Un grande talento, incontra una grande realtà editoriale. Da questo connubio nasce “Provincia bastarda” di Giorgio Borroni edito Dark Zone. Cosa state aspettando?

Che c’è di peggio per un chitarrista che farsi distruggere lo strumento, essere scaricato dalla band della quale è il fondatore e scoprire che la sua ragazza lo tradisce? Probabilmente finire nelle grinfie di una famiglia di bifolchi fuori di testa nei meandri della Maremma toscana.

Ed è proprio quanto accade al timido e imbranato Nico Nebbia, che si ritrova di punto in bianco a imparare che nella vita non basta saper suonare la chitarra, ma bisogna anche saper fare i conti col proprio passato. Anche se è oscuro e doloroso.

In un vortice di tensione e in un crescendo di adrenalina, Nico dovrà dissotterrare i fantasmi sepolti nel proprio passato e ricordare che cosa è accaduto al campo scout cui aveva preso parte quando era solo un ragazzino. Duelli mortali con motociclisti colossi, preti folli, riti ancestrali e scene splatter da film slasher vi accompagneranno con una colonna sonora rigorosamente “pesante” in un viaggio nella provincia più misteriosa. 

Questo romanzo è un omaggio alla musica Heavy Metal in tutte le sue sfaccettature, che scorre come un riff distorto tra citazioni da nerd, azione e un umorismo cinico: riuscirete a mantenere la vostra sanità mentale fino all’ultima pagina?

Era caduto senza guadagnare la libertà, aveva imboccato l’uscita sbagliata, tanto che sentiva perfino le risate degli spettatori che lo osservavano, anche se a scrutarlo erano orbite vuote.

Quelle di due teschi di cinghiale appesi alle pareti laterali di quel tugurio.

Stalattiti di cera colavano dalle candele infilate nelle orbite dei crani, la luce soffusa illuminava l’ambiente angusto, mentre a pochi passi da Nico era gettato al suolo un materasso maculato di macchie. Nella confusione in cui era piombato, si disse che non sarebbe stato male averlo più vicino alle scale per attutire la caduta, poi mise meglio a fuoco ciò che lo circondava e si aggiunse il terrore. Gelido, spietato come una pugnalata dritta nello sterno.

Oltre il materasso, uno sgabello stava di fronte a una scrivania addossata alla parete, un mobile austero e barocco di legno scuro, reso lucido dalla fiamma guizzante dell’enorme cero da chiesa poggiatovi sopra. Sul fusto bianco un Gesù bizantino faceva il segno della benedizione tra lacrime lattiginose, stretto in una mano scheletrita.

Le ossa bianche delle falangi emergevano dagli spacchi nella pelle scura e lacera, l’arto era legato alla cera con del filo spinato.

Oltre a quella bizzarra reliquia, piccole ossa, crani di lepri e di volpi insieme a strani utensili affilati si contendevano il palcoscenico su quella scrivania, quasi fossero ignari che il protagonista di quel macabro spettacolo, era un altro orrore ben più tremendo.

Quello appeso alla parete.

Zanne di cinghiale delimitavano i bordi delle tavole incrociate di un grande crocifisso, ma non vi era inchiodato nessun Cristo, perché, al posto suo, c’erano cinque crani di neonati disposti a croce. Erano deformi, quei teschi, le loro minuscole mascelle prive di denti erano atteggiate in urla silenziose di sofferenza, mentre le loro piccole orbite sembravano palpitare alla fioca luce delle candele, in un gioco perverso di ombre e ossa.

Nico scattò in piedi, lottò contro il senso di vertigini e nausea, si tenne a stento in equilibrio appoggiandosi al muro.

Era troppo.

Quello era troppo.

Il suo respiro spasmodico sibilò attraverso i denti serrati e l’istinto gli urlò di scappare via finché era in tempo, ma le fiammelle delle candele ebbero un fremito e il ragazzo fece appena in tempo a voltarsi verso la porta che pareva osservarlo sopra la breve rampa di scale: un’ombra enorme e minacciosa irruppe dalla soglia, si lanciò per i gradini con una furia che niente aveva di umano. Nico capì di aver urlato durante la caduta, ne ebbe la certezza quando il ronzio che sentiva nella testa divenne il ruggito di una motosega.

BIOGRAFIA

Giorgio Borroni è nato nel 1977, ha conseguito la laurea in Lettere presso l’Università di Pisa e il diploma in Fumetto alla Scuola Internazionale di Comics di Firenze, dopodiché ha curato e tradotto le edizioni di Frankenstein di Mary Shelley per Feltrinelli e di Dracula di Bram Stoker per Barbera. Ha inoltre tradotto La lettera scarlatta di Hawthorne (Liberamente), Io morirò domani, un thriller di Dawood Ali McCallum edito da Giunti, e ha scritto un manuale di Letteratura Italiana per studenti. Nel campo dei fumetti, ha tradotto graphic novel come Parker, Body Bags, Battlechasers e delle serie manga The legend of Zelda, Warcraft, Starcraft, Vampire Hunter D. Da sempre appassionato della nona arte ha realizzato sceneggiature per alcune realtà indipendenti, mentre come illustratore realizza opere fantasy, horror e di fantascienza che compaiono in numerose copertine di webzine e modella in 3D cravatte texane di genere gotico. Ha insegnato “traduzione del fumetto” in un master universitario a Pisa, tenuto un workshop per la Scuola Fenysia di Firenze sulla letteratura horror e varie masterclass online. Dopo aver conseguito un diploma in Scrittura creativa alla Scuola di Comics di Firenze, ha iniziato a scrivere più o meno regolarmente ed è stato pubblicato in alcune antologie per Dunwich, Les Flaneurs, La Nuova Carne e Catbooks. Dal 2015 a oggi ha prodotto alcuni audiolibri (Midnight Club, Mindlag, Orrore d’Autunno, Hello Darkness, Zombie Mutation), e ha curato alcune rubriche di critica fumettistica su Silicio e Massacro, riviste indipendenti di cultura estrema scifi e horror. Nel 2020 Ater-Pubme ha pubblicato il romanzo horror Il vuoto dentro. In ambito cinematografico ha recitato in alcuni cortometraggi, nel film commedia Go Dante Go Go Go! e nel thriller Negli occhi della preda.

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