“Il cimitero di Venezia” di Matteo Strukul, Newton Compton. A cura di Patrizia Baglioni e Jessica Dchiara

Un libro non è solo fondamentale per suscitare ricordi, emozioni e sensazioni.

Ma anche per stuzzicare quel lato creativo che ognuno di noi ha sepolto dentro di se.

Ed è questo che il nostro blog vuole omaggiare.

L’arte che è frutto prelibato della forza dell’immaginazione, capace di raccontare a suo modo, con la sua visione peculiare ogni aspetto dell’esistenza, dell’ombra e persino della storia.

E queste due voci formano il cuore del nostro les fleurs du mal, quel core sfaccettato che si dibatte tra razionalità, classe, creatività e follia.

Entrambe a loro modo hanno VISSUTO a trecentosessanta gradi, piombando dentro il suo cuore d’inchiostro il libro di Matteo Strukul.

Ed forse questo l’unico possibile, vero omaggio a ogni grande talento.

Buona lettura!

Una meravigliosa avventura. Con Patrizia Baglioni

Mentre apro il libro penso che non vorrei essere al posto di Strukul, questa nuova saga che ha come protagonista il pittore Canaletto è attesa da tanti per ritrovare le atmosfere che solo questo grande autore sa creare.

Sarà una convalida del suo successo?

Ogni scrittore vive di conferme, quelle del pubblico, dei colleghi e frequentatori del mondo dell’editoria.

Ma la conferma maggiore è data dal proprio operato, dal fluire delle parole sulle pagine e da come si percepisce ogni nuova storia che nasce.

Leggendo l’ambientazione penso che Strukul giochi facile: Venezia già col suo nome è una malia, ma l’autore non si accontenta di citare, ci fa entrare nella laguna.

Ora per onestà intellettuale, io ve lo confesso: sono una neofita, è il primo libro di questo autore che leggo, nonostante io ami lo storico, di solito evito quei testi che hanno grandissima fama, ma credo sia arrivata l’ora di fare questa conoscenza.

Entriamo allora nella Serenissima, ma attenzione, l’accesso non è diretto, la scrutiamo da una prospettiva privilegiata, quella di Canaletto e la magia ha inizio.

Perché Venezia incanta con la sua unicità, i canali che creano un labirinto, le calle dove gli edifici si incassano stretti e il mistero ovunque, nascosto dietro le maschere, sospeso tra i ponti e gli edifici storici.

Perché Venezia è storia e arte, e Strukul unendoli non può che fare una mossa giusta.

Ed eccola la veduta: lo stile unico di Canaletto che attraverso la camera ottica fissa “su un foglio proporzioni e prospettive di palazzi e campi, di canali e piazze, per poi rielaborare in un secondo momento in fase di pittura lo scorcio” scelto.

Il pittore attraverso la sua tecnica innovativa rappresenta la città nei suoi scorci più famosi e nei quartieri dove la vita continua nonostante tutto, come il Rio dei Mendicanti e registra fatti, azioni, personaggi.

Che cosa accadrebbe se uno di questi modelli casuali fosse riconosciuto e scoperto?

È quello che accade ne IL CIMITERO DI VENEZIA.

Il pittore non volendo ritrae un uomo potente che viene riconosciuto dalla moglie, ora in cerca di spiegazioni, per questo il Doge convoca l’artista e gli assegna la missione di scoprire perché il gentiluomo si ritrova in un quartiere che non gli appartiene e chi sono i due che lo accompagnano?

Ora Canaletto non è proprio un investigatore, né è sua ambizione diventarlo, l’incarico di per sé lo spaventa e non sa neanche come muovere i primi passi, ma non può dire di no alla massima autorità della città, e allora utilizza i suoi strumenti.

Prima di ogni cosa lo spirito di osservazione, l’attenzione per i dettagli e soprattutto uno spirito devoto alla città, perché a detta di tutti a partire dagli estimatori del suo tempo ai critici di oggi, ciò che ha reso immortale Canaletto, oltre alla tecnica, è il trasporto che riesce a imprimere nelle opere: l’amore per Venezia.

Il pittore, già conosciuto, si rivolge ai suoi amici per ricevere consiglio come al maresciallo von der Schulenburg che fin da subito gli dona i suoi insegnamenti e soprattutto gli fornisce una valida aiutante: la figlia Charlotte, giovane bellissima e vivace e abilissima artigiana del vetro, specializzata in lenti.

Fin dal primo momento in cui i due si conoscono nasce un’intesa, sarà la modernità con cui guardano al mondo, lui con l’innovazione tecnologica e lei con la sperimentazione nel campo dell’ottica.

I due si comprendono e si attraggono irrimediabilmente, e ciò sarebbe fonte di gioia se l’indagine di Canaletto non si facesse ad ogni momento più pericolosa e instabile.

La città è infatti stravolta dal terribile omicidio di una giovane flagellata, a cui hanno asportato il cuore, ritrovata anche lei nel Rio dei mendicanti, una coincidenza?

Così sembrerebbe, ma quando la seconda vittima viene ritrovata nel luogo che l’artista sta ritraendo, le casualità sembrano troppe.

I fatti si susseguono, Canaletto sulle tracce del suo gentiluomo, si fa introdurre dal suo amico McSwiney, da Cornelia, la cortigiana più famosa di Venezia e qui conosce anche Olaf Teufel, il suo cicisbeo.

Inquietante, questa è l’impressione sul luogo, Canaletto tutto riporta al Doge, ma gli eventi si intrecciano, e gli unici colpevoli sembrano essere gli ebrei.

Isaac Liebermann, medico ebreo fedele alla sua professione, che già sta combattendo contro una terribile epidemia di vaiolo, vede la situazione aggravarsi di giorno in giorno, alla malattia si unisce il malcontento sempre più evidente, e la preoccupazione aumenta, cosa può fare?

