme dei sorrisi, dei discorsi, dei momenti belli vissuti insieme”.


Sia Achille che Alice, come dice all’inizio la nonna “saranno padroni del loro tempo”, una crescita accelerata dovuta agli eventi che li incalzano, permetterà loro di decidere che direzione far prendere alle loro vite.
Nonostante l’incombere delle circostanze, scopriranno che solo l’amore da qualsiasi punto di vista è quell’emozione salvifica, che spesso si riconosce anche nel silenzio.

“Ogni istante è quello giusto per amare”.


Buona lettura!
Colonna sonora consigliata : “Fino all’imbrunire” dei Negramaro

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