“I 4 codici. Gli eredi” di Giada Baldassarri, In.edit edizioni. A cura di Alessandra Micheli

Non è facile cambiare la propria vita.
Siamo tropo abituati alla routine, al consueto e al conosciuto.
Tanto da dimenticare a volte fingere di non vedere i mille doni che qualcuno ci ha voluto regalare.
Per chissà quale oscuro progetto.
Lassù in un cielo senza fine, troppo enorme per la nostra umanità, esiste una mente che intesse con abili mani i fili di una tela colorata, quella del nostro destino, l’arazzo della nostra esistenza.
E ogni arazzo ha e deve avere un tema capace di dare una logica agli elementi, spesso diversi, che la compongono.
E’ il bello di quei colorati stendardi che ammiriamo affascinati sulle pareti di ogni castello.
Effigi di un mondo che fu, emblemi e simboli di un concetto che dava una coerenza a un progetto famigliare.
E mi chiedo se questa fascinazione che proviamo di fronte a quelle meraviglie in seta o in broccato non sia dovuta al riconoscimento di quella trama intricata ma ricca di colori come specchio della nostra vita.
E cosi in ogni istante apparentemente adombrato di banalità e di tranquillità, si nasconde il bivio che dobbiamo prendere per tornare, finalmente, a casa.
O per prendere il nostro posto in quegli arazzi.
Il posto che ci spetta, quello al centro, con il nostro vero volto.
Può essere un istante di difficoltà o un viaggio cosi come accade ai cinque fratelli Balck, cinque come i sensi sopiti di un umanità che ha davvero bisogno di guardarsi, davvero allo specchio.
Senza trovare i proprio lineamenti deformati dall’abitudine.
E cosi un viaggio si trasforma in un opportunità di cambiamento.
O per maglio dire di rinascita.
Di consapevolezza che, certi doni, ci appartengono di diritto e devono essere stimolati, compresi e utilizzati.
Per il bene comune.
Quello minacciato spesso troppo spesso dal male.
Un male che nel libro riconosciamo e diamo un nome: potere, superbia, volontà di dominio.
Tutti istinti beceri che compongono, oserei dire purtroppo, il nostro di mondo. Forse proprio perché capaci di inquinare quello dell’altrove, universo non distante dal nostro ma separato soltanto da un flebile velo.
Se il mondo dell’altrove è minacciato dall’oscurità essa, prima o poi, condannerà anche la realtà chiamata materia.
E’ sempre stto cosi e sempre sarà cosi.
Ecco perché i fratelli sono i prescelti.
Essi devono compire il balzo evolutivo capace di mettere un argine a quell’onda nefasta che minaccia costantemente, l’altrove.
Ecco che l libro della Baldassarri diviene quasi una sorta di moderna storia in cui si ritrovano, elaborati un una forma fresca e di pregiata fattura, tutti i canoni classici del fantasy.
Il viaggio dell’eroe si divide in cinque esperienze diverse, ognuna con il suo carico emotivo, con i limiti personali da affrontare, con le speranze e le disillusioni.
E cosi scopriamo come l’eroe, quello che tanto amiamo nel genere è sempre meno spettacolare e sempre più vicino a noi.
Nonostante le potenzialità che lo pongono oltre la comprensione umana esso è e resta profondamente fragile.
Deve cambiare non soltanto la sua esistenza, ma persino il suo modo di osservare il mondo.
Deve smettere di temere la paura e armarsi dello scudo solido delal fiducia per affrontare l’ignoto.
Deve credere, non solo in se stesso ma sopratutto nella possibilità di un cambiamento.
E tutto grazie alla cooperazione.
Perché nessun eroe, se è davvero un eroe viaggia da solo.
Ogni guerriero avrà alleati, imparerà persino dai nemici non si isolerà nel suo mondo fatto di dubbi e perplessità.
Si affiderà al suo maestro, ai compagni e alla speranza di poter dare un giorno nuovo all’altrove e al proprio mondo.
La novità del testo non è soltanto nel rendere umani e non magnificanti i propri eroi.
Ma anche nel dare voce al nemico.
Per poterlo combatter, in fondo, dobbiamo ascoltarlo, comprendere la sua storia e forse anche indagare a fondo nelle sue motivazioni.
Non accettarle ne giustificarle, ma conoscere.
Perché solo allora, forse la battaglia potrà avere un esito diverso perché non sarà mai inficiata da un odio puro, ma da una sana volontà di riparare gli strappi che il male crea.
Bellissimo libro, adatto sia agli amanti del genere cosi come ai neofiti.
E che dimostra quanto il fantasy sia attuale, necessario e prezioso per ognuno di noi.

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