Non può salvare tutti, non può salvare Venezia.

Ma forse con l’aiuto di Canaletto e dei suoi fedeli amici…

Una vicenda ricchissima di colpi di scena, dove al primo mistero si uniscono violenze inaudite, giochi di potere, sette che invocano divinità egiziane, che fanno di questo testo un thriller mozzafiato.

Interessante il confronto tra le due donne protagoniste: Charlotte e Cornelia, ugualmente forti, passionali, indipendenti eppure agli estremi sia per formazione che per volontà.

I riferimenti storici sono interessantissimi, scopro donne artigiane del vetro e una tradizione ebraica radicata nella Serenissima.

La città è ricostruita in ogni dettaglio, dagli edifici storici ai lampadari di Murano, le descrizioni sono puntuali, analitiche e costruite con un linguaggio appartenente all’epoca e al luogo.

Su questo aspetto credo che Strukul sia insuperabile così come indiscutibile è la capacità di suggestionare il lettore con le atmosfere evocate e l’abilità di rendere visibile ogni passaggio del testo, leggo e mi sembra di osservare una scena al cinema.

E sì arriva anche il cimitero che tutto avvolge, vita, morte e speranza.

Corri Canaletto perché ho come l’impressione che questa sia la prima di tante nuove avventure.

Dialogo di due accanite lettrici. Con Jessica Dichiara

Jessica butta a sentimento le pennette nell’acqua bollente “Alexa timer 10 minuti”

Notifica

Wowwww

Patrizia su facebook

In lettura per @alessandra.lesfleursdumalblog il maestro @drakulstrukul. Ragazzi che atmosfera a Venezia… Giuro che non vedo l’ora di raccontarvi questo libro!!!

Dalla Jessichat:

Jessi: Paaaatttt!!!! Voglio leggerlo anch’io!!! Lo cominciamo insieme???

Pat: Ma certo! Io però sto quasi a metà

Jessi: Tranquilla, ho letto tutto di Strukul, non ci metterò molto a raggiungerti!

Chat-recensione

Jessi: L’immagine iniziale è decisamente dantesca 

Pat: Tu dici? A me ha ricordato Il mercante di Venezia di Shakespeare… Non so perché in realtà…

Jess: La scenografia probabilmente! Strukul ha una scrittura molto teatrale

Pat: Si è vero! Riesce a creare atmosfere affascinanti… Certo con Venezia gioca facile…bella l’idea di osservare la città attraverso i quadri di Canaletto e giocare con i dettagli

Il giorno dopo…

Jessi: L’attenzione ai dettagli è impressionante. Dietro a questo testo c’è una conoscenza intima dei fatti, dei tempi e dei luoghi

Jessi: Sono a metà Patty!!!

Pat: Condivido! Così come la conoscenza della città e le sensazioni che suscita

Pat: A me mancano 30 pag e non delude

Jessi: Pensa alla difficoltà di essere Charlotte ai tempi del Canaletto!

Altro che emancipazione femminile 

Pat: Anche se la figura delle donne vetraie è vera! Naturalmente ho verificato! Ed è stato bello scoprirlo!

Di solito figlie di famiglie abbienti che rilevavano l’azienda di famiglia

Pat: Eccezioni…

Pat: Interessante però… Perché effettivamente la lavorazione del vetro prevede una delicatezza e una cura dei dettagli e delle sfumature tutta femminile…

Non ci avevo mai riflettuto…

Jessi: Esistono diversi studi sull’artigianato femminile  e le repubbliche marinare ma la figura di Charlotte secondo me va oltre

Jessi: Lei è un’anima prestata alla scienza

Pat: Si hai ragione. E lo fa con grande acume.

Pat: Hai notato la contraddizione tra le due donne? Entrambe passionali ma una domina se stessa, l’amore e il mestiere, l’altra invece è dominata

Resta Colombina… Quale esempio seguirà?

Jessi: Verissimo!!! È proprio la forma mentis che le distingue! Questo ci dice che l’autore oltre ad essere un ottimo storico è anche un eccellente conoscitore dell’animo femminile

Qualche ora dopo…

Jessi: Abbiamo il protovaccino del vaiolo. Moooolto attuale come tematica. Tutta la parte che riguarda gli ebrei è veramente interessante!

Pat: Sì ben studiata e presentata

Jessi: Sono alla resa dei conti!Stasera dopo cena mi gusto il finale. Ti anticipo già che ho adorato i personaggi femminili

Domenica Primo maggio ore 8.07

Pat: Finito stamattina alle 5

Jessi: Idem ieri sera tardi! Speriamo che non ci faccia aspettare troppo per il seguito!!!

Pat: Dimmi la tua, visto che hai letto anche le altre cose che ha scritto

Jessi: Mi ha portato decisamente nella Venezia del Canaletto. Adoro il modo che ha l’autore di descrivere  tutto ciò che lo circonda in maniera organizzata, precisa e ricchissima di particolari. Poi il linguaggio dei dialoghi, l’utilizzo preciso del linguaggio storico… Se chiudo gli occhi sono lì, nella Laguna. Un viaggio gratis in pratica!

Pat: Il talento dello scrittore è indiscutibile. Il linguaggio è molto ricco e la ricerca storica è stata accuratissima. Le atmosfere che ha saputo creare sono sicuramente il punto forte e anche ciò che mi ha catturato di più.

Jessi: Grazie per questa lettura di coppia Patty!!! Ci vediamo a lungomare con le bimbe, buon Primo maggio!

Consiglio per la lettura: Venezia vale sempre la pena. Sia da soli che in coppia.

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